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Villa-Certosa

La D’Addario dice il vero, sentenzia il quotidiano spagnolo El Paìs dopo la pubblicazione su L’Espresso dei colloqui tra il premier Berlusconi e la escort barese. Ma anche in Gran Bretagna la stampa torna ad occuparsi delle feste a Palazzo Grazioli. E punta il dito contro il Cav.
Per esempio, il Times questa mattina se n’è uscito con un commento feroce, a firma di Daniel Finkelstein, sul “comportamento deviato” di Berlusconi ed altri leader. Il postulato di Finkelstein è il seguente: “La vita privata dei leader svela il loro carattere. E il carattere può essere l’elemento più importante della loro leadership”. L’editorialista comincia con una lunga premessa sui peccati di Mao (che fino in tarda età amava portarsi a letto ragazzine e ragazzini, e che si impasticcava di sonniferi), per arrivare alle “feste, le ragazze, i regali di Berlusconi” che “sono affari di Stato“. Il peggio di tutto ciò è che lui sostiene che riguarda soltanto lui e perciò si rifiuta di rispondere a qualsiasi domanda sul caso”.
Ci va giù duro anche il Daily Telegraph, che con Max Davidson scrive che se in molti uomini le “conquiste” di Berlusconi provocano indignazione e sconcerto, in molti altri suscitano invece una invidia segreta: in fondo “il cinquanta per cento degli elettori italiani è di sesso maschile e per loro Berlusconi non è un furfante, ma un eroe“. Dice Davidson: “Dopo tutto è a Roma che nacquero le orge. Nella città eterna di Nerone e Caligola ci sono cose che non cambiano mai”.
E allora urge, più che mai, una risposta. Da parte del Cavaliere, naturalmente. E infatti…
Se di fronte agli audio pubblicati dal settimanale L’Espresso, il premier ha preferito far intervenire il suo avvocato Niccolò Ghedini, oggi è stato proprio il presidente del Consiglio a parlare.
Con una battuta. Scherzosa, ironica, istrionica.
Chissà se il premier si sia voluto rivolgere alla stampa estera; di fatto, pare abbia voluto accogliere l’invito che sul Foglio di martedì 21, l’elefantino Giuliano Ferrara gli aveva rivolto: “Berlusconi non razzola secondo quel che predica, d’accordo, ma in realtà ha predicato pochissimo i grandi valori e accennato con autenticità psicologica alla sua vocazione, lodata dai suoi critici e nemici, per l’anarchia etica. Inoltre, a parte la dimensione personale del peccato, da discutere eventualmente con il confessore, si è messo come persona pubblica in pasticci grotteschi, ma non irrimediabili. Quel che non va ancora è il timbro della sua difesa, che dovrebbe essere fatta di stile autorevole e di ironia. Invece si continua a vedere molta seriosa agitazione”.
Ironia e stile, invocava l’amico Giuliano. Ironia e stile sono arrivati. Eccoli.
Il premier, durante il suo intervento alla cerimonia dell’avvio dei lavori per la Brebemi (il collegamento autostradale che metterà in collegamento Brescia Bergamo e Milano), scherza con la platea e con il governatore della Lombardia Roberto Formigoni: “Nel suo discorso Formigoni ha usato per descrivere il territorio la parola antropizzato, non è un bel termine da usare mentre ci sono una sacco di belle figliole, di imprenditori solidi… Io non sono un santo, lo avete capito tutti, spero che lo capiscano anche quelli di Repubblica” (qui il VIDEO). Per concludere: “Il 31 dicembre del 2012, il giorno dell’inaugurazione della Brebemi, noi saremo ancora qui. Del resto come fanno gli italiani a fare a meno di noi?”.
Una domanda che rimbalza anche dalla Russia di Putin, grande amico del premier, tramite il tabloid Komsomolskaya Pravda, il più diffuso del Paese. Dopo un articolo di cronaca a pagina quattro sotto il titolo “Berlusconi ha passato la notte con la prostituta nel letto di Putin”, il commentatore Serghiei Ponomariov sostiene che è sbagliato prendersela con un “vero uomo”, una posizione che sembra riflettere quella prevalente della popolazione, almeno stando ai sondaggi. “Mi potete uccidere, ma non capisco questi italiani e queste italiane”, esordisce Ponomariov, sostenendo che “dovrebbero essere fieri di tale primo ministro che ha 72 anni ma è in forma brillante, ha un sorriso largo, un eloquio bello e colorito…” ed “è sempre circondato da donne avvenenti che non solo brillano di bellezza ma anche fanno carriera”. E ancora: “Se Berlusconi sta usando il suo testosterone alla grande forse fa male a qualcuno? Forse alle sue partner? Ma le ultime non si lamentano e con la moglie legittima ha avviato il divorzio”. “Ora scopriamo che Silvio compie imprese non solo in campo politico ma anche nelle alcove. È come un cavalier gentile…”, conclude Ponomariov, scagliandosi contro “moralisti e ipocriti”.
