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violenze

Stupro di gruppo, in cinque violentano una donna

È successo di nuovo. Come a Guidonia. Cinque romeni sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria dai carabinieri a Cassano allo Ionio con l’accusa di violenza sessuale di gruppo su di una donna romena di 21 anni. Le persone raggiunte dai provvedimenti sono Maricel Munteanu (33 anni), Vasile Muresan (21), Varel Muresan (33) Paul Cristian Tanaven (21) e Tiberiu Calin Lacutus (20): tutti celibi e occupati come braccianti agricoli in un’azienda della zona, sono stati fermati dai militari mentre si apprestavano a lasciare la zona per trasferirsi altrove. La vittima è sposata e madre di un bimbo che attualmente è in Romania: ha denunciato le violenze subite fornendo ai militari indicazioni sulle cinque persone che, a turno, avevano abusato di lei all’interno della sua abitazione, nella zona della stazione di Sibari. La donna, accompagnata dal marito, ha dato delle indicazioni precise ai carabinieri anche su particolari tatuaggi che hanno trovato riscontro nel corso delle verifiche effettuate nei confronti dei cinque romeni.

Sono circa duecento i cittadini romeni, come la giovane donna violentata dal branco di connazionali, domiciliati a Cassano allo Jonio e distribuiti nelle frazioni di Lauropoli, Doria e Sibari. Diverse decine, invece, quelli che svolgono lavori occasionali e si spostano secondo il periodo in altre zone della Calabria e del meridione. Quelli domiciliati nella zona della Sibaritide lavorano in particolare nel settore dell’agricoltura, dell’edilizia e dei servizi alle persone. Quasi tutti i lavoratori romeni provengono dalle zone piu’ povere della Romania, Botosani, Bucarest, Jasi, Cluj e Alba. Di queste ultime due città sono originari quattro dei cinque fermati. Nella zona di Sibari, dove soprattutto nel periodo invernale c’è un patrimonio immobiliare che rimane sfitto, si concentrano molti dei lavoratori stagionali che svolgono la loro attività nelle aziende agricole.

Disabile torturato e violentato per 15 giorni: 4 arrestati nel Trevigiano

carabinieri in azione

Violenza privata, violenza sessuale individuale, violenza di gruppo, sequestro di persona e lesioni personali gravi. Sono queste le accuse che hanno portato all’arresto di quattro persone a Montebelluna, in provincia di Treviso, per aver seviziato, torturato e sottoposto alle più brutali violenze sessuali per 15 giorni un uomo con disagi psichici. Raccapriccianti, dicono gli inquirenti, i supplizi inferti dai quattro indagati, tutti giostrai, alla vittima, un uomo di 32 anni, che vive con il fratello e il padre nel trevigiano, tutti e tre con problemi di alcolismo.
Convinto dai quattro aguzzini a dare una mano nella ristrutturazione di una casa, una volta nello stabile l’uomo è stato segregato, subendo le più atroci violenze, costretto anche a cibarsi di escrementi di cane.
L’inchiesta è nata perché i quattro, tutti giostrai tra i 25 e i 32 anni, avevano filmato gli stupri e le torture a cui sottoponevano il poveretto e li mostravano, vantandosene, agli amici nei locali della zona. Si tratta di immagini che i carabinieri definiscono “agghiaccianti”.
È stato il fratello della vittima a confidarsi con un avvocato che si è poi rivolto ai
carabinieri anche se la vittima, inizialmente, ha rifiutato di sporgere denuncia per paura di essere ucciso. I militari dell’arma hanno però proceduto d’ufficio dopo aver accertato, tra i reati, la violenza sessuale di gruppo. Alla fine la vittima ha collaborato con il pm trevigiano Valeria Sanzari, raccontando l’inferno subito nelle due settimane.
In possesso degli investigatori ci sono 15 filmati delle violenze imposte all’uomo. Gli arresti sono stati compiuti uno a Ponzano (Treviso), due a Trevignano (Treviso) e l’ultimo all’aeroporto Canova di Treviso mentre rientrava da un viaggio all’estero.

Lavavetri, pizzo, smog… Ma qual è la vera emergenza?

