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vittime
Dopo una notte relativamente tranquilla gli sfollati vivono il giorno di Pasqua nelle tendopoli o negli alberghi sul litorale Adriatico nei quali sono alloggiati. Ma la terra continua a tremare: secondo la Protezione civile si è registrata una scossa alle 5.29 del mattino, di magnitudo 3.1 sulla scala Richter. Poi un altro evento sismico alle 11.48, con magnitudo 3.2: le località prossime all’epicentro sono L’Aquila, Pizzoli e Collimento.
Intanto le ruspe hanno iniziato a portare via le macerie e i detriti dalla zone terremotate, mentre andranno avanti le rilevazioni dei tecnici sui danni e l’agibilità degli edifici. Sabato, infatti, sono terminati gli scavi per cercare eventuali corpi: non ci sono ulteriori dispersi, hanno fatto sapere i soccorritori. Il bilancio delle vittime è però salito a 294 morti, dopo che nell’ospedale di Teramo è deceduto per le ferite riportate nel sisma Tommaso Iovinitti. Aveva 59 anni.
Nelle zone colpite dal sisma è tornato anche Silvio Berlusconi: il premier ha partecipato alla messa celebrata presso la scuola della Guardia di finanza a Coppito. “Li tireremo fuori dalle tende” ha dichiarato il presidente del Consiglio. “Mai come in questi giorni, in questi 15 anni”, ha proseguito, “mi sono sentito orgoglioso di essere italiano”. E dall’altare allestito nel cortile, il vescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, si è rivolto direttamente a lui: “Noi sappiamo che lei manterrà le promesse. Mi auguro che si ricordi questo amore e che non ci siano polemiche sterili”.
Più tardi lo stesso capo del governo ha assicurato: “Non vogliamo ricadere negli errori dei precedenti casi. Adesso, finita l’emergenza, toglieremo le persone dalle tende e dovremo assicurare loro condizioni di vivibilità. E poi ripartiremo con la ricostruzione, affidando i cantieri alle singole province”. Il premier ha poi fatto il punto della situazione in conferenza stampa: “La decrescita delle scosse fa ben sperare dal 6 aprile abbiamo registrato un numero rilevante di scosse che però negli ultimi giorni è diminuito e, pur se le previsioni sono impossibili da fare su base scientifica, anche gli esperti dicono che questa diminuzione fa ben sperare”.
Secondo Berlusconi, “forse siamo già fuori dall’emergenza. Al momento sono state allestite 106 tendopoli”, ha proseguito. “In queste ci sono tutti i servizi garantiti: riscaldamento, pasti caldi, assistenza sanitaria, televisioni. Certo, se si spigola su alcuni centri più piccoli è possibile trovarne qualcuno in cui tutte le opere non sono ancora lì, ma sono in corso accelerato di completamento. Soltanto tra due mesi potremo però sapere quanto sono le persone che possono rientrare nelle proprie case e quante quelle che hanno bisogno di un’altra abitazione”.
Anche Gianfranco Fini è arrivato in visita in Abruzzo: il presidente della Camera è giunto nell’ospedale da campo allestito a L’Aquila. “Grazie per tutto quello che state facendo”, ha detto ai volontari impegnati a preparare il pranzo di Pasqua. “L’Italia è orgogliosa di voi”. Poi, parlando con gli sfollati, ha aggiunto: “Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche, noi prendiamo l’impegno di non dimenticarvi”. Sui tempi di ricostruzione, ha aggiunto: “È difficile da prevedere, dalle tende passeremo ai prefabbricati. I tempi sono medio-lunghi, ma l’impegno è di fare tutto nell’arco di qualche anno. Per il centro storico dell’Aquila il tempo sarà più lungo e difficile”.
I vigili del fuoco sabato sera hanno regalato un momento di serenità ai bambini che si trovano nel campo degli sfollati di Bazzano: hanno anticipato di un giorno la festa portando ai bambini un uovo alto quattro metri che è stato poi rotto con i martelli. Da molte parti d’Italia c’è poi stata una gara di solidarietà per far arrivare nei campi, soprattutto ai bambini, uova di Pasqua e colombe. Il Papa ha mandato alla diocesi un’offerta in denaro, 500 uova per i bambini, calici e paramenti per la celebrazione delle Messe. Mille uova di Pasqua per i bambini dei campi sono stati regalati dalla Polizia.
Il governo invece ha deciso di aprire un altro canale per sostenere le popolazioni che hanno subito danni durante il terremoto. Il 5 per mille all’interno della dichiarazione dei redditi potrà infatti essere destinato anche ai terremotati d’Abruzzo. “Il ministro dell’Economia e finanze Giulio Tremonti”, si legge in una nota di via XX Settembre, “ha attivato presso il ministero le procedure per introdurre il terremoto dell’Abruzzo nell’elenco delle causali di destinazione per il 5 per mille”.
Destinare il 5 per mille della propria Irpef ai terremotati dell’Abruzzo sarà molto semplice. Con tutta probabilità basterà indicare nella dichiarazione dei redditi un codice numerico. La soluzione tecnica alla quale starebbero lavorando i tecnici di via XX Settembre è quella di attribuire per le destinazioni a favore dei terremotati un numero d’ufficio di 11 caratteri che sarà reso noto nei prossimi giorni. Si tratta di una soluzione facilmente attuabile senza dover modificare i modelli di dichiarazione. Viene infatti semplicemente prevista una ulteriore destinazione per la quale si potrá optare utilizzando l’attuale modulistica.