Gli stessi ai quali, nel pomeriggio, il premier lancia la sfida: “Chi mi attacca da cacciatore è diventato cacciato perchè ha perso credibilità e lettori. Questa faccenda si ritorcerà contro“. “Cercano di far fuori la persona perché non hanno da fare altre critiche”, ha continuato Berlusconi invitando, quindi, a “lasciare ad altri queste robe di bassissimo livello che non mi feriscono assolutamente” anche perché “sono assolutamente convinto che gli italiani non siano quegli sciocchi che la sinistra vorrebbe dipingere“.
Il VIDEO con Berlusconi alla cerimonia dell’avvio dei lavori per la Brebemi:
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Un buco nell’acqua. Il tentativo di screditare il premier Silvio Berlusconi con la consueta arma degli attacchi giudiziari e delle trappole a orologeria si è risolto in una bolla di sapone.
Come ampiamente previsto sia dallo stesso Berlusconi, l’inchiesta sui voli di Stato è stata archiviata dalla Procura di Roma.
Ad essere esaminati dalla Procura sono stati cinque voli, effettuati fra il 24 maggio e il 17 agosto dello scorso anno, entrati nell’obiettivo del fotoreporter sardo Antonello Zappadu, l’autore delle immagini dello pseudo scoop di Villa Certosa (qui tutti gli articoli sul tema), poi sequestrate dalla stessa procura romana.
“Non sono emersi casi di soggetti estranei che hanno viaggiato in assenza del presidente”: è quanto hanno osservato i Pm romani, scagionando il premier dall’accusa di abuso d’ufficio, con buona pace del Codacons (che pure non si dà per vinto, manifestando l’intenzione di opporsi all’archiviazione: “Domani stesso” spiega il presidente Carlo Rienzi “depositeremo al Tribunale dei Ministri una memoria per dimostrare come vi siano comunque costi per l’erario determinati dalla presenza di soggetti estranei alle delegazioni sui voli di Stato. Costi legati sia alla necessità di scegliere aerei di dimensioni maggiori, sia all’esigenza di un’assicurazione obbligatoria per i trasportati”) e del Pd di Dario Franceschini, che abbozza: “A noi non è mai interessata la parte penale di questa vicenda, ma il dato morale, la moralità pubblica”.
Nello specifico, il procuratore Giovanni Ferrara e i pm Giuseppe Saieva, Ilaria Calò e Simona Maisto hanno giustificato la loro richiesta ritenendo che “per ogni volo era presente una persona titolata a usufruire del collegamento aereo”. Alla base della richiesta di archiviazione inoltrata dalla procura, che aveva iscritto Berlusconi sul registro degli indagati per abuso d’ufficio, ci sono i precedenti giurisprudenziali della Cassazione secondo cui non è rilevante penalmente nè dal punto di vista contabile dare passaggi a soggetti non istituzionali su voli di Stato in presenza di rappresentanti delle istituzioni.
La reazione del Web
Neanche i cittadini della Rete si sono fatti trovare impreparati, e hanno colto facilmente il vero punto nodale della vicenda: la “strana” correlazione fra le accuse al premier e eventi di rilevanza politica (elezioni europee, ma non solo). E c’è già chi avanza una previsione: contestualmente al prossimo G8 in Abruzzo, nuove foto scattate da Antonello Zappadu troveranno spazio sui giornali. Avranno ragione? In attesa, vediamo cosa pensano gli italiani della vicenda:
Soldi sprecati
“Ecco come si spendono i soldi pubblici: grazie a inchieste architettate per screditare l’avversario, specie durante le campagne elettorali. È evidente come il vizietto della Sinistra di usare la giustizia ai fini politici tenda a perseverare nel tempo.”
Antonio Cracas » I voli di Stato di Berlusconi: solita bufala della Sinistra
Solo invidia
“A costoro in realtà non frega niente se Berlusconi balla con 40 ragazze a Capodanno o se porta Apicella in aereo , vorrebbero essere al suo posto ma fan finta di biasimarlo.”
La conoscenza rende liberi » Chi vuole far cadere Berlusconi questa volta si troverà di fronte un grande popolo consapevole che non si lascia fregare
Stampa delusa
“Dopo l’accoglienza fin troppo calorosa di Obama a Berlusconi, oggi arriva la notizia dell’archiviazione per la vicenda dei voli di Stato. A Repubblica deve essere una giornata molto triste. Intanto attendiamo il loro titolone.”
Daw » A Repubblica non deve essere un bel giorno
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Man mano che ci si avvicina all’election day del prossimo week end, i toni della campagna elettorale si alzano. E si intensificano gli attacchi al premier Berlusconi.