[i](Credits: Ansa)[/i]
Chi avesse bisogno della dose quotidiana di ansia da cronache cittadine non deve che scegliere. Ce n’è per tutti i gusti. Dall’allarme stupri lanciato a Milano e Bologna fino alle vittime degli incidenti stradali, dove chi è alla guida deve essere rigorosamente ubriaco, visto che i pirati della strada astemi continuano a uccidere ma non fanno più notizia. Ad ogni allarme seguono ovviamente proclami allarmati. E anche quando l’emergenza non c’è, le misure per contrastarla partono lo stesso, almeno a parole. Così, mentre gli italiani combattono contro lo stipendio troppo basso e i prezzi che corrono all’impazzata; mentre vivono nello smog delle metropoli; mentre ragazzini sballano con alcol e droga, e ragazzini ancor più piccoli subiscono violenze e abusi; mentre succede tutto questo arrivano contromisure a problemi ritenuti più impellenti: dal pugno duro contro i lavavetri ai semafori deciso dal sindaco di Firenze Leonardo Domenici fino alla lotta senza quartiere contro i writer e i graffiti in città.
Un’Italia delle emergenze, insomma. Anche se non sono tutte uguali, anche se non hanno tutte la stessa attenzione da parte di chi fa le leggi e da chi dovrebbe farle rispettare. Secondo voi qual è la vera emergenza? Partecipa al FORUM

Lavavetri
[i](Credits: Ansa)[/i]
La proposta del sindaco diessino di Firenze Leonardo Domenici di arrestare i lavavetri ai semafori ha fatto molto discutere gli amministratori locali. Tra consensi e critiche, però, sono tanti i sindaci che vorrebbero seguire l’esempio del presidente dei Comuni italiani. E Milano, con il suo assessore alla Sicurezza, è in prima linea.