La scelta di destinare il 5 per mille della propria Irpef può essere fatta apponendo la firma in un apposito spazio del modello di dichiarazione denominato “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef”. Oltre alla firma per la scelta occorre indicare il codice fiscale del beneficiario che nal caso dei terremotati sarà con tutta probabilità attribuito d’ufficio. La scelta può essere fatta anche da chi non presenta il modello Unico o il 730 utilizzando l’apposita scheda allegata al Cud.

Non conoscono tregua, le popolazioni dell’Abruzzo. Lo sciame sismico non cessa: da lunedì mattina a oggi, la terra non ha mai smesso di tremare.
E se, come dicono gli esperti, l’epicentro si sta spsotando a nord, le scosse di assestamento non lasciano tranquilli gli sfollati. Non “consola” nemmeno sapere che le scosse di assestamento, paradossalmente, possono essere considerate “una buona notizia”: significa che l’energia della terra si sta scaricando piano piano, segno che il terremoto che ha stritolato, nella notte di lunedì, L’Aquila e dintorni, va lentamente ad affievolirsi.
La forte scossa di terremoto nell’aquilano intorno alle 21.40, è stata avvertita anche a Roma. La scossa, secondo i primi rilievi, è stata di magnitudo di 4.9 ed è stata una tra le repliche più importanti dal 6 aprile. È stata avvertita distintamente in gran parte dell’Umbria e ha causato il crollo di una casa vuota in via Roma all’Aquila.
Il terremoto è stato avvertito anche a Spoleto, Foligno e Perugia. L’epicentro è stato a nord dell’Aquila, in un’area compresa tra i comuni di Barete, Capitignano e Campo Tosto.
Intanto, la Guardia di Finanza ha diffuso la notizia che aggrava il bilancio delle vittime. Il numero dei morti, estratti dalle macerie, è salito a 289: sono stati ritrovati altri due corpi sotto le macerie di un palazzo in via Roma, a L’Aquila. Il decesso, secondo la guardia di finanza, è seguito alla forte scossa registrata dopo le 22 di ieri. Le vittime, una madre di 53 anni e la figlia di 18, erano entrate in casa per recuperare dei vestiti. Proprio oggi, sono iniziati da parte delle squadre dei Vigili del Fuoco i primi rilevamenti sulla staticità degli edifici. 85 gli ingegneri specializzati che stanno operando: il lavoro risulta particolarmente difficoltoso, per le continue scosse di terremoto che provocano nuove lesioni o crolli
Intanto Protezione Civile e Regione Abruzzo hanno diffuso sul web la lista (qui il .pdf) delle vittime: il bilancio aggiornato è di 287 morti. Una delle vittime, di sesso maschile, non è stata ancora identificata. Il bilancio dei feriti, invece, sale a 1.500. In tutto le persone assistite sono ventimila. I soccorritori sono 11.662, 17 i presidi sanitari e 41 le aree di ricovero.
Questo il triste e provvisorio elenco degli scomparsi.
n./cognome/nome/data di nascita/sesso
1 Abdija Nurije 1968 F
2 Airulai Alena 07/02/1998 F
3 Alessandri Carmine 55/65 anni M
4 Alloggia Silvana 09/11/1942 F
5 Alviani Marco 11/08/1967 M
6 Andreassi Irma 27/09/1936 F
7 Andreassi Maria Antonella 03/11/1958 F
8 Andreassi Loreto 22/04/1931 M
9 Antonacci Giuseppa 31/01/1924 F
10 Antonini Giusy 09/07/1984 F
11 Antonini Maurizio 02/03/1971 M
12 Antonini Genny 17/11/1986 F
13 Antonini Stefano 11/08/1999 M
14 Antonucci Maria Assunta 16/09/1947 F
15 Bafile Vittorio 22/02/1928 M
16 Balassone Silvana 17/07/1936 F
17 Basile Anna 24/11/1960 F
18 Bassi Agata 06/12/1940 F
19 Battista Ines 31/01/1933 F
20 Battista Martina Benedetta 14/08/1987 F
21 Belfatto Angela 02/10/1919 F
22 Berardi Achille F
23 Bernardi Maria 16/06/1949 F
24 Bernardi Gaetano 26/10/1928 M
25 Bernardini Giovanna 28/09/1978 F
26 Berti Valentina 11/02/1975 F
27 Bianchi Nicola 08/08/1986 M
28 Biasini Giovanni 1946 M
29 Biondi Elisabetta 19/07/1936 F
30 Bobu Darinca Mirandoli 29/09/1973 F
31 Bonanni Anna Bernardina 16/11/1936 F
32 Bortoletti Daniela 09/01/1987 F
33 Bronico Sara 06/07/1997 F
34 Brunelli Giulio 10/01/1937 M
35 Bruno Filippo Maria 10/11/1992 F
36 Bruno Berardino 23/04/1982 M