Ultima puntata? L’inchiesta della Procura di Roma sui voli di Stato.
Si tratta di un atto dovuto al quale, rilevano, potrebbe seguire una rapida archiviazione. L’inchiesta è stata avviata dopo l’esposto del Codacons sul trasferimento in Sardegna di ospiti del premier su velivoli dell’Aeronautica militare. Gli atti saranno trasmessi al Tribunale dei Ministri nei prossimi giorni. Fonti giudiziarie fanno peraltro rilevare che, come già detto, da un primo esame dell’esposto, si potrebbe profilare una rapida archiviazione dell’indagine: lo stesso percorso di quella che ha riguardato in passato gli ex ministri Francesco Rutelli e Clemente Mastella.
Intanto il presidente del Consiglio risponde colpo su colpo. “L’indagine è risibile e pubblicata perché c’è stata una denuncia. L’archiviazione sarà certa. È un caso che dimostra la meschinità delle persone che ci contrastano”. E poi: non un euro costa alle casse dello Stato l’accoglienza dei leader stranieri a Villa Certosa, residenza di Berlusconi in Sardegna: le spese sono tutte a carico del premier.
La precisazione è dello stesso Berlusconi a Mattino Cinque. Il premier è un fiume in piena: “Vorrei far vedere i conti per ricevere il presidente egiziano Mubarak” o il primo ministro ceco “Topolanek” o il leader russo Vladimir Putin, ha detto Berlusconi, “sono tutti costi che pago io. Porto io i cuochi da Roma. C’è una brigata di camerieri che sposto da Roma” quando ci sono molti ospiti. “Voglio aprire una parentesi: se Senato, Camera e la presidenza della Repubblica hanno un esercito di cuochi e camerieri, palazzo Chigi ha una cuoca e due camerieri in totale”. Ora “dispiace di doverlo dire”, ma “adesso li faccio vergognare”, ha aggiunto rivolto ai “meschini” leader dell’opposizione che lo hanno attaccato per avere imbarcato sui voli di Stato ospiti non istituzionali. E precisa: “I signori della sinistra fanno critiche ridicole che dimostrano la loro pochezza e invidia personale. Questi voli costano zero. Se dovessimo, invece, parlare delle cose che costano, allora vorrei far vedere i conti per ricevere Mubarak, che sta in Sardegna una settimana con la moglie e i figli…”.
Infine, ha continuato a elencare, “ci sono i regali che si danno” e certo “non può un leader che è anche di suo un tycoon regalare un foulard alla moglie” di un capo di Stato o di governo e dunque offre loro “cose che girano intorno ai 10mila euro”. Tutte cose, ha insistito, “fatte a spese di Silvio Berlusconi”, con “quello che si spende per il vitto anche agli uomini della scorta e della delegazione, per cui c’è una casa a disposizione”. I leader, ha aggiunto, “si muovono con 20-25 persone, ricevute alla Certosa senza un euro di costi per lo Stato”.
Il presidente del Consiglio associa gli articoli critici nei suoi confronti apparsi recentemente sui media del gruppo di Rupert Murdoch con la decisione del governo italiano di aumentare l’Iva sulla pay tv di Sky Italia di proprietà del magnate australiano. “Non vorrei essere cattivo ma con l’episodio dell’Iva su Sky si è verificata una frattura dei rapporti con Sky e Murdoch cui ha fatto seguito una serie di articoli molto critici nei miei confronti”, ha detto Berlusconi.
Il premier ha parlato anche delle prossime elezioni per il Parlamento europeo, sottolineando che “votando per il Pdl abbiamo la possibilità di avere un’Italia che conti in Europa. Se invece votiamo per i piccoli partiti che devono raggiungere il 4% e per il Pd si andrà a contare zero”. Il Cavaliere ribadisce quelle che sono le sue previsioni raccolte direttamente “da alcuni protagonisti e personaggi importanti della sinistra”: ”Insisto, perché ho avuto sicuramente informazioni vere da membri del Pd: una parte andrà con Casini, Rutelli farà un suo partito. Loro smentiscono ma questa è la realtà . Una parte, invece andrà con Bertinotti e Rifondazione comunista”. Il Cavaliere spiega: “Ho avuto il coraggio di presentare la mia faccia, evidentemente l’opposizione non ha un leader con una faccia da spendere né che abbia coraggio”. ”A parte questo” continua il premier “con il Pd si è tornato ai vecchi vizi della prima Repubblica, perché ancora non dice ai suoi elettori che cosa farà in Europa e in quale gruppo si collocherà . Alla fine faranno un gruppo a sé stante, che non conterà assolutamente nulla”. Quindi alcuni suggerimenti per chi andrà a votare: “Non basta per votarmi mettere la croce sul simbolo Berlusconi presidente ma bisogna che venga aggiunto anche il nome Berlusconi in bella calligrafia”.
