
In prognosi riservata dopo il pestaggio di un branco di coetanei. La sua colpa? Uno sguardo di troppo, considerato un’avance, a una compagna di classe. E così uno studente di 15 anni, picchiato selvaggiamente da un branco formato da sei minorenni, è ricoverato, con un trauma cranico, nell’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata. Il ragazzo, secondo i medici, non sarebbe comunque in pericolo di vita.
La spedizione punitiva, come ricostruisce oggi il quotidiano La Sicilia, è avvenuta sabato sera nella piazza principale del paese, davanti agli occhi di decine di giovani. Lo studente, che frequenta il secondo anno della scuola media superiore, avrebbe guardato con insistenza la compagna, scatenando la gelosia del fidanzato di quest’ultima, un manovale di 17 anni. Il giovane avrebbe invitato il rivale a seguirlo per un “chiarimento” subito trasformatosi in un pestaggio. Secondo alcuni testimoni all’aggressore, esperto in arti marziali, avrebbero dato man forte altri cinque ragazzi.
Al termine del raid i sei minorenni si sono allontanati indisturbati; la vittima dell’aggressione è stata invece trasportata in ospedale con una sospetta frattura alla scatola cranica. I carabinieri di Licata, che conducono le indagini, avrebbero già identificato gli autori del pestaggio.
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La bicicletta è il più mite dei mezzi di locomozione. Non fa rumore, non inquina, può tenere una velocità adeguata, superiore alla velocità media dei mezzi pubblici nell’area urbana (da 12 a 15 km/h). Insomma, è il mezzo più salubre che esista. Inoltre per ogni ciclista in più normalmente circola una macchina in meno.
Ottime le due ruote a pedali, si sa. Soprattutto in città . A tesserne le (giuste) lodi è Il Centauro di maggio, organo ufficiale dell’Asaps, l’associazione amici sostenitori della Polizia Stradale. Ma dalla stessa inchiesta risulta che siano molto pericolose.
Molto più che le auto o le moto. Ogni giorno infatti sulle strade italiane perde la vita un ciclista, 40 finiscono al pronto soccorso, molti vengono ospedalizzati. È come se ogni anno sparissero due gruppi del Giro d’Italia a causa degli incidenti stradali.
I numeri parlano di una vera emergenza perché secondo le statistiche nel 2007 (ultimo anno in cui sono disponibili i dati Istat) in 15.713 incidenti sono morti 352 ciclisti (249 conducenti e 3 trasportati), +11% rispetto al 2005, 14.535 sono rimasti feriti +16,5%. Insomma parliamo di quasi 1000 morti negli ultimi 3 anni. Fra le vittime 289 sono maschi (82%) e 63 le femmine (18%).
Ma ciò che è più importante è l’incremento dell’11% della mortalità rispetto al 2005 e un aumento del 16,5% dei feriti. Il rischio di mortalità , calcolando come valore medio 1, per le biciclette è di 2,18, il più alto in assoluto. Per le autovetture il tasso di mortalità è pari a 0,78, per i camion 0,67, per i pullman 0,48, per i ciclomotori 1,06, per le motociclette 1,96.
La percentuale dei ciclisti fra le vittime della strada è passata poi dal 5,3% del 2004 al 6,9% nel 2007. Quella dei feriti è passata dal 3,7 al 4,5%. Infine i bambini da 0-14 anni che hanno perso la vita con la bici nel 2007 sono stati 12 (11 maschi e 1 femmina): 2 nella fascia fino a 5 anni (di cui uno trasportato), 1 in quella da 6 a 9. 9 da 10 a 14 anni.
Le regioni che contano più vittime sono infine Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, dove circolano più bici per antica tradizione.