37 Brusco Luisa 28/02/1913 F
38 Calvi Bolognese Angela 04/05/1976 F
39 Calvisi Maria 31/05/1926 F
40 Calvitti Massimo 08/06/1959 M
41 Canu Antonika 27/01/1931 F
42 Capasso Iolanda 15/02/1963 F
43 Capuano Luciana Pia 25/07/1989 F
44 Carletto Lidia 30/01/1933 F
45Carli Anna Maria 18/01/1944 F
46 Carli Augusto 03/01/1931 M
47 Carnevale Giulia 10/07/1986 F
48 Carosi Claudia 25/05/1979 F
49 Carpente Giovannino 01/01/1953 M
50 Cellini Luigi 17/11/1993 M
51 Centi Ludovica 28/09/2008 F
52 Centi Antonio 21/06/1947 M
53 Centi Pizzutilli Rocco M
54 Centofanti Davide 12/09/1989 M
55 Cepparulo Teresa 08/05/1948 F
56 Cervo Francesca 06/08/1945 F
57 Chernova Marija 07/01/2001 F
58 Chiarelli Achille 17/07/1934 M
59 Cialone Katia 09/06/1975 F
60 Ciancarella Elvezia 13/12/1958 F
61 Cicchetti Adalgisa 08/05/1932 F
62 Cimini Anna 27/04/1928 F
63 Cimorroni Concetta 28/11/1945 F
64 Cinì Lorenzo 01/06/1986 M
65 Cinque Matteo 05/08/1999 M
66 Cinque Davide 22/10/1997 M
67 Ciocca Elena 03/10/1919 F
68 Ciolfi Loris M
69 Ciolli Danilo 25/10/1983 M
70 Cirella Chiarina 16/04/1921 F
71 Ciuffini Dario 16/04/1983 M
72 Ciuffini Nadia 21/09/1952 F
73 Ciuffoletti Fernanda 09/03/1919 F
74 Cocco Anna 15/08/1928 F
75 Colaianni Ada Emma 11/12/1926 F
76 Colaianni Antonina 30/09/1926 F
77 Colaianni Daniele 1933 M
78 Colaianni Elisa 10/10/1933 F
79 Compagni Giovanni 11/03/1982 M
80 Cora Alessandra 08/01/1986 F
81 Corridore Rocco 05/04/1946 M
82 Cosenza Giovanni 20/12/1926 M
83 Costantini Luigia 07/01/1932 F
84 Cristiani Armando 24 anni M
85 Cruciano Angela Antonia 13/06/1987 F
86 Cupillari Andrea 11/01/1978 M
87 Dal Brollo Alice 24/12/1988 F
88 Damiani Giovanna 04/04/1923 F
89 D’amore Osvaldo 22/05/1951 M
90 D’Andrea Vinicio 14/06/1926 M
91 D’Antonio Giannina 60/70 anni F
92 De Angelis Lisa 03/02/1939 F
93 De Angelis Jenny 18/03/1983 F
94 De Felice Fabio 09/08/1987 M
95 De Felice Antonio 14/01/1966 M
96 De Felice Alexandro 30/01/2005 M
97 De Felice Lorenzo 14/01/2006 M
98 De Iulis Luigi 05/02/1927 M
99 De La Cruz Cursina Roberta 04/02/1952 F
100 De Nuntiis Maria Giuseppa 01/01/1925 F
101 De Paolis Anna Maria 17/04/1949 F
102 De Santis Angelina 20/04/1927 F
103 De Vecchis Panfilo 25/10/1922 M
104 De Vecchis Sara 01/02/1987 F
105 De Vecchis Pasquale 12/12/1938 M
106 Del Beato Maria Laura 08/03/1933 F
107 Del Beato Marisa 04/07/1935 F
108 Deli Serafina 18/11/1925 F
109 Della Loggia Lorenzo 02/12/1983 M
110 D’Ercole Alfredo 17/05/1942 M
111 D’Ercole Simona 23/05/1979 F
112 Di Battista Giuliana 04/03/1932 F
113 Di Cesare Luca 50 anni M
114 Di Filippo Rosina 26/02/1924 F
115 Di Giacobbe Maria 01/11/1947 F
116 Di Marco Stefania 12/02/1952 F
117 Di Marco Paolo 30/03/1987 M
118 Di Pasquale Alessio 14/10/1988 M
119 Di Pasquale Alessia 10/08/1986 F
120 Di Silvestre Gabriele 10/08/1989 M
121 Di Simone Alessio 13/09/1984 M
122 Di Stefano Domenica 23/01/1943 F
123 Di Stefano Odolinda 05/07/1937 F
124 Di Vincenzo Caterina 55/65 anni F
125 D’Ignazio Assunta 11/11/1937 F
126 Dottore Corrado 03/04/1963 M
127 El Sajet Boshti 09/12/2005 M
128 Elleboro Liliana 17/02/1933 F
129 Enesoiu Adriana 11/05/1961 F
130 Esposito Andrea 12/04/2006 M
131 Esposito Francesco Maria 16/02/1985 M
132 Fabi Domenica 12/02/1934 F
133 Ferella Delia Solidea 05/05/1928 F
134 Ferrauto Filippo 19/04/1932 M
135 Fioravanti Claudio 28/03/1943 M
136 Fiorentini Liliana 12/07/1931 F
137 Fiorenza Elpidio 26/10/1983 M
138 Franco Rosalba F
139 Fratì Mauran 13/01/1997 F
140 Gasperini Wilma 29/08/1926 F
141 Germinelli Giuseppina 2002 F
142 Germinelli Chiara 1998 F
143 Germinelli Micaela 16/08/1995 F
144 Germinelli Rosa 29/03/1992 F
145 Ghiroceanu Laurentiu Costant 19/12/1968 M
146 Ghiroceanu Antonio Ioavan 12/11/2008 M
147 Giallonardo Aurelio 16/06/1930 M
148 Giannangeli Salvatore 25/09/1934 M
149 Giannangeli Vincenzo 09/10/1973 M
150 Giannangeli Riccardo 13/05/1977 M
151 Gioia Piervincenzo 07/06/1963 M
152 Giugno Luigi 01/08/1974 M
153 Giugno Francesco 20/09/2007 M
154 Giustiniani Armando 30/04/1916 M