- Tags: attacco, caso-Noemi, complotto, giornali, media, Novella-2000, Repubblica, Silvio Berlusconi, sinistra, Times, trappola, veronica-lario, Villa-Certosa
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Guai a chiamarlo complotto, la sola parola evoca ombre inafferrabili, mentre in questa storia le tessere del mosaico sono visibili.
Il Cavaliere, Noemi, La Repubblica: sembrava un incastro perfetto fino a quando nelle rotative del giornale-partito non è rimasto impigliato un ex fidanzato molto loquace e un po’ condannato. Anno 2005, due anni e sei mesi per rapina, con la condizionale. Un fastidioso granello di sabbia è finito negli ingranaggi di una macchina collaudata che come fine ha l’abbattimento di Silvio Berlusconi e usa il gossip come nuovo mezzo di conduzione di una guerra che va avanti dal 1994, continuerà dopo le elezioni europee, punta al fallimento del G8 all’Aquila, spera nel gelo precoce in Abruzzo e prepara un autunno caldo per il governo.
Flashback.
Il metodo, più che collaudato, in passato ha avuto anche un discreto successo.
Primo episodio: l’avviso di garanzia recapitato dalle colonne del Corriere della sera nel novembre 1994 a un Berlusconi impegnato a presiedere a Napoli un summit dell’Onu sulla criminalità . L’inchiesta per corruzione della Guardia di finanza finì nel 2001 con l’assoluzione in Cassazione del Cavaliere. Ma nel frattempo il governo era caduto e la Lega uscendo dal Polo aveva favorito il ribaltone. Secondo episodio: metà marzo del 1996, a 40 giorni dalle elezioni politiche che dovevano ribaltare il ribaltone, compare in edicola una copertina dell’Espresso, titolo “Il Polo delle vanità “, foto di Veronica Lario, Silvio Berlusconi, Cesare e Silvana Previti, Vittorio Dotti e Stefania Ariosto a bordo del veliero Barbarossa, di proprietà dell’avvocato romano. Cover profetica: sembrerebbe un attacco moralistico alla società dei ricchi e volgari, in pieno stile via Po, ma in realtà è la comparsa in scena di lì a pochi giorni del “teste Omega”, Stefania Ariosto, compagna di Dotti che, si saprà dopo, già da un anno è una fonte coperta della procura di Milano. Sulle sue rivelazioni si imbastisce il processo Sme.
Ariosto racconta di serate nei circoli romani, in particolare al Canottieri Lazio di cui Previti era presidente, con mazzette di banconote che passano da un tavolo all’altro o vengono lasciate nelle toilette. Denaro che sarebbe servito a corrompere alcuni magistrati romani. Ariosto diventa l’eroina della Repubblica, la testimonial del malaffare imprenditoriale ed etico del berlusconismo. Sarà la prima a raccontare come alla corte di Silvio le donne siano “trattate come oggetti”. Risultato: le elezioni del 1996 vengono vinte da Romano Prodi, Berlusconi viene prosciolto nel 2007 dalla Corte d’appello di Milano per non avere commesso il fatto. Quanto alla mirabile teste Omega, la magistratura la dichiarerà inattendibile e i fatti dimostreranno che era lei, vittima del demone del gioco, ad avere seri problemi finanziari.
Ritorno al futuro.
Il metodo è lo stesso di allora. Cambia il mezzo: non più la via giudiziaria alla battaglia politica, ma lo screditamento privato, il gossip applicato alla demolizione dell’avversario. Anche qui, in realtà , la storia di Noemi ha un preludio e sempre lo stesso protagonista: La Repubblica, che un’estate fa, appena formato il governo dopo le elezioni del 13-14 aprile 2008, rispolvera il cosiddetto patto di Raiset, presunta combine imprenditoriale fra i manager della tv di stato e quelli della Mediaset. Ma il vero bersaglio è sempre il Cav e stavolta anziché di soldi si parla di veline, vallette e ministre. Nel tritacarne finisce Agostino Saccà , direttore della Rai Fiction, amico di Berlusconi. Saccà è imputato nell’inchiesta della procura di Napoli, le sue chiacchierate al telefono con il presidente del Consiglio vengono pubblicate dai giornali, La Repubblica in testa. Il Cav cerca di raccomandare qualche attrice, Saccà dice sì al telefono e poi se ne infischia. Niente di penalmente rilevante, un trattato antropologico dell’Italia (che può piacere o meno) ma l’estate si trasforma in una fornace: si vocifera dell’imminente arrivo di un’intercettazione bomba, l’arma finale, in cui perfino le ministre comparirebbero nella veste di donne oggetto. Tutto avrebbe dovuto portare alla caduta prematura del governo più forte del dopoguerra. Risultato: Saccà viene prosciolto, l’inchiesta archiviata, le intercettazioni devono essere distrutte e la bomba a orologeria smette di ticchettare. Ma solo per un po’.
