Leggi tutte le notizie su:


volo

Io, “prigioniero” a Barcellona. In attesa di un volo che mi riporti in Italia

Alcuni aerei fermi all'aereoporto di Malpensa

Alcuni aerei fermi all'aereoporto di Malpensa

Volo Easyjet EZY9766: ormai il nome lo conosco bene. Alle mie orecchie suona come il volo Oceanic 815 di Lost. Da due giorni, insieme agli altri 168 passeggeri, cerco di tornare in Italia da Barcellona. Il nostro punto di arrivo sarebbe (condizionale più che mai d’obbligo) Malpensa, il grande hub della locomotiva d’Italia: quello del Nord che funziona. Continua

Voli puntuali? A Fiumicino la maglia nera per i ritardi

Passeggeri in aeroporto

“Presto, all’aeroporto” fa l’uomo al taxista di turno. Che parte sgommando e lascia il passeggero all’area partenze dello scalo. Dove scoprirà che il volo… è in ritardo.
Classica scena da film? Non proprio: capita spesso anche nella realtà. Italiana (soprattutto) ed europea.
Ma, se negli scali del Vecchio Continente, stando a un rapporto del giugno scorso di Eurocontrol - l’organizzazione per la sicurezza del traffico aereo - si comincia a volare mediamente più in orario, rispetto all’anno scorso, a far difetto sono quasi tutte le tratte che partono da aeroporti italiani. Roma Fiumicino in testa.

Fiumicino maglia nera
Lo scalo Leonardo da Vinci ha la maglia nera e guida la classifica della poca puntualità al decollo, con una media di 20,8 minuti per ogni volo.
La rotta con minore puntualità è da Parigi a Istanbul con una media, sempre a giugno, di 25,2 minuti di ritardo. Ma già al secondo posto (e per un solo secondo) c’è Fiumicino-Torino, la rotta italiana con i maggiori ritardi in partenza, 25,1 minuti di ritardo in media per ogni volo. Ma nella lista nera delle prime venti ci sono anche la Fiumicino-Palermo (terzo posto), Fiumicino-Malpensa (quarto), Fiumicino-Atene (sesto), Fiumicino-Catania (decimo), Fiumicino-Venezia (diciassettesimo), Torino-Fiumicino (ventesimo).
Tra organizzazione dei voli e degli equipaggi, e altri disservizi, i ritardi causati dai vettori incidono a Fiumicino più che in ogni altro aeroporto. Un problema, questo, che a Fiumicino è legato anche a ritardi nei servizi di terra, come per i bagagli, affidati a quattro diverse società dopo che è stato scelto di aprire alla concorrenza del settore.
Dopo Roma Fiumicino, per trovare grandi aeroporti nella classifica degli scali con maggiori ritardi al decollo, si va direttamente al nono posto per New Jork Jfk (fuori dall’area di Eurocontrol ma inserito nelle classifiche come termine di paragone) con 17,2 minuti.
C’è poi l’Ataturk di Istanbul, all’undicesimo con 15,7 minuti; Londra, al dodicesimo con 15,1 minuti. Gli altri sono per lo più scali secondari. Con altri tre scali italiani: Pisa al settimo posto, Napoli al sedicesimo, Torino al diciottesimo.
Quanto ai ritardi all’arrivo va meglio per Fiumicino ma non in generale per gli scali italiani, con cinque nella top-20: Pisa al quinto posto, Torino al dodicesimo, Fiumicino al quindicesimo, Napoli al sedicesimo, Roma Ciampino al ventesimo

Le rotte più battute
La rotta aerea più trafficata in Europa a giugno è stata Barcellona-Madrid. Linate-Fiumicino (-27% del traffico rispetto a giugno 2008) è al terzo posto, dopo Tolosa-Parigi. Nelle prime venti anche Palermo-Roma (+8%) al diciassettesimo posto e Catania Roma (-16%) al diciannovesimo.
Più in generale, a giugno 2009 rispetto a giugno 2008 Eurocontrol ha rilevato per gli aeroporti europei un calo del traffico dell’8%, colpa della crisi, ed una media di ritardi che considerando tutte le cause è stata di 10,4 minuti per i decolli e 10,1 minuti per gli arrivi, in calo del 24-25%. Il 39,4% dei voli in Europa è decollato in ritardo (di questi il 18,2% con ritardi oltre i 15 minuti), ed il 36,7% è stato in ritardo all’arrivo (18,1% oltre i 15 minuti). Ma va anche registrato che a giugno il 17,1% dei voli è decollato in anticipo rispetto all’orario previsto, ed il 37,5% è atterrato in anticipo.

