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viceministro

Martone e il suo concorso di cause molto fortunate

Il Sottosegretario al Lavoro, Michel Martone (Credits: Ansa)

Il Sottosegretario al Lavoro, Michel Martone (Credits: Ansa)

Antonio Rossitto
Il giovane viceministro al Lavoro l’ha presa male. Sul suo blog Michel Martone risponde puntuto alle insinuazioni giornalistiche che fotografano una carriera accademica dalla velocità ultrasonica: dottorando a 23 anni, ricercatore a 26, associato a 27, ordinario a 29.

Mezza Italia l’ha criticato per avere dato degli «sfigati» a quelli che a 28 anni bazzicano ancora in facoltà: tu quoque, figlio del potente ex avvocato generale della Cassazione, Antonio. Insomma, dietro occhialini e capigliatura gramsciani si nasconderebbe il più raccomandato tra i raccomandati. Lui nega decisamente. Continua

Un anno dopo, il governo si allarga. Ok del Quirinale a cinque promozioni

Silvio Berlusconi con Michela Vittoria Brambilla

Promozioni (annunciate) in arrivo nel governo. Michela Vittoria Brambilla diventerà ministro e cinque sottosegretari (Paolo Romani, attuale sottosegretario alle Comunicazioni, che diventerà vice nell’ambito del dicastero dello Svilupo economico, guidato da Claudio Scaiola; il leghista Roberto Castelli, che ricopre la carica di sottosegretario alle Infrastrutture; Adolfo Urso, al Commercio con l’estero; Ferruccio Fazio e Giuseppe Vegas all’Economia) saranno promossi viceministri.

Avanzamenti che hanno ricevuto un via libera informale dal Quirinale, dopo un colloquio fra il capo dello Stato Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Nel corso dell’incontro, durato circa un ora ed al quale ha preso parte anche il sottosegretario Gianni Letta, il premier ha illustrato al presidente della Repubblica quanto già annunciato in Consiglio dei ministri: l’intenzione, cioé, di ‘promuovere’ la Brambilla ministro senza portafogli e dare il rango di viceministri ad alcuni sottosegretari. Avanzamenti sui quali il presidente della Repubblica, a quanto si apprende, non avrebbe mosso obiezioni. Ancora incerta la tempistica delle nomine. Il Cdm dovrebbe procedere allo “spacchettamento” delle deleghe consentendo la “promozione” dei sottosegretari.
Successivamente, sarà al premier a proporre formalmente al capo dello Stato il nuovo ministro che potrebbe giurare, dopo la nomina di Napolitano, già questa sera. Salvo messe a punto di carattere tecnico che potrebbero far slittare l’operazione alla prossima settimana. Mentre per i viceministri, spetterà al premier formalizzare l’avanzamento di Romani (Comunicazioni), Urso (Commercio con l’estero), Castelli (Infrastrutture), Fazio (Sanità) e Vegas (Economia) Ad annunciare l’intenzione affidare il rango di ministro alla Brambilla era stato lo stesso Berlusconi durante lo scorso consiglio dei ministri, sottolineando che la “rossa” di Lecco era destinata a quel ruolo.
Al termine della riunione, era stato Roberto Calderoli ad annunciare che altri tre sottosegretari (Urso, Romani e Castelli, appunto) sarebbero stati avanzati al rango di viceministri. Le novità sono dunque quella di Fazio ‘promosso’ a viceministro della Sanità e, con tutta probabilità, di Vegas all’Economia. Le “promozioni”, ha tenuto a precisare Berlusconi nei giorni scorsi, “non spostano il numero dei componenti del governo”, visto che “si tratta di sottosegretari che diventano viceministri per confrontarsi al meglio nelle riunioni internazionali con ministri di altri Paesi”. Il numero complessivo dei membri del governo, in sostanza, resterà invariato a 61.
Uno in più dei sessanta previsti dalla “legge Bassanini” dopo lo strappo alla regola con la nomina a sottosegretario all’emergenza rifiuti di Guido Bertolaso.

Visco sbanda fuorionda. Striscia la notizia set della resa dei conti con Mastella

Il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco in un filmato di Striscia la Notizia
I fuorionda per la banda di Striscia la Notizia sono sempre stati il fiore all’occhiello. Sta volta è Vincenzo Visco a finire pizzicato. Nel fuorionda trasmesso dal Tg satirico di Canale 5, il viceministro dell’Economia è in sala stampa a Palazzo Chigi prima di iniziare l’incontro con i giornalisti al termine del Cdm. E, rivolto al portavoce del governo Silvio Sircana, dice: “Mastella non c’è”. “Era impegnato, aveva da fare”, risponde Sircana. E Visco: “È un crumiro e ci ha pure fregato un sacco di soldi”.
Dallo studio i conduttori, Ficarra e Picone, ironizzano sulla frase di Visco: “Che Mastella si sia fatto pagare per ogni voto alle amministrative?”.
A rispondere ai conduttori ci pensa una nota della Presidenza del consiglio: si tratta di nuove risorse per la Giustizia approvate dal Consiglio dei ministri. Ma al Guardasigilli la toppa di Palazzo Chigi non basta: è furioso e vuole una smentita proprio su Striscia. Ovviamente, con il massimo dell’ufficialità, non in un fuori onda.
Da parte sua, il viceministro afferma: “Il filmato trasmesso da Striscia la notizia è chiaramente uno spezzone di una battuta fatta mentre si parlava di alcuni provvedimenti normativi. L’uso che ne ha fatto Striscia la notizia, il momento e il modo con cui ha deciso di utilizzarlo dimostrano una chiara volontà di distorcere e di strumentalizzare la realtà”.
La realtà è che per Visco, questo è un periodaccio: è al centro della caotica vicenda della Guardia di finanza, per la quale ha mezza maggioranza contro. A cominciare dall’Italia dei valori di Antonio di Pietro, che con un ordine del giorno chiede al governo di ritirare a Visco la delega, raccogliendo ben sei firme: i quattro senatori del gruppo e poi l’ex Sergio De Gregorio, e Fernando Rossi, l’ex del Pdci passato ai consumatori, già responsabile della caduta del primo governo Prodi. Il secondo ordine del giorno è dei dissidenti della Margherita: Willer Bordon, Roberto Manzione e Natale D’Amico che chiede a Visco di autosospendersi. E su questa linea non è esclusa la convergenza, al momento del voto, di una parte dei 12 senatori di Sinistra democratica, i fuoriusciti dai Ds guidati al Senato da Salvi. Anche la Casa delle libertà ha presentato due mozioni. Oltre a quella per il ritiro delle deleghe firmato da tutti i capigruppo, c’è anche quello della Lega, firmato da Calderoli e Castelli, che “impegna il governo a esprimere fiducia alla Gdf e in particolare a Speciale”. Una trappola per far votare l’Unione contro il vice ministro senza che se ne accorga. Come nei fuori onda…

Qui il video di Striscia

Qui il video su YouTube di Antonio Di Pietro sul caso Visco:

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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