Campagna sporca.
Il tic tac esce nuovamente dal Vesuvio poco meno di un anno dopo. A far ripartire l’ingranaggio stavolta è il combinato disposto La Repubblica-Veronica Lario. Berlusconi il 26 aprile va a una festa privata (si fa per dire) di compleanno a Casoria (Napoli), la festeggiata è la 18enne Noemi Letizia.
Martedì 28 compare un articolo di cronaca sulla Repubblica (firmato da Conchita Sannino, la cronista che poi scoverà Gino Flaminio, ex fidanzato di Noemi) e sul Corriere del Mezzogiorno Noemi racconta la sua amicizia con Berlusconi e lo chiama “Papi”. Passa la mattina e anche la sera. Ma alle 22.31 la signora Lario rompe il ghiaccio e parla con l’agenzia Ansa, La Repubblica riprende e amplia con la penna di Dario Cresto-Dina. Ritorno alla guerra di Arcore. Da quell’istante s’apre un’indagine pubblica sulla famiglia Letizia e comincia il tam-tam su Berlusconi e il suo rapporto con Noemi. La caccia alla volpe è guidata dalla Repubblica che impegna le sue migliori risorse per coronare l’impresa.
Quella del 28 aprile è una data da ricordare perché segna uno spartiacque nel costume politico italiano. Per la prima volta una campagna elettorale (elezioni europee il 6 e 7 giugno) assume le sembianze di una vera e propria “dirty campaign ” (campagna sporca) all’americana dove entra in scena il “lato b” della politica, il letto e il potere. L’apparato di sicurezza che dovrebbe proteggere il presidente del Consiglio (privacy compresa) si mostra debole e perforabile. Con Berlusconi non è facile, l’uomo è imprevedibile e i suoi spostamenti totalmente fuori protocollo.
Nel governo c’è chi fa notare che la cosa non funziona. Un democristiano di lungo corso come il ministro Gianfranco Rotondi non ci gira intorno: “Formulo il legittimo sospetto che vi sia stato un gruppo di intelligenza che si è dato l’obiettivo di indirizzare al premier un’accusa infamante e di fare in modo che a formularla fosse la moglie” dice Rotondi. “Nei casi Montesi-Piccioni, Cossiga-Donat Cattin e Leone-Cederna si è saputo che giornali e giornalisti erano solo strumenti incolpevoli e inconsapevoli. La regia di quest’operazione è nell’ombra e non riguarda né La Repubblica né la sinistra italiana”.
Spectre o no, il Cav è sotto un fuoco pesante che punta a renderlo impresentabile, a ridicolizzarlo, a renderlo vulnerabile agli occhi della comunità internazionale che non legge la stampa italiana ma ne conosce gli echi attraverso il network di giornali che da sempre partecipa al cenacolo del gruppo Espresso (articolo a pagina 37). L’agenda politica influenza tutta la vicenda: il Pd prima con il segretario Dario Franceschini dice “tra moglie e marito non mettere il dito”, poi però legge i drammatici sondaggi per il suo partito e come in un romanzo kafkiano c’è la metamorfosi e dichiara “fareste educare i vostri figli da quest’uomo?”. È un punto di non ritorno i cui esiti sono imprevedibili.
Maurizio Gasparri chiosa: “Franceschini è disperato e si attacca al gossip. È un contrattista a progetto la cui collaborazione scadrà dopo il voto delle europee”. Nonostante l’impressionante volume di fuoco, i sondaggi per ora danno il Pdl e la Lega al 50 per cento e il Pd sotto la soglia di sopravvivenza del 27.
Franceschini si gioca tutto e va in scia alla campagna della Repubblica. Ma il vero obiettivo non è menomare il voto per Strasburgo. Ci sono altre scadenze, il G8 e l’emergenza terremoto in Abruzzo dove a settembre comincerà a far freddo e la sistemazione di migliaia di persone dovrà compiersi a tempo di record. Per ora il bersaglio grosso più ravvicinato è il G8 di luglio all’Aquila. Il presidente del Consiglio presiederà un vertice nel pieno di una tempesta perfetta. Basta leggere i siti web dell’antagonismo per capire che si prepara un evento ad alto voltaggio. Berlusconi è presentato dai media alla comunità internazionale come il capo di un sultanato, il tamtam in rete dei no global è fitto e le condizioni logistiche non sono le migliori.
È una zona terremotata, giustamente ipersensibile, il terreno ideale per chi cerca il caos e chi vuole raccoglierne un dividendo politico. Fu al forum internazionale di Napoli che cadde il primo governo Berlusconi. La governance mondiale oggi si regge soprattutto sull’immagine, ecco perché 15 anni dopo le lancette dell’orologio tornano indietro al 1994: la trappola è tesa, si tenta il bis.