155 Grec Kristina o Marina 3-5 anni F
156 Guercioni Alberto 16/08/1973 M
157 Hasani Demal 15/12/1967 M
158 Hasani Refik 01/05/1965 M
159 Husein Hamade 28/07/1987 M
160 Ianni Franca 17/03/1948 F
161 Iavagnilio Michele 20/09/1983 M
162 Iberis Maria Incoronata 02/04/1927 F
163 Innocenzi Pierina 03/09/1952 F
164 Iovine Carmelina 15/12/1986 F
165 Italia Giuseppe 02/08/1963 M
166 Koufolias Vassilis 08/09/1981 M
167 Lannutti Ivana 03/07/1986 F
168 Leonetti Maria 21/03/1928 F
169 Liberati Vezio 12/06/1946 M
170 Liberati Vincenzo 06/11/1941 M
171 Lippi Giovanna 01/01/1955 F
172 Lippi Giuseppe 03/12/1918 M
173 Lisi Pasqualina 03/03/1950 F
174 Longhi Laura 10/05/1935 F
175 Lopardi Lidia 18/03/1917 F
176 Lunari Luca 15/03/1989 M
177 Magno Ada 05/10/1916 F
178 Marchione Francesca 08/08/1984 F
179 Marcotullio Elide 11/02/1939 F
180 Marcotullio Maria 06/11/1939 F
181 Marcotullio Bruno 13/05/1942 M
182 Marotta Carmine 13/01/1962 M
183 Marrone Maria Gilda 24/07/1920 F
184 Marrone Lina Loreta 15/04/1927 F
185 Marrone Maria Fina 29/10/1923 F
186 Marzolo Giuseppe 11/04/1976 M
187 Massimino Patrizia 19/08/1954 F
188 Mastracci Luana 05/12/1961 F
189 Mastropietro Luisa 16/01/1935 F
190 Mazzarella Anna 06/09/1929 F
191 Mazzeschi Valeria 23/09/1924 F
192 Miconi Giuseppe 19/03/1920
193 Migliarini Roberto 06/12/1966 M
194 Mignano Maria Civita 20/08/1984 F
195 Milani Francesca 10/01/2000 F
196 Monti Vicentini Erminia 11/11/1945 F
197 Moscardelli Federica 19/04/1984 F
198 Muntean Silviu Daniel 22/11/2002 M
199 Muzi Liberio 26/04/1920 M
200 Muzi Lucilla 13/12/1961 F
201 Nardis Cesira Pietrina 03/04/1934 F
202 Natale Maurizio 07/12/1987 M
203 Negrini Vincenza 25/02/1929 F
204 Nouzovsky Ondrey 25/05/1991 M
205 Olivieri Francesca 03/08/1986 F
206 Olivieri Francesco 19/02/1951 M
207 Orlandi Argenis Valentina 01/01/1986 F
208 Osmani Valbona 13/04/1996 F
209 Pacini Arianna 30/07/1982 F
210 Palumbo Anna 09/06/1947 F
211 Paolucci Maria Gabriella 03/03/1959 F
212 Papola Arturo 09/05/1942 M
213 Papola Elena 24/02/1935 F
214 Parisse Maria Paola 10/05/1993 F
215 Parisse Domenico jr 07/08/1991 M
216 Parisse Domenico sr 31/10/1934 M
217 Parobok Anna 25/07/1990 F
218 Passamonti Fabiana Andrea 06/07/1970 F
219 Pastorelli Sonia 18/07/1964 F
220 Pastorelli Aleandro 19/07/1921 M
221 Persichetti Sara 02/01/1986 F
222 Pezzopane Tommaso 05/02/1928 M
223 Pezzopane Iole 13/06/1918 F
224 Pezzopane Susanna M. Celes 04/10/1983 F
225 Pezzopane Benedetta 16/08/1982 F
226 Placentino Ilaria 10/11/1989 F
227 Puglisi Paola 18/12/1940 F
228 Puliti Andrea 30-40 anni M
229 Rambaldi Ilaria 24/01/1984 F
230 Ranalletta Rossella 22/10/1984 F
231 Ranieri Oreste 24/04/1932 M
232 Romano Carmen 24/05/1988 F
233 Romano Giustino 06/09/1984 M
234 Romano Elvio 31/08/1984 M
235 Romualdo Maurizio Rocco 06/10/1920 M
236 Rosa Antonina 07/12/1925 F
237 Rossi Michela 27/04/1971 F
238 Rossi Valentina 22/04/1975 F
239 Rotellini Silvana 11/19/1933 F
240 Russo Annamaria 24/01/1970 F
241 Sabatini Serenella 07/09/1960 F
242 Salcuni Martina 31/03/1988 F
243 Salvatore Antonio 10/02/1931 M
244 Santilli Anna 09/07/1934 F
245 Santosuosso Marco 05/09/1988 M
246 Sbroglia Edvige 45/50 anni F
247 Scimia Maria Santa 12/01/1935 F
248 Scipione Serena 05/05/1984 F
249 Sebastiani Lorenzo 28/09/1988 M
250 Semperlotti Maria Grazia 17/09/1965 F
251 Sferra Ernesto 26/10/1925 M
252 Sidoni Emidio 08/01/1922 M
253 Sidoni Emanuele 10/06/1948 M
254 Silvestrone Vittoria 20/11/1917 F
255 Smargiassi Francesco 26/02/1944 M
256 Spagnoli Flavia 04/04/1989 F
257 Spagnoli Sandro 25/12/1957 M
258 Spagnoli Assunta 04/02/1949 F
259 Spaziani Claudia 1963 F
260 Sponta Aurora 25/02/1936 F
261 Strazzella Michele 22/01/1981 M
262 Suor Lucia Ricci Rosina 03/11/1926 F
263 Tagliente Vittorio 11/07/1983 M
264 Tamburro Marino 18/12/1930 M
265 Tamburro Giuliana 09/01/1963 F
266 Terzini Enza 02/02/1988 F
267 Testa Ivana 06/10/1930 F
268 Testa Evandro 07/06/1913 M
269 Tiberio Noemi 02/02/1975 F
270 Tomei Paola 28/05/1960 F
271 Troiani Raffaele 19/01/1975 M
