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Il caso Eluana: è una corsa contro il tempo, a Udine e in Senato

Manifestazione per Eluana
È una corsa contro il tempo. Per Eluana. Per la politica.
Al Senato per l’approvazione del disegno di legge (qui il testo) del Governo sulla ripresa della nutrizione e dell’idratazione di Eluana Englaro. Dopo le anomalie amministrative denunciate dai Nas, secondo il ministro del Welfare Maurizio Sacconi la struttura sanitaria La Quiete a Udine, dove si trova la donna, non sarebbe idonea.

I legali della famiglia Englaro replicano: “Non ci sono i presupposti per il blocco della procedura”. Berlusconi chiede qualche giorno per consentire al Parlamento di varare la legge e si appella al “buon senso della classe politica”.
Pesante la replica di Veltroni: “Il premier vuole tutto il potere, per questo martedì scendiamo in piazza a difesa della Costituzione”.
Sul voto sul disegno di legge del governo sul caso Eluana “decideranno i gruppi” parlamentari del Pd, spiega all’Unità il segretario del Partito democratico, lasciando di fatto libertà di coscienza alla truppa dei “democrats” (così evitando di affondare il coltello nelle fratture interne e palesi del partito). Veltroni sottolinea che comunque c’è già ora un “giudizio politico comune” sugli aspetti negativi della vicenda: “Dall’attacco sferrato alla Costituzione, alla denuncia della strumentalizzazione odiosa di Berlusconi, alla possibilità di affrontare in maniera seria, con una legge sul testamento biologico, un tema di grande rilevanza etica”. Per il segretario democratico, il premier “in realtà sfrutta” la vicenda di Eluana “come diversivo, perché rimanga sullo sfondo la crisi del Paese”.

È stazionaria e sedata, intanto, Eluana: da tre giorni le sono state sospese idratazione e alimentazione. Nella casa di riposo (che nel frattempo ha fatto sapere di essere in regola: ono state allestite sulla base del decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 20 gennaio 2000 e hanno le caratteristiche strutturali, impiantistiche, organizzative per applicare il protocollo stabilito in base al decreto della corte d’Appello di Milano”, ha affermato il vicedirettore generale della clinica, Luciano Cattivelli), oggi cominceranno gli accertamenti che la Regione Friuli Venezia Giulia ha disposto a funzionari dell’Azienda per i servizi sanitari 4 Medio Friuli per “scongiurare ogni eventuale presenza di illeciti chiaramente identificabili”. Altri accertamenti saranno eseguiti anche da un consulente della Procura della Repubblica di Udine che, su delega del pm Antonio Biancardi, approfondirà le “anomalie amministrative” rilevate dai Carabinieri dei Nas che, sabato, hanno a loro volta fatto ispezioni e controlli.
Sono state poi smentite da ambienti di polizia giudiziaria di Udine le notizie riportate da alcuni giornali sulla richiesta della Squadra mobile e dei carabinieri che avrebbero chiesto con un rapporto al procuratore Biancardi di firmare un provvedimento di urgenza di sequestro della stanza della clinica dove è ospitata Eluana, con l’ipotesi di reato di tentato omicidio. Da quanto si apprende, sono state soltanto rappresentate al procuratore - come richiesto dalla stessa Procura - una serie di situazioni dopo che erano stati sentiti alcuni testimoni interrogati a Padova, Lecco e Milano. Nessuna richiesta e nessun atto specifico sono stati fatti da polizia e carabinieri, mentre si attende per la giornata di oggi una decisione da parte della Procura della Repubblica.

“Ci sono vicende per le quali la politica deve fermarsi sulla soglia di casa delle persone e quella di Eluana Englaro è una di quelle”. Così il senatore a vita Giulio Andreotti. Siete d’accordo?

Questione di diritto, Vaticano sfida l’Onu: “Difendere vita, famiglia e fede”

Il cardinale Tarcisio Bertone

La libertà religiosa è in pericolo, e ”quando viene meno il diritto alla vita e alla libertà religiosa anche il rispetto degli altri diritti vacilla”: lo ha detto il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, intervenendo alla commemorazione dei 60 anni della Dichiarazione sui diritti umani. Lungo e polemico l’intervento del numero 2 Vaticano nell’occasione: “La prospettiva internazionale” ha detto il porporato “lascia emergere la tendenza a relegare il fatto religioso alla dimensione della cultura o ad accomunarla alle pratiche ed ai saperi tradizionali” mentre per Bertone il tema non si esaurisce nella sola “libertà di culto o una questione attinente alla sfera privata”. ”I diritti umani hanno sempre bisogno di essere difesi” sostiene il cardinale , “ma non confusi con semplici e spesso limitati bisogni contingenti”.
Per Bertone “la domanda di diritti non deve dilagare in ogni direzione”. E qui arriva l’attacco sui temi che hanno recentemente messo il Vaticano sotto i riflettori per i suoi “no” alle proposte all’Onu sulla depenalizzazione dell’omosessualità e i diritti dei disabili. ”I diritti” ha detto il segretario di Stato vaticano “non possono essere dei contenitori che, secondo i momenti storici, culturali e politici si riempiono di significati diversi, anzi, è l’assenza di valori a cui legare i diritti la causa principale della loro inefficacia e della loro violazione”.
Va quindi riaffermata, ha detto, ”quella legge naturale che feconda i diritti medesimi ed è l’antitesi di quel degrado che in tante nostre società ha interesse a mettere in discussione l’etica della vita e della procreazione, del matrimonio e della vita famigliare, come pure dell’educazione e della formazione delle giovani generazioni”.