Meglio ribadire il concetto. E allora: “Credo che si sia toccato il fondo, soprattutto in campagna elettorale. La sinistra e i suoi giornali si comportano come possiamo vedere… Sono stati i giornali della sinistra che hanno riempito il vuoto dei programmi della sinistra con una calunnia e una menzogna”.
Parole del premier Silvio Berlusconi, ospite a 28 minuti, la trasmisione radiofonica su Radio 2 di Barbara Palombelli, spiegando che ormai la “carta dei valori della sinistra è diventata Novella 2000“. Ma, assicura il Cavaliere, la “campagna di invidia e odio sarà un boomerang per la sinistra”.
E rimarca: “Ho già chiarito tutto: le veline non vero, minorenni assolutamente non vero, Mills assolutamente non vero. Calunnie pure che si ritorceranno contro chi le ha agitate”, ribadisce il capo del governo.
Berlusconi spiega che anche la moglie Veronica Lario è “caduta nella trappola tesa da giornali della sinistra, me ne dispiaccio molto”. Quando Barbara Palombelli gli chiede dei figli, il Cavaliere dice stop: “Vorrei non parlare di queste cose, faccio il presidente del Consiglio vorrei rispondere a domande sulla situazione politica, sulle prossime elezioni…”.
Le parole di Roberto Maroni (qualcuno vuole il premier morto) è “un modo di dire colorito per dire quello che è vero: io ho 4 anni di governo davanti, un’alleanza che è fortissima con la Lega. C’è qualcuno che si dispera perché vede che noi stiamo lavorando bene”. Il premier poi ricorda che il suo consenso è a “livelli elevati” e “dopo essere arrivato al 75%, adesso sono al 73% di consenso”.
Quindi, commentando il durissimo articolo pubblicato dalTimes, dal titolo “Cala la maschera del clown”, il presidente del Consiglio taglia corto: “I giornali stranieri sono in collegamento diretto con i giornali della sinistra italiana, che fanno un’azione di spinta per ottenere attenzione alle nostre vicende viste dalla lorto parte. Sono vicende ispirate, insufflate dai giornali della sinistra”.
A gettare altro discredito sul premier è toccato questa volta al Times: il foglio londinese, di propietà di Rupert Murdoch, sale ancora una volta in cattedra per bacchettare la politica italiana. “L’aspetto più di cattivo gusto del comportamento di Silvio Berlusconi non è che egli sia un buffone sciovinista” scrive il quotidiano. “Nè che egli si accompagni con donne che hanno 50 anni meno di lui, abusando della sua posizione per offrire loro lavori come modelle, assistenti personali o persino, assurdamente, candidate per l’Europarlamento. La cosa più scioccante è l’assoluto disprezzo con cui tratta gli italiani”.
“L’anziano libertino (Lothario, nel testo) può trovare divertente, o anche temerario, fare la parte del playboy, vantandosi delle sue conquiste, umiliando sua moglie, o facendo commenti che per molte donne sono inappropriati in maniera grottesca. Non è il primo o il solo il cui comportamento privo di dignità sia inappropriato per la sua carica. Ma quando vengono poste domande legittime su rapporti che toccano lo scandaloso e i quotidiani lo invitano a spiegare delle associazioni che, nella migliore delle ipotesi, lasciano perplessi, la maschera del clown cade. Minaccia quei quotidiani, e televisioni che egli controlla, invoca la legge affinchè protegga la sua privacy, rilascia dichiarazioni elusive e contraddittorie e poi promette melodrammaticamente di dimettersi se verrà scoperto a mentire”.
“La vita privata di Berlusconi è, ovviamente, privata” prosegue l’editoriale. “Ma come ha scoperto il presidente Clinton, lo scandalo non va d’accordo con un’alta carica. Ai suoi critici, Berlusconi risponde che egli ha ancora alti indici di popolarità , che controlla fermamente il suo governo e che non verrà intimidito da quelli che chiama tentativi dell’ opposizione di infangarlo. Molti possono anche dire che l’Italia non è l’America: che l’etica puritana che pervade gli standard negli Usa non ha mai dominato la vita pubblica italiana, e che pochi italiani sono scioccati dai donnaioli. Ma questa è una sciocchezza detta con senso di superiorità ”.
Il Times infine nega che quello che sta succedendo in Italia non sia importante e riguardi solo questo paese. “Gli elettori italiani, alla vigilia del voto europeo” avverte “dovrebbero riflettere su come viene gestito il loro governo, sui candidati che vengono giudicati adatti a Strasburgo e sul livello di sincerità del primo ministro in tempi di subbuglio politico ed economico. Ma riguarda anche gli altri. L’Italia quest’anno ospita il vertice del G8. In quel forum si tengono importanti discussioni dove i governi occidentali chiedono maggior cooperazione nella lotta al terrorismo e al crimine internazionale”.