272 Turco Giuliana 55-65 anni F
273 Urbano Maria 23/03/1989 F
274 Valente Mario 26/03/1926 M
275 Vannucci Matteo 21/06/1986 M
276 Vasarelli Vittoria 01/01/1924 F
277 Vasarelli Giuseppina 02/09/1929 F
278 Verzilli Paolo 11/04/1982 M
279 Visione Daniela 20/03/1966 F
280 Vittorini Fabrizia F
281 Zaccagno Armedio 07/09/1923 M
282 Zaninotto Sergio 04/09/1940 M
283 Zavarella Roberta 23/12/1983 F
284 Zelena Marta 15/07/1992 F
285 Zingari Guido 17/01/1949 M
286 Zugaro Giuseppina 17/06/1956 F
1 Non identificato

“Sono qui per dovere, per sentimento e anche per ringraziarvi per tutto quello che state facendo”.
Usa queste parole il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rivolgendosi a un gruppo di vigili del fuoco nella Scuola della Guardia di Finanza che ospita il quartier generale della Protezione civile per le operazioni a favore delle popolazioni colpite dal terremoto.
“È uno sforzo” ha aggiunto il Presidente della Repubblica “di efficienza e di generosità straordinari nell’ambito delle organizzazioni dello Stato e della mobilitazione dei cittadini”.
Il primo gesto di Giorgio Napolitano, appena arrivato sui luoghi dell’inferno dell’Aquila, è stato quello di rendere omaggio alle 279 vittime, recandosi insieme al capo della Protezione civile Guido Bertolaso nell’hangar in cui sono allineate, in una fila interminabile, le bare in attesa del funerale di Stato che si svolgerà domani.
Il bilancio provvisorio delle vittime accertate sale di ora in ora: solo due i corpi ancora senza nome, un ragazzo e di una ragazza, gli ultimi che mancavano all’appello, almeno in base alle segnalazioni giunte. Le speranze di ritrovare qualcuno vivo sotto le macerie si stanno affievolendo.
Sono passate più di 24 ore dall’ultimo salvataggio, oltre 72 ore dalla tragedia che ha fermato il tempo alle 03,32 a L’Aquila e dintorni: tempi che, statisticamente, lasciano poche speraze per quella decina di persone che figurano ancora nella lista dei dispersi
Napolitano è entrato da solo nel locale. Ha trovato un sacerdote e alcuni scout in preghiera. Si è soffermato in raccoglimento, osservando quel terribile spettacolo di morte che dà visivamente l’immagine dei lutti causati dalle scosse di questi giorni. Il Presidente ha osservato con particolare commozione le bare bianche, quelle dei bambini e dei ragazzi.
È rimasto colpito il Presidente da una bara sulla quale ne era posata una piccola bianca. All’uscita, visibilmente provato dall’esperienza ha incontrato i familiari delle vittime, ascoltando le loro storie. Una coppia di anziani si è presentata a lui stringendo forte un ragazzo e dicendo: “Presidente, solo questo ci è rimasto”. Napolitano ha detto parole di cordoglio e ha ribadito il suo impegno affinché lo Stato, come è stato ampiamente assicurato, faccia il massimo sforzo per assistere gli sfollati e ricostruire le case, e perché questo sforzo sia svolto con continuità fino a raggiungere l’obiettivo.
Poi, fuori, lo stizzito e pressante invito a “farsi da parte”, rivolto ai fotografi. Il Presidente si trovava in visita a Onna, il borgo di 350 anime che conta 40 morti e che non c’è più. Visibilmente innervosito dalla presenza dei fotoreporter che gli erano vicino, Napolitano ha allargato le braccia e ha detto loro: “Poiché non sono venuto qui per farmi fotografare da voi, fatevi da parte”.
Un anziano sopravvissuto di Onna con voce commossa ha detto queste parole: “Non dimenticatevi di noi, Presidente, non dimenticateci…”. Il Capo dello Stato si è trattenuto una quindicina di minuti ad Onna, visitando la tendopoli allestita per gli sfollati dalla Protezione civile e incontrando brevemente un gruppo di terremotati. Il presidente Napolitano ha ascoltato le loro richieste, ha stretto mani e ha avuto parole di conforto per gli abitanti del piccolo borgo dell’Aquila devastato dal sisma. Al presidente della Repubblica si sono rivolti in particolare il medico del paese ed una religiosa che hanno illustrato a Napolitano alcune delle richieste della popolazione.