Donna partorisce in volo. Poi l’elicottero precipita: tra i 5 morti anche il neonato

Elicottero cade in Corsica

In volo, in elicottero, verso l’ospedale più vicino dove avrebbe dovuto partorire. Quasi una situazione di routine per le remote località tra le montagne della Corsica che però si è trasformata in tragedia: l’elicottero è precipitato e sono morte le cinque persone a bordo compresa la donna di 20 anni che nel frattempo, e proprio in volo, aveva partorito il suo bambino.
Il corpo del neonato è stato ritrovato dai pompieri sul luogo del disastro, tra i rottami, sulle impervie montagne dell’Alta Corsica. Lo riferiscono media francesi online.
L’elicottero della protezione civile corsa, un Dragon 2b, era decollato ieri sera alle 19.15 dal centro di soccorso di Ponte Lecchia (in Alta Corsica), la donna incinta vi era stata trasportata dal villaggio di Lento, distante una decina di chilometri. Ma circa 20 minuti dopo la partenza, il velivolo è scomparso: il segnale radio si è interrotto quando l’elicottero avrebbe dovuto sorvolare la catena montuosa di Lancone, a sud-est di Bastia, in rotta verso il centro ospedaliero di Bastia. Ma da bordo il pilota non ha lanciato alcun s.o.s., non ha nemmeno segnalato la nascita del bimbo in volo.
Con ogni probabilità il disastro aereo è stato causato dal maltempo che imperversava nella zona, riferiscono le autorità, non si possono tuttavia escludere altre cause, forse anche connesse alla eccezionalità della situazione a bordo.
Una trentina di uomini, tra poliziotti e vigili del fuoco, sono stati mobilitati per le ricerche, tra cui anche corpi speciali. I resti dell’elicottero sono stati localizzati questa mattina intorno alle 3.30. Insieme con la donna e il suo bambino, sono morti il medico che viaggiava con lei, una donna di 43 anni, il pilota e il co-pilota.
Il ministro dell’interno francese, Michele Alliot-Marie, ha espresso la sua “profonda commozione” per l’accaduto e ha annunciato un’inchiesta amministrativa e tecnica per determinare le cause dell’incidente.

Le dritte di Altroconsumo: Sicurezza nei cieli, volare più alto

Aereo in volo

Adesso forse ci sarà chi approfitterà di questa triste occasione, l’incidente all’aeroporto di Madrid, per dare addosso alle compagnie low cost, organizzando il solito teorema: basso prezzo, scarsa sicurezza.
Come dimostrano le statistiche, le compagnie a basso costo risparmiano su numerose voci di spesa, ma non certo sulla sicurezza. Anche a volerla vedere cinicamente, questa garanzia è un indispensabile punto di forza che qualunque compagnia deve avere per continuare a volare. Senza questo requisito, ogni strategia aziendale (prezzi contenuti, procedure snelle, brevi soste in aeroporto, servizi ridotti al minimo…) fallisce.
I voli low cost, come del resto i viaggi con le compagnie tradizionali, sono sottoposti a precise regole di sicurezza internazionale. Da qualche anno è stata istituita l‘Agenzia europea per la sicurezza aerea, l’Easa, che informa periodicamente gli Stati membri circa le problematiche del settore. Negli ultimi anni sono stati uniformati maggiormente i criteri internazionali che garantiscono la sicurezza di chi viaggia in aereo. In Italia è l’Enac l’ente che esercita il controllo sul trasporto aereo. La Comunità europea nel frattempo ha stilato una lista nera delle compagnie considerate non sicure, aggiornata ogni tre mesi, alle quali è vietato volare nei cieli comunitari. Per ora l’elenco comprende soprattutto compagnie africane e asiatiche. Questi aerei non possono volare in Europa, ma non possono neanche essere usati dai tour operator per tratte extraeuropee.
È stato fatto qualche passo anche verso una maggiore trasparenza del settore. Dal 2006 i viaggiatori hanno il diritto di essere informati sull’esatta identità del vettore aereo per cui pagano il biglietto, anche se si tratta di charter inseriti in pacchetti turistici.
Nessuna sbavatura, dunque? Non è esattamente così. Del resto non lo nasconde la stessa Commissione europea, che sul proprio sito segnala che “non è stato possibile procedere a un controllo completo in tutti i casi, data la totale assenza di informazioni per alcune compagnie aeree, che potrebbero operare ai limiti o al di fuori del sistema di aviazione internazionalmente riconosciuto”. Inoltre va detto che le autorità degli Stati membri della Comunità europea fanno ispezioni limitate solo ai velivoli delle compagnie che volano da/verso aeroporti comunitari, e i controlli sono fatti a campione, visto che con l’attuale traffico dei cieli non sarebbe possibile esaminare tutti gli aerei che atterrano in ogni aeroporto. In altre parole c’è il rischio che la lista nera delle compagnie bandite non sia del tutto completa. Senza voler screditare la legislazione comunitaria e nazionale, Altroconsumo da tempo chiede standard più elevati di sicurezza per i velivoli e maggiori garanzie sui controlli delle strutture aeroportuali, da intensificare nei momenti critici come le settimane di alto traffico vacanziero.