di Matteo Spina
Dal servizio fotografico a Villa Certosa sperava di intascare 1 milione e mezzo di euro, invece si è beccato una denuncia per interferenze illecite nella vita privata da parte di Silvio Berlusconi. I suoi presunti scatti bollenti non hanno suscitato l’interesse sperato. È successo al fotogiornalista sardo Antonello Zappadu, già noto per essere l’autore di alcune immagini prese illecitamente al presidente del Consiglio nell’estate del 2007.
In contatto, per altre ragioni professionali, con un cronista della redazione di Panorama, Zappadu, nel dicembre 2008, si era rivolto al collega per proporre all’attenzione del giornale una serie di foto rubate dell’interno di Villa Certosa, residenza sarda del premier. Nessuno se ne interessò fino allo scorso 26 maggio. In quella data, infatti, vista l’attenzione dei media nei confronti della vita privata di Berlusconi, Zappadu è rientrato in contatto con il collega offrendo di vendere al giornale parte delle sue 700 immagini.
Si tratta di foto scattate fra il maggio 2008, in occasione della visita dell’allora primo ministro della Repubblica Ceca Mirek Topolanek (giunto in Sardegna con la famiglia e lo staff), e il dicembre 2008, quando il presidente del Consiglio era a Villa Certosa per le vacanze di Natale. In una foto si riconosce Topolanek intento a tuffarsi, nudo e solo, nella piscina antistante una stanza. In altre si vedono ragazze che prendono il sole o fanno la doccia vicino alla piscina, in altre ancora gruppi di donne, vestite, sotto una tettoia all’aperto.
Il presidente del Consiglio è pressoché assente da quel repertorio. Quando compare, è in abiti da lavoro mentre sbarca dall’aereo o a passeggio nel suo giardino.
Per tutto questo il fotografo chiedeva 1 milione e mezzo di euro, parlando di un già raggiunto accordo con il direttore del settimanale Gente, Monica Mosca. Secondo la sua versione, Mosca, insieme con il gruppo editoriale Hachette-Rusconi, sarebbe stata disposta a pagare quella cifra per divulgare le immagini sul settimanale italiano, oltre che sul francese Paris Match. Quella somma, forse, non era sufficiente. O forse del tutto fasulla, visto che la stessa Mosca, interpellata da Niccolò Ghedini, legale del premier, specifica di aver da subito mostrato il suo disinteresse nei confronti di quel materiale.
Dopo l’ultimo tentativo di vendere il servizio la direzione di Panorama ha avvisato i legali di Berlusconi. L’avvocato Niccolò Ghedini non solo ha deciso di non far sborsare 1 euro per bloccare la possibile pubblicazione del materiale, ma ha consigliato al presidente del Consiglio di adire le vie legali.
Il 27 maggio Silvio Berlusconi ha denunciato il fotografo e ha scritto alla procura della Repubblica di Roma e al garante per la protezione dei dati personali affinché procedano al sequestro del materiale illecitamente prodotto.
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“Debbo constatare con amarezza che la mia vita privata viene continuamente strumentalizzata ed utilizzata mediaticamente a fini politici”. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è costretto a intervenire di nuovo, nella tarda serata di ieri, per parlare delle sue vicende familiari. E lo fa a pochi minuti di distanza dall’appello del figlio Luigi che, tramite l’Ansa, chiede anch’egli di non essere strumentalizzato e non essere coinvolto da giornali e politica in queste vicende. “Sono intervenuto per l’attacco a Silvio Berlusconi nel suo ruolo di padre” spiega Luigi “e non per schierarmi contro mia madre, non voglio prendere le parti nè dell’uno nè dell’altra”, dice ancora, seguito dal padre che definisce “irrilevanti ed inaccettabili” le “illazioni e insinuazioni” apparse oggi sulla stampa”.
“I miei tre figli più giovani” commenta il Cavaliere, in conferenza stampa a Bari: “non hanno in alcun modo preso posizione rispetto alla separazione dei genitori e d’altronde io non desidero che lo facciano. Credo che l’amore e l’educazione che hanno ricevuto dalla loro madre e da me abbiano consentito loro di crescere bene e di munirsi di quella dose supplementare di equilibrio richiesta in una condizione di particolare visibilità familiare. Credo altresì” conclude “che nessuno debba permettersi di interpretare arbitrariamente il loro apprezzabile riserbo”.