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Sono stati recuperati nella notte dai Vigili del Fuoco anche i corpi degli altri due ragazzi che risultavano dispersi nel crollo della Casa dello studente all’Aquila. Si tratta dei cadaveri di un ragazzo e di una ragazza, gli ultimi che mancavano all’appello dopo il ritrovamento, ieri sera, poco dopo la mezzanotte, di due corpi. I Vigili del Fuoco continueranno comunque a scavare poiché al momento non può essere esclusa la presenza di altri corpi sotto le macerie. Sale così a 279 il numero delle vittime del terremoto (8 delle quali ancora da identificare) che ha colpito l’Aquila e provincia quattro giorni fa.
Questa notte ci sono state altre scosse di assestamento. Per i circa 18mila senza tetto ospitati nelle 31 tendopoli allestite all’Aquila e provincia, pare non esserci tregua.
Tre le scosse più forti, avvertite anche in gran parte del centro Italia, da Roma a Napoli. Alle 0,55 la prima, di magnitudo 4.3; alle 2,52 quella più forte, di 5.2; alle 5.14 la terza, di magnitudo 4.6. Il fronte del terremoto, e ciò preoccupa i sismologi, si sta spostando sulla direttrice più a nord L’Aquila-Pizzoli-Barete. Le nuove scosse hanno causato nuovi crolli nel centro dell’Aquila e nelle zone già colpite, ma fortunatamente senza coinvolgere persone.
Intanto i cittadini si organizzano in ronde contro gli sciacalli in alcune frazioni dell’Aquilano colpite dal sisma, dove gli abitanti - tutti sfollati - temono di essere derubati degli oggetti di qualche valore abbandonati nelle loro case incustodite. L’allarme-sciacalli è ormai molto diffuso e, nonostante il capillare controllo delle forze di polizia, c’è chi pensa che sia necessaria una vigilanza ulteriore e continua, con la formazione spontanea di ronde, in alcuni casi nate dopo episodi specifici che hanno fatto crescere la paura, l’ultimo dei quali nel paese di Poggio Picenze, dove è stato segnalato ai carabinieri il furto - o comunque la sparizione - di due pettorine con una non meglio precisata dicitura “Protezione civile”. La preoccupazione della gente è stata subito che, indossandole, i ladri possano entrare nelle case ed agire indisturbati.
Sono 29mila le persone rimaste senza casa in seguito al terremoto Il bilancio è stato fatto dal presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. Dei 29mila sfollati, 19mila circa sono ospitati nelle tendopoli allestite all’Aquila e in una ventina di comuni colpiti, in circa 3mila tende. Sono 10mila, invece, gli aquilani che si sono trasferiti sulla costa abruzzese. Al momento, ha spiegato il presidente, sono 170 gli alberghi che sono stati occupati per dare alloggio alla popolazione.
Questa mattina è in arrivo tra gli sfollati, nelle zone colpite dal sisma, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, mentre per domani mattina sono confermati i funerali di Stato per le vittime. La cerimonia si svolgerà nel piazzale della caserma della Scuola della Guardia di Finanza all’Aquila.
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Proseguono le ricerche tra le macerie a l’Aquila e negli altri centri abruzzesi colpiti dal sisma di questa notte; finora sono oltre 170 le vittime accertate, 1500 le persone ferite nei crolli, centinaia ancora quelle disperse e il 50% delle case inagibili. Il numero degli sfollati nel frattempo dovrebbe aver raggiunto quota 100 mila.
Questi i numeri del triste bilancio, ancora provvisorio, del terribile terremoto che ha colpito questa notte L’Aquila e molti piccoli paesi della provincia. La scossa che distrugge, che spezza vite, sogni, storie e futuro è arrivata poco dopo le 3,30 di questa notte l’Abruzzo. Utilizzando la scala di magnitudo del momento sismico, che aggiorna la Richter, l’energia scatenata dal terremoto in Abruzzo è stata pari a 6,2. In base alla classica scala Richter, il sisma ha avuto un’intensità di 5,8.
Al terremoto hanno fatto seguito altre scosse di assestamento, di minore ma comunque eccezionale intensità, che non sono ancora cessate e che rendono ancora più drammatico il lavoro dei soccorritori (qui un resoconto dettaglaito del numero delle vittime, paese per paese).
A L’Aquila, dove ci sono almeno 15 morti, è crollato un intero piano della Casa dello Studente (che ospitava circa 80 ragazzi); è stato reso inagibile l’ospedale cittadino, rimasto senza acqua potabile, ed è crollato il campanile di una chiesa del centro. I feriti più gravi de L’Acquila sono stati trasferiti con elicotteri in altre Regioni. Un ospedale da campo è stato messo in piedi presso lo stadio cittadino. Tutta la cittadinanza è in strada. E il sindaco ha invitato a lasciare immediatamente il centro storico, per non intralciare il lavoro dei soccorritori. La struttura dell’ospedale non ha retto: è inagibile al 90%. Un’ala è crollata. E il nosocomio è senza acqua potabile. Non c’è stato approvvigionamento attraverso la protezione civile, il bar dell’ospedale è inutilizzabile perchè crollato così come il deposito del nosocomio. Nonostante i problemi e i disagi centinaia di persone sono accampate in attesa di soccorsi davanti all’ospedale dell’Aquila, che non è stato evacuato. Al nosocomio sta arrivando un flusso continuo di persone, alcuni addirittura svestiti, con ferite di vario genere, sotto choc e piangenti. La cappella del San Salvatore è diventata la corsia più affollata dove i medici stanno curando i numerosi feriti. Il caos non accenna a rientrare e tutti gli spazi che non sono stati considerati a rischio da parte dei tecnici della protezione civile vengono utilizzati come ricovero per malati. Naturalmente gli spazi maggiormente occupati sono quelli all’aperto dove continuano ad arrivare feriti lievi, ma anche con gravi traumi. Questi ultimi vengono indirizzati con gli elicotteri negli altri ospedali regionali. È un via vai di mezzi aerei senza soluzione di continuità.
