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viabilità

L’Italia che non avanza: 11 giorni all’anno buttati in code e rallentamenti

Auto in coda

Undici giorni a Roma, dieci a Milano, otto a Napoli: tanto costerà nel 2009 agli automobilisti la sfida al traffico caotico fatto di code e rallentamenti nelle ore di punta. Lo fa sapere il Codacons sulla base di uno studio svolto nelle tre metropoli italiane. Continua

Stress e 40 miliardi: tanto costa agli italiani essere sequestrati dal traffico

Auto in coda
Intrappolati nelle nostre auto per 500 ore l’anno uno spreco di tempo che costa agli automobilisti oltre 40 miliardi l’anno. Fermi, immobili, nel serpentone di lamiere che avanza di un metro all’ora e fa predere le staffe e le speranze. Di arrivare puntuali a un appuntamneto, al lavoro, a casa…

Quantificando, monetizzando: quanto tempo, quanti soldi, quante opportunità si perdono a causa delle code sulle strade di città? La risposta viene dall’Automobile Club d’Italia (Aci), che si è basata sull’analisi dei dati dei dispositivi di localizzazione satellitare Gps.
Risultato? Romani e milanesi, secondo la ricerca trascorrono intorno alle 500 ore l’anno (per l’esattezza 503 ore nella capitale, 498 nel capoluogo lombardo) all’interno della propria vettura: in totale quasi 21 giorni all’anno all’interno della propria vettura per gli spostamenti urbani.

La situazione migliora lievemente nei centri di minori dimensioni: 450 le ore passate in auto dai torinesi, 380 dai genovesi. E se la durata media degli spostamenti nelle rispettive città è di circa 60 minuti, la metà, sottolinea l’Aci, viene persa in code e rallentamenti. Il tempo sprecato nel traffico, secondo l’Aci, ammonta in particolare a 252 ore per i romani, 237 per i milanesi, 180 per i torinesi e 178 per i genovesi e ha un costo non indifferente per gli automobilisti: rispettivamente 650, 642, 440 e 408 euro.
L’indagine è stata illustrata oggi durante l’inaugurazione della Centrale di Informazione sulla mobilità stradaleLuce Verde-Infomobilità Roma“, un servizio via radio che, secondo il presidente dell’Aci Enrico Gelpi, “se fosse adottato dalle maggiori amministrazioni locali del Paese, consentirebbe agli automobilisti italiani un risparmio di tempo valorizzabile in 16 miliardi di euro”.

Già, perché code e rallentamenti non sono solo dannosi per i nervi degli automobilisti che rimangono intrappolati nel traffico cittadino, ma anche per le loro tasche. Lo stress che ora l’Aci ha monetizzato ha un valore che corrisponde a 1.300 euro l’anno per ogni automobilista, (consumo gomme, benzina, olio, freni, tanto per fare un esempio). Senza contare che, inserito in quel serpentone di lamiere e rumore che avanza a passo di lumaca, dicono gli esperti dell’Aci, il tasso di inquinamento prodotto dall’automobilista “con l’auto ferma nel traffico aumenta notevolmente”.
Dati che secondo l’Asstra (l’associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale) dovrebbero far riflettere e smettere di piangere lacrime di coccodrillo sui disastri di una mobilità tutta incentrata in modo dissennato esclusivamente sulla mobilità privata. “La soluzione per far risparmiare agli Italiani soldi e salute, liberando i centri urbani dalla morsa del traffico, c’è ma nessuno sembra accorgersene. Questa soluzione si chiama trasporto pubblico”, commentaMarcello Panettoni, presidente di Asstra.

La neve a Palermo, dopo diversi anni. Il Sud nella morsa del freddo

Milano

Breve nevicata a Palermo, dove da diversi giorni il maltempo non dà tregua. La neve mischiata al ghiaccio ha colto di sorpresa i palermitani, che hanno assistito a quello che per la città può definirsi quasi un evento. Da molti anni infatti non nevicava in città dove fino alla scorsa settimana la temperatura addirittura ha raggiunto i 20 gradi.
Neve nella Sicilia interna anche a bassa quota a partire da 500-600 metri specialmente sui rilievi dei Nebrodi e delle Madonie. La situazione più difficile per la viabilità al momento si registra sull’autostrada A19 Palermo-Catania allo svincolo Tremonzelli per le Petralie, Gangi e Castellana, dove sono attualmente bloccati numerosi mezzi pesanti. Transitano con difficoltà le auto, ma solo con catene montate. Sono in difficoltà anche oggi i collegamenti marittimi con le isole minori della Sicilia.