Nel pomeriggio di ieri Berlusconi era già intervenuto, sempre da Bari, per commentare una lunga intervista rilasciata da Daniela Santanchè a Libero. L’ex di An aveva attaccato Veronica Lario dicendo di essere a conoscenza del fatto che la moglie del presidente del Consiglio ha un compagno. “Sono spiaciuto che si portino sulle prime pagine dei giornali situazioni che dovrebbero attenere esclusivamente alla vita di una famiglia. Tutto qui”, ha detto il premier. Nessuna smentita e nessuna conferma.
Solo, una difesa a spada tratta della sua privacy, su un fatto che, in ogni caso, ha puntualizzato, riguarda esclusivamente la vita della sua famiglia. Punto e basta. Ma è un fatto che per la seconda volta il presidente del Consiglio, nei giorni in cui sulle pagine dei giornali si infittiscono interviste, retroscena e foto sul caso Noemi e sulle presunte invitate alle feste di Villa Certosa: “Con questa intromissione nella vita privata di una persona si è toccato il fondo: nessuno può accettare che da fuori casa tua un fotografo possa scattare delle immagini. Del resto io quelle foto le ho viste, sono inutili e secondo la valutazione di un giornale della Mondadori non valevano nemmeno diecimila euro”.
Berlusconi, nella veste di presidente del Consiglio, quasi commenta la vicenda in terza persona. Prova a farne una questione di privacy che riguarda un po’ tutti i cittadini. Perché “di pettegolezzi”, dice il portavoce Bonaiuti, “la gente ne ha le tasche piene”.
E allora meglio concentrarsi su altro (ricostruzione Abruzzo, piano casa, misure anti crisi da discutere iniseme a Obama a metà giugno). Il resto della giornata pugliese è un lungo bagno di folla per le vie del centro. C’è una contestazione organizzata, ma neanche in campagna elettorale si era vista tanta gente. È tutto uno stringere mani e un applaudire, con il Cavaliere praticamente assediato dai sostenitori. “Diecimila”, giura Raffaele Fitto. Indicandolo, mentre gli era a fianco durante la conferenza stampa, il premier sottolinea: “Ho una squadra di governo di ragazzi e ragazze, non minorennni, di cui dovremmo essere orgogliosi”. Quando vado in Cdm” aggiunge “trovo gente giovane, non come prima, piena di entusiasmo. Una squadra con spirito positivo”.
La procura di Roma ha disposto il sequestro di centinaia di foto scattate lo scorso Capodanno a Villa Certosa, in Sardegna, durante la festa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il sequestro è stato ordinato dal procuratore Giovanni Ferrara e dal pm Simona Maisto che hanno iscritto sul registro degli indagati per violazione della privacy e tentata truffa il fotografo Antonello Zappadu, autore delle foto e di un altro servizio relativo anche alla festa di Capodanno del 2008.
Secondo quanto si è appreso a denunciare Zappadu è stato l’avvocato del premier Niccolò Ghedini dopo che anche il premier ha scritto al garante della privacy chiedendo il blocco degli scatti. All’attenzione dei magistrati c’è in particolare una mail nella quale Zappadu, proponendo l’acquisto delle foto a Panorama per oltre un milione di euro, avrebbe spiegato al settimanale che c’era un’altra proposta di acquistare il fotoservizio da parte del settimanale Gente, circostanza falsa secondo i primi accertamenti e da qui l’accusa di tentata truffa. Le foto sarebbero stati scattate da una terrazza e non autorizzate secondo la procura di Roma. Un esposto è stato presentato da Berlusconi anche al Garante della Privacy.
Al contrario non è stato aperto alcun fascicolo sulle frasi pronunciate da Veronica Lario, moglie del premier Silvio Berlusconi, riguardo ad una presunta frequentazione di “minorenni” da parte dello stesso Berlusconi. Lo afferma il procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara interpellato dall’Ansa. La circostanza è stata riportata da qualche quotidiano ed era stata ventilata venerdì dal sito Dagospia che affermava che la dichiarazione della moglie di Berlusconi “verrebbe considerata come vera e propria notitia criminis”, ne seguirebbe l’atto dovuto dell’apertura di indagini il quale, a suo volta “potrebbe portare ad un avviso di garanzia anche prima delle elezioni europee”. Il procuratore Ferrara ha spiegato che a Piazzale Clodio sono giunte “alcune mail anonime” nelle quali si fa riferimento ad articoli di giornale che riportano le affermazioni di Veronica Lario. “Si tratta di anonimi”, ha spiegato il procuratore Ferrara, “che come noto non vengono presi in considerazione”. Niccolò Ghedini, deputato del Pdl e avvocato del presidente del Consiglio, su questa notizia ha detto già venerdì che si tratta dell’ennesimo diffamatorio tentativo pre-elettorale di delegittimare il presidente Berlusconi: “Nei confronti di tale ennesima, non vera, notizia diffamatoria saranno esperite tutte le azioni giudiziarie del caso”.