E alla fine Mastella ai grillini sibilò un inequivocabile “vaffa”

Il ministro della Giustizia Clemente Mastella e la moglie Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, alla Columbus Day Parade di  New York
Sembrava tornato il sereno tra Clemente e Beppe. Sembrava addirittura dovessero scrivere un libro insieme. Sembrava fosse scoppiato l’amore e invece…
Tra Mastella e Grillo (e i suoi sostenitori), siamo sempre lì: ai ferri corti. I fan (anzi, gli amici, appartenenti al “Beppe Grillo meetup Group“) del comico ligure hanno accolto il ministro a New York, mentre sfilava sulla 5th avenue, in occasione del Columbus Day, con una fascia di “honored guest” intorno al corpo, seduto su una Maserati Ghibli bianca, assieme alla moglie Sandra Lonardo.
E mai accoglienza fu più indigesta: prima i grillini hanno alzato cartelloni di sostegno al pm De Magistris (”E adesso trasferiteci tutti”) poi hanno cantato slogan a favore del giudice catanzarese (”De Magistris, De Magistris” hanno scandito ritmicamente), mentre i bersaglieri stavano intonando il “Va pensiero” e l’Inno italiano.
Poi hanno chiesto al ministro di dimettersi, urlando a voce alta per sovrastare il frastuono della banda e infine gli hanno “pregato” di dire qualcosa, di parlare, di fare una dichiarazione.

Mastella, fino ad allora sorridente tra un saluto e l’altro, si è scurito in volto e ha reagito. Ed è lì che i grillini lo hanno “beccato”, con la videocamera, mentre rispondeva ai suoi contestatori con la parola più alla moda del momento: “Pensavo foste 50 mila, invece siete cinque…”, avrebbe detto il ministro. Per poi sillabare (o sibilare) un inequivocabile “vaffa”.
E il filmato, manco a dirlo, è finito sul web. Per l’indignazione di molti ma soprattutto per le bacchettate che Grillo non ha mancato di mandargli.
In precedenza, Mastella era tornato sulle discusse dichiarazioni a proposito del rischio di un nuovo terrorismo legato al clima politico italiano. Scambiando alcune battute con i giornalisti prima dell’inizio della parata, il ministro aveva fatto riferimento al discorso che Aldo Moro pronunciò alla Camera il 18 novembre 1977. “Lui disse ‘non ci faremo processare sulle piazze’, io ripeto non ci lasceremo processare sulle piazze mediatiche o su qualsiasi piazza”.
Il ministro della Giustizia ha anche liquidato con una battuta le polemiche sui costi del volo che lo ha portato a New York. “Ogni anno viene qualcuno e non ci sono polemiche, quest’anno sono venuto io e ci sono state polemiche. La verità - ha concluso - è che me lo sono pagato io”: 8.800 euro per lui e per la moglie.
Ma anche questo a Grillo non basta. Dal suo blog, commentando la visita di Mastella al Columbus day, il Beppe nazionale ha scritto: “Il ministro in trasferta, scortato solo da quattro guardie del corpo, ha sfidato il terrorismo su una macchina scoperta (…). Il coraggio di Mastella di fronte ai terroristi che lo perseguitano in patria e all’estero va premiato. Il Consiglio dei ministri deve dotarlo di una ‘mastellamobile’ di proporzioni adeguate e vetri antiproiettile”.

Questo il VIDEO di YouTube col “vaffa” di Mastella:

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
  • Applicazioni Mondadori
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!