
Vladimir Luxuria, 44 anni, è stata parlamentare del Prc
A qualcuno piace trans. Non è la grande scoperta da brevettare, ma una semplice constatazione: ci sono uomini (la maggioranza) a cui piacciono solo le donne e altri (una minoranza) a cui piacciono sia le donne sia le trans. Ho precisato che si tratta di una minoranza perché, quando scoppiano i casi mediatici, come questo su Piero Marrazzo, si tende ad avere percezioni falsate. Leggi l’intervento di Vladimir Luxuria

Reclutavano i giovani transessuali direttamente a San Paolo, in Brasile. Li convincevano a venire in Italia, a volte anche con la promessa di un brillante futuro nel mondo dello spettacolo. Ma una volta a Milano, i nuovi arrivati erano costretti a pagare fino a 15 mila euro per potersi prostituire sulla “piazza” del cimitero Monumentale e a cedere a “Luana” e ai suoi complici almeno il 50 per cento del guadagno sulle prestazioni (da circa 100 euro). La pena per chi si ribellava erano il furto del passaporto, minacce di morte e di ritorsioni contro i familiari in Brasile e pestaggi violenti, anche con un bastone.
Sono stati i molti giovani viado arrivati in pronto soccorso, alcuni dei quali hanno accettato di raccontare i loro problemi, a far insospettire i carabinieri della compagnia Milano Duomo. Da maggio i militari hanno cominciato le indagini sui transessuali che si prostituiscono al Monumentale e hanno scoperto i retroscena. A capo dell’organizzazione di viado più “anziani” che sfruttava e maltrattava i nuovi arrivi c’era Luana, brasiliano di 36 anni. Con cinque complici aveva guadagnato, sfruttando gli altri viado, almeno 150 mila euro in pochi mesi.
I clienti venivano contattati anche attraverso alcuni siti Internet specializzati e le vittime delle violenze sono almeno una decina. Ai carabinieri hanno tra l’altro detto che alcuni transessuali del giro del Monumentale sono sieropositivi e nonostante questo accettano di avere rapporti non protetti coi clienti. Alla fine delle indagini i militari hanno arrestato, oltre a Luana, quattro suoi complici, tutti viado brasiliani irregolari in Italia. Malu, Pamela, Fernanda, Beyoncé (come la nota cantante) i loro soprannomi. Luana, chiamata dagli altri “mamma”, è stata fermata in un noto locale romano, le sue “figlie” invece sui marciapiedi milanesi. Una sesta persona è ricercata. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione e di estorsione.
“Basta con le diffamazioni! Non è vero che andiamo a politici!”: esasperati dalle calunnie di Vallettopoli, i transessuali si ribellano su internet al linciaggio cui da tempo sono sottoposti.
“A che serve” piagnucola Boobinda jr. “prendere estrogeni per una vita e spendere un patrimonio per le cure ormonali se poi basta un rampollo qualunque per rovinarti?”. O ancora: “Io lascio - dice Sibillya - mollo tutto e torno all’Inps a fare i cedolini. Nel nostro mestiere già ci rimetti la faccia e il tuo buon nome, anche letteralmente, perché sul tram devi sorbirti la smorfia schifata del controllore quando ti guarda la carta d’identità . Ecco, se alla fine devo pure giocarmi la reputazione allora buonanotte”.
Le immaginarie interviste continuano su blog dal titolo Vietato cliccare.
(La lettura è consigliata a un pubblico di soli adulti)