
Vittorio Feltri, direttore editoriale de Il Giornale, e David Parenzo, co-conduttore del programma radiofonico La Zanzara
Da una parte Vittorio Feltri, direttore editoriale de Il Giornale, autore stamane di un fondo polemicamente intitolato Io non ci sto. Dall’altra David Parendo, giornalista e coconduttore de La Zanzara, il popolare programma di intrattenimento politico di Radio 24. Due modi diversi, opposti, di giudicare l’operato dell’ex presidente della Repubblica, scomparso domenica 29 gennaio. Continua


di Stefano Lorenzetto
Tre mesi di sospensione dalla professione, contro i sei che gli erano stati inflitti in primo grado dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia per il caso riguardante Dino Boffo, il direttore di Avvenire che nel settembre 2009 si dimise dopo una campagna di stampa del Giornale scaturita da una condanna per molestie. Il verdetto contro Vittorio Feltri, pronunciato la scorsa settimana dal Consiglio nazionale della categoria, è mite solo all’apparenza. Continua
Ventisei anni fa, di visite suo marito ne ricevette tre. Poche, per 13 mesi di detenzione. Durante quei 407 giorni di carcere preventivo, Angelo Rizzoli (che il 26 febbraio 2009 è stato assolto dall’ultima delle sei accuse che gli erano arrivate dopo il crac della casa editrice, cadute una dopo l’altra davanti ai giudici) soffrì anche l’umiliazione della solitudine. Probabilmente è per questo che Melania De Nichilo, signora Rizzoli dal 1998, sente così vicina la causa dei carcerati.
Medico, parlamentare del Pdl, membro della commissione d’inchiesta sugli errori in campo sanitario, Melania Rizzoli da due anni ha scelto di approfittare del suo ruolo politico per stare vicina ai detenuti. Della sua attività , però, si è parlato soprattutto dalla fine di febbraio, dopo che ha visitato uno dopo l’altro i protagonisti degli scandali politico-finanziari più recenti: Angelo Balducci, Silvio Scaglia, Nicola Di Girolamo, Giorgia Ricci Mokbel, Silvio Fanella…
Sono tutti detenuti noti, le loro vicende riempiono le pagine dei giornali. L’accusa è immediata: lei va a trovarli per avere pubblicità . Come si difende?
Non mi interessa fare vetrina, vado là dentro perché sono ispettore della commissione d’inchiesta sanitaria. Dal 2008 visito le carceri per verificare e per intervenire in situazioni d’irregolarità .
Che effetto le ha fatto veder piangere un omone grande e grosso come Nicola Di Girolamo, l’ex senatore del Pdl?
Mi si è stretto il cuore, era sotto shock. Nonostante fosse preparato da giorni all’arresto, non sembrava avere compreso di essere in carcere: si era portato dietro una valigia, ovviamente sequestrata. Si è commosso quando l’ho chiamato senatore. Continua

Il premier Silvio Berlusconi con il presidente della Camera Gianfranco Fini
Dice un aforisma africano: è il cuore che dona, le mani danno.
Ma, da sempre, i doni in politica hanno un che di simbolico. Partono dal cuore e vanno, spesso, oltre. Continua
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Flavia Perina (del Pdl), direttore del Secolo d'Italia e Walter Veltroni
Il femminile “direttrice” al posto del ben più usato titolo di “direttore” non è una priorità . “È identico, come preferiscono gli interlocutori”, dice Flavia Perina, 51 anni, romana, eletta alla Camera col Pdl e dal 2000 prima donna alla guida del Secolo d’Italia, storica testata che ha seguito sin dalla nascita l’evoluzione della destra italiana, dal Msi ad An e, dallo scorso marzo, il Pdl, soprattutto nella sua componente vicina al presidente della Camera, Gianfranco Fini. Panorama.it l’ha intervistata per capire da vicino il dibattito interno al centrodestra, tra il braccio di ferro Berlusconi – Fini e le pretese degli alleati leghisti. Leggi l’intervista
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Altro che libertà di stampa. In Italia i quotidiani esercitano da un po’ la “libertà ” di petizione (legittima, s’intende). E non è una metafora. Ormai alcuni dei principali fogli nazionali si stanno trasformando in “comitati” contro qualcosa o qualcuno. Guelfi e Ghibellini: il solito e annoso duello italico. In salsa web 2.0, però, dati i tempi.
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“Vergognosa”. Paolo Garimberti, presidente della Rai, ha definito così la campagna di Libero e il Giornale contro il canone Rai, foraggiatore di trasmissioni-contro come l’AnnoZero di Santoro che sembrano avere ben poco di servizio pubblico (ma molto di battaglia privata). Continua

Foto: Marco Merlini/Lapresse
Vittorio Feltri, dal suo Giornale, a Fini lo chiede esplicitamente: “Sei ancora di destra o da quella parte ti sei fatto superare da Berlusconi?”. E il presidente della Camera risponde, anche se indirettamente: a parlare per lui Alessandro Campi, direttore scientifico dell’associazione finiana “Fare Futuro”, che sottolinea come “è ridicolo accusarlo di non essere di destra: Fini lo è, ma il suo modo di intendere la destra è diverso da quello di Feltri”.
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