Dalla notte scorsa nevica su gran parte della Calabria, anche a bassa quota. Il picco si è raggiunto in Sila dove, nel corso della notte, sono caduti una cinquantina di centimetri e sta continuando a nevicare. Un’abbondante nevicata ha interessato anche il tratto cosentino dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, in particolare nella zona di Rogliano. Sulla A3 sono sempre chiuse, per pericolo frane, la carreggiata sud tra Rosarno (Reggio Calabria) e Sant’Onofrio-Vibo Valentia e la carreggiata nord tra Sant’Onofrio-Vibo Valentia e Pizzo.

È finito con la sua Panda addosso al mezzo spazzaneve dell’Anas che stava pulendo la strada dalla neve sulla corsia opposta e la persona che viaggiava al suo fianco, una donna, è morta in seguito al violento urto: è successo stamani intorno alle 5 a Colfiorito (Perugia), lungo la statale Val di Chienti. L’uomo alla guida della Panda - riferisce un comunicato dell’Anas - è gravemente ferito. Per i soccorsi e la rimozione dei mezzi coinvolti non si sono registrati disagi alla circolazione, considerato l’orario a bassi volumi di traffico.

Il tratto lucano dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria è chiuso in entrambe le direzioni - per motivi precauzionali legati alla neve, ha precisato il compartimento regionale della Basilicata della Polizia stradale - fra gli svincoli di Lagonegro sud, in provincia di Potenza, e Frascineto nord, in provincia di Cosenza. La chiusura dell’autostrada è stata decisa ieri sera, quando le condizioni eteorologiche nel Potentino sono peggiorate e sono cominciate le nevicate, a tratti fitte nel Lagonegrese.

Il maltempo associato al brusco calo delle temperature ha imbiancato l’Abruzzo e anche L’Aquila con una coltre nevosa tra i 10 e i 15 centimetri creando, però, pochi disagi alla circolazione poiché i mezzi comunali, provinciali e dell’Anas erano già al lavoro dalla notte. A Campo Imperatore la colonnina di mercurio è scesa a -11 gradi e gli impianti sciistici sono chiusi per una bufera di neve. Sulle autostrade A24 e A25 sono in azione i mezzi spazzaneve e alcuni tratti sono interessati da una debole nevicata che, comunque, non crea problemi alla viabilità.

Tamponamenti a catena sulla A21, cinque morti

Alcuni dei veicoli coinvolti negli incidenti stradali avvenuti il 22 febbraio 2008 tra i caselli autostradali di Pontevico (Brescia) e Caorso (Piacenza). Il bilancio è di cinque morti in poche ore a causa della nebbia sulla A21 |foto Ansa

È di almeno cinque morti e circa cinquanta feriti il bilancio di una serie di tamponamenti avvenuti a causa della nebbia sull’autostrada A21, in entrambi i sensi di marcia. I veicoli coinvolti sono un centinaio. Due delle cinque vittime accertate sarebbero camionisti romeni rimasti schiacciati nella cabina del loro tir, una terza vittima invece era un passeggero trasportato su un furgone di un’impresa vivaistica di Leno (Brescia). Ferito gravemente anche il direttore delle Autostrade Centropadane di Cremona, investito da un’auto mentre si recava sul posto.

Gli incidenti sono diversi, non tutti tutti collegati tra loro, e si sono verificati tra Caorso e Pontevico tra le 7.40 e le 8.15 di questa mattina. Sull’autostrada ci sono lamiere accartocciate per centinaia di metri. Nella zona in cui sono avvenuti gli incidenti mortali, secondo il Cis, la visibilità è ridotta a 50 metri. I due incidenti più gravi sono avvenuti il primo, con due morti, all’altezza di Castelvetro (Cremona) in direzione di Brescia e il secondo, con tre morti, alla stessa altezza ma in direzione Torino. Il caos in autostrada ha avuto pesanti ripercussioni sull’intera circolazione nella zona. Molti i feriti portati in diversi ospedali tra cui quelli di Manerbio (Brescia) e Cremona.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
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