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A Todi si celebra la fine del clericalismo

Il convento di Montesanto dove si svolge il forum delle associazioni di ispirazione cattolica oggi 17 ottobre 2011 a Todi. CROCCHIONI/ANSA

Il convento di Montesanto dove si svolge il forum delle associazioni di ispirazione cattolica oggi 17 ottobre 2011 a Todi. CROCCHIONI/ANSA

Todi segna la fine del clericalismo il quale consiste nel delegare a qualcun altro l’incombenza di essere cattolici al posto nostro. Ed è ciò che i partiti della Seconda Repubblica hanno insistentemente fatto quando hanno omaggiato il Vaticano credendo di ottenere in questo modo anche il voto dei cattolici. Todi può significare la fine di questo “assedio” alla Chiesa da parte dei partiti. Continua

Né fuga all’estero né politica: i giovani scelgono il servizio. Parola di Scout

Un gruppo di scout dell'AGESCI alla cerimonia per il centenario dello scoutismo

Un gruppo di scout dell'AGESCI alla cerimonia per il centenario dello scoutismo

“Figlio mio, lascia questo Paese”. La lettera del rettore della Luiss Pier Luigi Celli pubblicata qualche giorno fa su la Repubblica ha suscitato reazioni opposte di sostegno o di condanna. Lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto la sua sul tema esortando i giovani a non perdere fiducia nel futuro del Paese e a non fuggire all’estero. Continua

Per le Acli manovre centriste. Se il Pd si spacca, prua al terzo polo

acli

Primi movimenti nelle Acli in vista di una scomposizione dell’attuale centrosinistra. Con 980 mila iscritti e 8 mila strutture territoriali, tra cui 4 mila circoli, 105 sedi provinciali e 21 regionali, le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani rappresentano la più importante realtà organizzata nell’area del laicato cattolico. Fino al 1992 sono state legate alla Dc, dopo la fine della Balena bianca sono rimaste a gravitare nell’area del centrosinistra. Adesso, con l’eventualità di una sconfitta del Pd alle viste dell’appuntamento elettorale di giugno, e il rischio di un terremoto che finirebbe con lo spostare a sinistra il baricentro del partito di Dario Franceschini, dentro l’organizzazione guidata da Andrea Olivero ci si prepara a scenari diversi. Compreso quello di un “nuovo centro” con moderati di varia estrazione e cattolici usciti dal Pd.
Proprio allo scopo di agganciare il futuribile nuovo soggetto senza (almeno in un primo momento) impegnare direttamente le Acli nasce la fondazione Achille Grandi per il bene comune, sigla autonoma che vedrà al timone Michele Rizzi, vicepresidente nazionale delle Associazioni. Obiettivi: curare la formazione di una nuova classe dirigente di ispirazione cattolica e costruire una rete di esperti per scrivere proposte di legge e fare azioni di lobbying sui tipici temi aclisti.

Un Barbone candidato a Foggia: la provocazione dei senza tetto

Un clochard a Roma
Antonio Barbone è nato a Foggia. Fino a qualche anno fa era un noto e brillante commercialista. Sposato, due figli. Una vita appagante e densa di impegni. Poi il tracollo: incombe il divorzio, la perdita del lavoro, della serenità. La vita gli sfugge letteralmente di mano; tra alimenti da pagare, figli da mantenere e lo studio da commercialista da portare avanti. Antonio non ce la fa a risalire e crolla. Perde tutto, ogni cosa. Non gli rimane altro che scegliere un’alternativa impensabile prima di allora: diventa un clochard.
Il cambiamento di rotta segna inevitabilmente il suo percorso tanto da voler far conoscere a tutti la propria triste vicenda umana e personale. E lo fa in modo assolutamente singolare, ovvero attraverso la candidatura a sindaco di Foggia.
La notizia fa il giro del Paese, ripresa da tutte le agenzie e rilanciata da tutti i media (tv, web, giornali), per nulla insospettiti da quel cognome ironico e rivelatore del destino dell’uomo.

E infatti, ecco il colpo di scena. Quella di Antonio Barbone è solo una storia, un racconto. Il clochard non esiste. Il protagonista della vicenda è un simbolo che nasce con lo scopo di far riflettere la cittadinanza su un problema assai radicato, quello dei senza fissa dimora. Autore ed inventore del personaggio in questione è Emiliano Moccia, direttore del quotidiano Il FogliodiVia, il giornale di strada dell’Associazione di volontariato “Fratelli della stazione”, che da anni si occupa prevalentemente di migranti e senza tetto che vivono in completo stato di abbandono nei pressi dello scalo ferroviario della città. “L’idea è nata quasi un anno fa, in vista di queste elezioni amministrative. Ed è la conclusione ideale di un percorso di sensibilizzazione ed informazione su senza fissa dimora e migranti che portiamo avanti da diversi anni: prima la nascita del giornale di strada FogliodiVia, poi l’organizzazione delle giornate interetniche e della notte dei senza dimora” dice Moccia a Panorama.it.