Il non-profit si sgancia dal Pd

Assistenza ai poveri

Maretta politica nel Forum del terzo settore, che coordina il mondo non-profit italiano e che dal 2005 siede come parte sociale in molti tavoli negoziali con il governo. Alcune delle principali organizzazioni associate, come Acli, Compagnia delle opere, Movimento cristiano dei lavoratori, spalleggiate dal settimanale Vita hanno chiesto le dimissioni delle due portavoce del Forum, Wilma Mazzocco (ex presidente di Federsolidarietà-Confcooperative) e Maria Guidotti (già presidente dell’Auser) a causa dei loro legami, considerati troppo forti, con il Pd. Mazzocco è stata membro del comitato promotore del partito di Walter Veltroni, Guidotti è nella direzione nazionale.

In una concitata riunione dell’esecutivo del Forum, il 22 luglio, è passata la linea suggerita dal presidente dell’Arci, Paolo Beni: per scegliere tra Forum e Pd, Mazzocco e Guidotti avranno tempo fino a settembre. La tesi dei sostenitori dell’incompatibilità è che con il governo Berlusconi bisogna dialogare, non si può correre il rischio di schiacciare tutto il mondo del non-profit su una linea di opposizione. Il presidente dell’Mcl, Carlo Costalli, ha sostenuto che il Forum non può ridursi al collateralismo; e nei confronti, per di più, del partito di opposizione.

(E.C.)

La “gioia particolare” di Benedetto XVI per il nuovo clima politico

Papa Benedetto XVI

“Particolare gioia” è quella espressa da Benedetto XVI per i segnali di “un clima nuovo, più fiducioso e costruttivo” tra le forze politiche italiane, e le istituzioni, “in virtù di una percezione più viva delle responsabilità comuni per il futuro della Nazione”.
Intervenendo questa mattina all’Assemblea della Conferenza episcopale italiana, il Santo Padre ha detto che “ciò che conforta è che tale percezione sembra allargarsi al sentire popolare, al territorio e alle categorie sociali”. “È diffuso infatti” ha detto il Pontefice “il desiderio di riprendere il cammino, di affrontare e risolvere insieme almeno i problemi più urgenti e più gravi, di dare avvio a una nuova stagione di crescita economica ma anche civile e sociale”.
Per questo, i vescovi italiani non possono e non debbono “chiudere gli occhi e trattenere la voce di fronte alle povertà, ai disagi e alle ingiustizie sociali che affliggono tanta parte dell’umanità e che richiedono il generoso impegno di tutti, un impegno che s’allarghi anche alle persone che, se pur sconosciute, sono tuttavia nel bisogno”. “Naturalmente” ha spiegato il Pontefice “la disponibilità a muoversi in loro aiuto deve manifestarsi nel rispetto delle leggi, che provvedono ad assicurare l’ordinato svolgersi della vita sociale sia all’interno di uno Stato che nei confronti di chi vi giunge dall’esterno”. “Non è necessario” ha aggiunto il Papa rivolto ai vescovi “che concretizzi maggiormente il discorso: voi, insieme con i vostri cari sacerdoti, conoscete le concrete e reali situazioni perché vivete con la gente”.
Poi papa Ratzinger si è soffermato sui temi più volte riaffermati. La tutela della vita in tutte le sue forme e la promozione della famiglia. Per Benedetto XVI l’impegno della Chiesa deve esserci “in ogni momento e condizione, dal concepimento e dalla fase embrionale alle situazioni di malattia e di sofferenza e fino alla morte naturale”. Per quanto riguarda la famiglia “deve affermarsi una cultura favorevole, e non ostile, alla famiglia e alla vita”. Ed ancora la povertà, davanti alla quale “non possiamo chiudere gli occhi e trattenere la voce”. Il Pontefice sottolinea, inoltre, l’esigenza che la fede non rimanga chiusa nel privato “in quanto essa può offrire un importante contributo alla soluzione di grandi problemi”.
Il Papa ha chiesto inoltre che lo Stato italiano sostenga le scuole cattoliche: “È legittimo domandarsi se non gioverebbe alla qualità dell’insegnamento lo stimolante confronto tra centri formativi diversi suscitati, nel rispetto dei programmi ministeriali validi per tutti, da forze popolari multiple, preoccupate di interpretare le scelte educative delle singole famiglie. Tutto lascia pensare che un simile confronto non mancherebbe di produrre effetti benefici”. L’Italia vive una grave emergenza educativa che riguarda le giovani generazioni causata dal relativismo pervasivo e aggressivo della cultura contemporanea: “Quando, infatti, in una società e in una cultura segnate da un relativismo pervasivo e non di rado aggressivo, sembrano venir meno le certezze basilari, i valori e le speranze che danno un senso alla vita, si diffonde facilmente, tra i genitori come tra gli insegnanti, la tentazione di rinunciare al proprio compito, e ancor prima il rischio di non comprendere più quale sia il proprio ruolo e la propria missione”.
Di conseguenza, ha detto il Pontefice, “i fanciulli, gli adolescenti e i giovani, pur circondati da molte attenzioni e tenuti forse eccessivamente al riparo dalle prove e dalle difficoltà della vita, si sentono alla fine lasciati soli davanti alle grandi domande che nascono inevitabilmente dentro di loro, come davanti alle attese e alle sfide che sentono incombere sul loro futuro”.

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