Anche la provincia, una delle più grandi d’Italia, è stata devastata: una delle situazioni più drammatiche è da segnalare a Onna, una ventina morti, dove il 90 per cento delle case è stata devastata e una parte della montagna è completamente crollata; a Paganica, 6 morti, con il centro storico completamente distrutto, a Tempera, a Castelnuovo Calvisio, dove l’intero centro storico raso al suolo, cinque vittime, Poggio Picenze (cinque morti, tre bambini e due mamme). In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio e i centri dell’Altopiano delle Rocche, sono distrutte moltissime abitazioni del centro storico, mentre presentano danni costruzioni più recenti e anche in cemento armato.
Secondo il ministro Maroni il conto delle vittime potrebbe salire fino a 150. Numerosi i dispersi: al momento si parla di almeno un centinaio di persone, mentre i feriti superano quota 1.500.
Alcuni feriti stanno arrivando anche a Roma per essere ricoverati nelle strutture sanitarie della Capitale. In queste ore, ha reso noto la direzione sanitaria del Gemelli, “stanno giungendo dall’Abruzzo diversi pazienti, tutti con mezzi propri. Crediamo che con il passare delle ore” hanno sottolineato dal Policlinico “andrà aumentando l’afflusso negli ospedali di Roma di pazienti provenienti dalle zone colpite dal sisma”. Al trasporto dei feriti più gravi contribuiscono anche quattro elicotteri dei vigili del fuoco.
Una situazione “bruttissima” la definiscono i soccorritori giunti sul posto, che ricorda quella del terremoto dell’Umbria. La macchina dei soccorsi si è messa in moto e il ministro Sacconi ha invitato la cittadinanza a donare il sangue per i feriti. Anche i grandi ospedali romani sono stati allertati. Unità di crisi sono state già organizzate all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e al Policlinico Gemelli. Roma, infatti, potrebbe accogliere i feriti più gravi per gli interventi operatori o per i ricoveri.
“Questa è la peggiore tragedia di questo inizio millennio”, la definisce Guido Bertolaso, capo della Protezione civile e sottosegretario alla presidenza della Consiglio, secondo cui l’intensità del sisma è paragonabile se non superiore al terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche nel 1997. Silvio Berlusconi (che ha rinunciato al suo viaggio a Mosca e si sta recando all’Aquila) ha firmato il decreto per lo stato di emergenza nazionale con il quale sarà nominato commissario straordinario del governo. Sono arrivati a l’Aquila anche il Capo della Polizia Manganelli e il ministro Maroni.
Il ministro dell’Interno, al termine di un incontro con il capo della Protezione civile Bertolaso, ha assicurato che “gli sfollati saranno tutti sistemati in alberghi o nelle strutture che sono in corso di costruzione. Il tutto sarà fatto in tempi rapidi”.
Colonne di soccorsi stanno arrivando all’Aquila da tutta Italia. È stato dato il via libera alla colonna mobile della Protezione civile del Comune di Roma: è composta da oltre 60 uomini della Protezione civile tutti addestrati nel montaggio delle tende, ed è pienamente autonoma, essendo attrezzata con una cucina da campo, due tende da 70 posti, due bobcat, camion e i diversi attrezzi a mano. La sua destinazione è il campo sportivo Centi Colella, non lontano dall’Ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove verrà allestita una tendopoli.
La Regione Lombardia ha già inviato una squadra di tecnici addetti alla verifica della situazione e all’organizzazione delle risorse sul campo, e ulteriori aiuti sono previsti per le prossime ore. La Protezione civile tra l’altro sta preparando il materiale per allestire una tendopoli per 250 persone e un posto medico avanzato con 7 operatori e tre automezzi. A breve dovrebbero inoltre partire 30 tecnici della Regione e di Arpa Lombardia per verificare l’agibilità degli edifici. Dall’Emilia-Romagna sono partiti 30 mezzi e 120 volontari coordinati dalla Protezione Civile regionale, mentre il Comune di Bologna organizzerà una raccolta di fondi.
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Pochi politici, ma tantissima gente. La manifestazione organizzata dall’associazione “Libera” di Don Ciotti in memoria delle vittime della mafa a Napoli ha riscosso un successo inatteso: secondo gli organizzatori hanno partecipato 150mila persone. Oltre due chilometri e mezzo di percorso, sul lungomare di Napoli, fra Piazza della Repubblica e Piazza del Plebiscito. Aperti dalle foto delle vittime e dall’inno di Mameli. E alla fine, sul palco è spuntato anche Roberto Saviano, l’autore di Gomorra, che ha preso parte alla lettura dei 900 nomi delle vittime di stragi e omicidi mafiosi in tutta Italia. C’era anche Luigi De Magistris, neo-candidato dell’Italia dei Valori, assieme ad altri magistrati come il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e il capo della Dda di Napoli Franco Roberti.