Rom
[i](Credits: Ansa)[/i]
Sono circa 160mila i nomadi presenti sul territorio italiano secondo le stime del ministero dell’Interno. Divisi in diverse etnie (Rom, Rom rumeni, Sinti) e gruppi, sono localizzati in tutte le principali città italiane: come a Chiaravalle, caso record perché il rapporto tra nomadi e residenti è ormai di uno a uno. Nel giugno scorso l’emergenza Rom è esplosa a proprio a Milano e a Roma, e i sindaci e i presidenti delle Province hanno stanziato fondi per nuovi campi e strutture d’accoglienza, sempre ostacolati dalla popolazione locale. Mentre ad aprile, in provincia di Ascoli, la tragedia: un ragazzo rom ubriaco alla guida di un furgone ha investito e ucciso quattro ragazzi.
Stranieri e clandestini
[i](Credits: Ansa)[/i]
I dati della Caritas, che ogni anno stila il rapporto sull’immigrazione nel nostro Paese, parlano di una presenza di 2.670.514 stranieri in Italia. Di questi, circa cinquecentomila sarebbero clandestini o irregolari. Nel solo 2005, dice il ministero dell’Interno, a Lampedusa, in Sicilia, sono sbarcati circa 22 mila migranti. A fronte di questi numeri, i rimpatri e le espulsioni nello stesso anno (ultimo dato disponibile) sono stati 116.480. Anche se i morti, nel Canale di Sicilia, non si fermano: e tra donne e uomini attaccati alle tonnare e pescherecci che colano a picco con il loro carico di disperazione e speranza, l’emergenza è senza fine. Tanto che la Commissione Europea ha deciso di stilare un Libro Verde sull’asilo politico.
Prostituzione
[i]4 settembre 2007[/i] - Si è svolta oggi una operazione antiprostituzione degli agenti della polizia municipale su via Salaria e via Palmiro Togliatti a Roma. Il blitz, iniziato dopo mezzogiorno, ha portato al fermo di una trentina di donne che sono state fatte salire a bordo di un autobus della polizia municipale. L'operazione ha impegnato una decina di uomini di varie squadre dei vigili urbani di Roma.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]
Crescono a dismisura le vittime della tratta della prostituzione: la stima è che sulle strade italiane lavorino circa 90mila donne sfruttate. Nell’ultimo anno, secondo Transcrime, il centro di ricerca sulla criminalità organizzata transnazionale, sarebbero state circa 36mila le donne costrette a prostituirsi. Numerose le azioni, da parte dei Comuni italiani, per cercare di arginare il fenomeno: a Padova il quartiere a luci rosse è stato militarizzato, mentre il sindaco di Genova, nei giorni scorsi, ha dichiarato guerra ai clienti delle lucciole. Ma forse, visto quanto succede a Roma (guarda la gallery) e a Milano, non sarà un percorso facile.
Writer
[i](Credits: Ansa)[/i]
I graffiti fanno parte ormai dell’arredamento urbano. Sui muri periferici ma anche sulle facciate dei palazzi nei centri cittadini, i writer hanno lasciato il segno del proprio passaggio. Ma l’invasione colorata è fronteggiata dagli amministratori. Il Comune di Milano ha speso oltre un milione di euro per cancellare le scritte a bomboletta. E meno di dieci giorni fa la polemica tra graffittari e assessori è riesplosa: fino alla richiesta del vice della Moratti. I writer,però, si organizzano e hanno già trovato nuove strade per far arrivare i loro messaggi. Anche via web
Stupri e violenze sulle donne
[i](Credits: Ansa)[/i]
A Milano, nell’ultimo anno, le denunce arrivate a carabinieri e polizia per violenze sessuali sono state 480, e se si aggiungono i dati provinciali si arriva addirittura a 799. Un dato impressionante che fa il paio con quelli delle altre città italiane: Rimini, Firenze, Prato, Bologna. Sono queste, secondo l’università di Trento, le capitali nazionali delle violenze contro le donne. Capitali che hanno visto un’escalation senza sosta: tanto che il Governo, d’intesa con i sindaci e le prefetture, ha cercato di porre un rimedio aumentando i periodi di detenzione e stringendo le maglie della legislazione. Ma intanto le denunce aumentano: negli ultimi dodici mesi la crescita è stata del 337 per cento.
Il racket delle estorsioni
[i](Credits: Ansa)[/i]
La Confindustria siciliana ha deciso: via dall’associazione chi accetta il ricatto del pizzo. Un coro di consensi e qualche voce critica dopo il caso dell’imprenditore palermitano radiato per aver pagato i clan mafiosi su un tema che spesso scompare dall’attenzione dell’opinione pubblica. Ma oltre al pugno duro ci sono vari modi di difendersi dal racket e dall’usura. nonostante il problema sia sempre grave, come dimostra il numero verde del ministero dell’Interno (l’800-999-000 che nella sua prima settimana di vita ha ricevuto oltre 21 mila chiamate). Ecco il vademecum per dire basta ai ricatti.
Droga e alcol
[i](Credits: Ansa)[/i]
Sempre più alcol e cocaina tra i giovanissimi anche se è la marjuana la sostanza più diffusa tra i liceali. A svelarlo è una ricerca dell’ Asl di Milano che ha intervistato seicento ragazzi delle scuole cittadine. Secondo lo studio, il 43 per cento del campione ha provato a fumare “erba” mentre l’87 per cento beve regolarmente alcolici. Ma aumentano anche i sequestri di droga da parte delle forze dell’ordine.
Povertà
[i](Credits: Ansa)[/i]
I prezzi al consumo dei generi alimentari crescono senza sosta (guarda la gallery) e le famiglie italiane non riescono ad arrivare a fine mese. Lo dice l’Istat, secondo cui l’11,1 per cento dei nuclei familiari vive sotto la soglia di poverà relativa. Sarebbero infatti quasi otto milioni i cittadini che guadagnano meno di 936,58 euro al mese a fronte di spese familiari pari a 2.461 euro.
Smog
[i](Credits: Ansa)[/i]
L’inverno 2006-2007 ha avuto un record, almeno a Milano: quello dei giorni in cui le polveri sottili hanno superato il limite consentito dalla legge di dieci microgrammi per metrocubo d’aria. Secondo l’Arpa lombardia nel solo capoluogo la soglia è stata superata ben 45 giorni ogni cento. Che, a far di calcolo, significa 150 giorni di polveri sottili alle stelle nell’arco di 365 giorni. In questi giorni i valori sono nella media, ma a leggere il rapporto dello scorso anno è chiaro che l’emergenza è destinata a ripetersi.

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