Ma nel corteo c’erano soprattutto le associazioni dei parenti delle vittime e quelle che si battono quotidianamente contro Camorra, ‘Ndrangheta, Cosa Nostra, Sacra Corona Unita. Come i ragazzi calabresi della locride di “Adesso ammazzateci tutti” o quelli di “Libera” che ha organizzato il corteo. E poi i lavoratori degli stabilimenti Fiat di Pomigliano D’Arco, alle prese con le difficoltà dell’azienda.
”In un Paese che vuole legalità, rispetto dei diritti, lavoro e comprensione, voglia di andare avanti - ha detto Piero Grasso- questa manifestazione è un grande risultato, quello di ricordare le vittime, perché sarebbe peggio dimenticarle. Dobbiamo essere sempre attenti perché in questo momento di crisi i capitali liquidi di coloro che hanno i contanti provenienti dalla criminalità diventano più potenti e forti”.
Secondo Grasso ”questi capitali sono in grado di occupare gli spazi delle istituzioni e dell’ economia. Questo è il momento in cui bisogna vedere quale è l’ origine del denaro senza chiudere gli occhi”. ”Ognuno deve impegnarsi per dire no alla mafia che è corruzione, favoritismo, un sistema che si infiltra e che - ha concluso - costituisce una zavorra per lo sviluppo e la crescita della società”.
Il pirata della strada “classico” viene pensato solitamente al maschile: l’identikit è quello di un uomo fra i 18 e i 44 anni, ubriaco nel 44% dei casi (quelli cui si è fatto in tempo a far soffiare nell’etilometro). Ma dal quadro che emerge dall’Osservatorio il Centauro-Asaps sulla prateria stradale assume un ruolo significativo anche la donna al volante.
Nel 2008 ben 22 pirati della strada - spiega l’Associazione sostenitori della Polstrada - erano donne, il 9% dei 249 pirati identificati e denunciati. Nel 2007 furono nove le donne pirata identificate, l’8,5% del dato complessivo. Secondo l’analisi dell’Asaps le donne pirata sono piuttosto giovani, l’età media è di 29 anni, e il rapporto con l’alcol non è occasionale: in cinque casi, il 22,7% del totale, le conducenti avevano superato i limiti di legge del valore alcolemico.
Cinque dei 22 episodi di pirateria sono stati mortali per le persone investite; numerosi anche quelli con conseguenze molto gravi per le vittime. In tre casi (13,6%) le conducenti erano straniere. Mentre per gli uomini il motivo che fa scattare la fuga è spesso ricollegato alla paura di perdere i punti della patente, alla mancata (o falsa) copertura assicurativa, al fatto di non voler sottoporsi all’esame dell’etilometro o al narcotest, o alla mancanza del permesso di soggiorno per gli stranieri, le donne invocano frequentemente la paura come elemento che scatena questo comportamento.
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Uccise entrambe con una coltellata. Due donne ucraine della stessa età. Assassinate a circa due ore di distanza l’una dall’altra. Le due vittime, che erano amiche, abitavano in due paesi del Bergamasco lontani una trentina di chilometri.
Dopo una caccia all’uomo durata tutta la mattina si è presentato spontaneamente in caserma a Bergamo Anacleto Roncalli, pensionato di 67 anni, ex marito della prima badante ucraina uccisa. Poi ha ucciso anche l’amica.
Accoltellata nel garage di casa. L’hanno trovata così i carabinieri di Villa d’Adda, questa mattina alle 7,40. Il cadavere è di una donna ucraina di 43 anni, Natalia Holovko. Il corpo era riverso a terra in una pozza di sangue nel garage dell’abitazione della vittima in via Ca’ di Passere. La donna sarebbe stata uccisa con alcune coltellate all’addome. A notare il cadavere è stata una vicina di casa, che ha visto i piedi spuntare dall’autorimessa e ha dato l’allarme. La donna viveva con uno dei due figli avuti da un precedente matrimonio ucraino: Nikita, 16 anni, che era al lavoro a Milano. Un secondo figlio, Alexander, 21 anni è sposato e vive in Ucraina. Natalia Holouko e la seconda vittima erano amiche e pare che fossero state entrambe ripetutamente minacciate da Roncalli.
La seconda vittima è un’altra badante. Anch’essa ucraina, di 42 anni: Alla Smirnova. Il suo corpo è stato trovato intorno alle 9.30 a Locatello, altro paese della bergamasca, distante circa 30 km da Villa d’Adda. L’immigrata è stata uccisa nella sua auto, una Volkswagen Lupo, con una coltellata al collo e una all’addome. L’auto era parcheggiata lungo la provinciale della Valle Imagna che porta a Fuipiano. Il cadavere è stato rinvenuto un paio d’ore dopo quello di Natalia Holovko,. Gli inquirenti non escludono che ci possa essere un collegamento tra i due omicidi.
Roncalli aveva conosciuto Natalia Holouko diversi anni fa a Milano. Il loro matrimonio, secondo le prime indiscrezioni, aveva avuto un andamento molto burrascoso a causa della morbosa gelosia dell’uomo. E dopo anni di scenate e litigi si era arrivati alla separazione. Ma l’uomo non si era rassegnato, continuava a controllare la vita della ex moglie. Tanto che nella prima mattinata di oggi era andato a casa della donna ed era scoppiato l’ennesimo violento litigio.