E aggiunge: “La nostra intenzione era di candidare realmente uno dei senzatetto che incontriamo in stazione, ma non è stato facile perché non hanno la residenza anagrafica”. E allora Moccia decide di dar vita ad un sindaco virtuale, “con la speranza che i veri candidati sindaci raccolgano le proposte, diano un’occhiata al blog e si mettano quanto meno in discussione”. Un programma elettorale stringato, suddiviso in dieci punti salienti: la costituzione di un dormitorio comunale, una mensa per poveri, bagni pubblici dedicati, un centro diurno per senzatetto, l’attuazione della “via per i poveri’, la figura del consigliere aggiunto per i migranti, un osservatorio permanente sulle povertà, politiche di inclusione per chi vive in fragilità sociale ed altro ancora. Con tanto di slogan accattivante (“Meglio un sindaco povero che un povero sindaco”) e di un sito sul quale scorrono, uno dietro l’atro, messaggi di ammirazione e sostegno per il pseudo primo cittadino della città pugliese, nonostante sia una leggenda. “Il blog è a disposizione di tutti, in modo particolare dei veri candidati sindaci (ben nove, ndr), possono copiare, prendere spunti, approfondire”, aggiunge Moccia. “Il sogno è che almeno uno dei punti riportati nel programma venga attuato dalla prossima amministrazione comunale. Speriamo che la classe politica capisca il senso dell’iniziativa”.

 

Al momento, la reazione è di stupore, ma c’è la volontà da parte dei candidati foggiani di leggere il programma dell’antagonista virtuale. Lo conferma a Panorama.it Elisabetta Menga, giornalista locale: “Nessuno, nemmeno gli ideatori del candidato che non c’è, avevano immaginato una tale risonanza a livello mediatico, ma adesso la provocazione è stata lanciata e i politici locali saranno tenuti quanto meno a dare un’occhiata a questo programma”. Così ha fatto Italo Pontone, candidato nelle liste del Pd. “Non capisco bene il senso di questa provocazione, ma sicuramente, nel corso della campagna elettorale, sensibilizzeremo ulteriormente l’annoso problema dei senza tetto”. Anche se, confida: “L’amministrazione di centro sinistra ha creato un edificio dedicato a questa fascia di popolazione disagiata in cui ci sono stanze che restano solitamente vuote non si è mai registrato un riscontro davvero importante. Spesso ci siamo scontrati con la mentalità di chi sceglie di vivere nelle medesime condizioni”.
Più conciliante Lucia Lambresa, candidata sindaco per il partito di Pierferdinando Casini: “Tutte le provocazioni sono utili quando accendono i riflettori su problematiche serie ed importanti come quello dei senza fissa dimora”, afferma l’esponente Udc. “Per cui ho accolto favorevolmente l’iniziativa dei redattori del giornale” dice a Panorama.it . “Nel nostro programma daremo molto risalto e spazio a queste tematiche. Leggerò e valuterò attentamente quanto viene suggerito nella lista in questione confrontandola con la realtà foggiana”.
Ad Antonio Barbone sarà dedicato un intero numero di Foglio di Via, che sarà diffuso come sempre dai poveri. Il sasso stato lanciato, si attendono riscontri.

 

 

 

 


Il non-profit si sgancia dal Pd

Assistenza ai poveri

Maretta politica nel Forum del terzo settore, che coordina il mondo non-profit italiano e che dal 2005 siede come parte sociale in molti tavoli negoziali con il governo. Alcune delle principali organizzazioni associate, come Acli, Compagnia delle opere, Movimento cristiano dei lavoratori, spalleggiate dal settimanale Vita hanno chiesto le dimissioni delle due portavoce del Forum, Wilma Mazzocco (ex presidente di Federsolidarietà-Confcooperative) e Maria Guidotti (già presidente dell’Auser) a causa dei loro legami, considerati troppo forti, con il Pd. Mazzocco è stata membro del comitato promotore del partito di Walter Veltroni, Guidotti è nella direzione nazionale.

In una concitata riunione dell’esecutivo del Forum, il 22 luglio, è passata la linea suggerita dal presidente dell’Arci, Paolo Beni: per scegliere tra Forum e Pd, Mazzocco e Guidotti avranno tempo fino a settembre. La tesi dei sostenitori dell’incompatibilità è che con il governo Berlusconi bisogna dialogare, non si può correre il rischio di schiacciare tutto il mondo del non-profit su una linea di opposizione. Il presidente dell’Mcl, Carlo Costalli, ha sostenuto che il Forum non può ridursi al collateralismo; e nei confronti, per di più, del partito di opposizione.

(E.C.)

Colletta alimentare: un giorno di spesa per un aiuto lungo un anno

Volontari della Colletta Alimentare, fuori da un supermercato nell'edizione del 2006
di Guido Castellano

Quando il signor Francesco, 69 anni, alle 9 di mattina del martedì e del giovedì apre le porte del Pozzo di San Nicola, nel quartiere industriale di Sestri Ponente alla periferia di Genova, c’è già una fila composta e silenziosa di persone che aspettano. Mamme, papà, anziani ed extracomunitari che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese trovano sugli ordinati scaffali di Francesco e dei 20 volontari che lavorano con lui tutto quello che serve in casa. Il suo è un supermercato un po’ speciale, però: non ci sono né casse né cassieri.
“Lo scorso anno abbiamo distribuito a più di 300 famiglie 11 tonnellate di cibo gratis” spiega il fondatore del centro, padre Modesto Paris, sacerdote agostiniano.
Quello di Genova Sestri è solo uno degli oltre 7 mila enti che quotidianamente offrono generi alimentari ai bisognosi. Tonnellate di cibo che ricevono dalla Fondazione nazionale Banco alimentare, associazione onlus che opera in Italia da 18 anni e che oggi sfama oltre 1,3 milioni di persone ogni giorno.
“Il miracolo nasce da un’idea geniale avuta nel 1989 da Danilo Fossati, presidente della Star, e monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento Comunione e liberazione” ricorda don Mauro Inzoli, presidente della Fondazione. Il Banco alimentare raccoglie nei suoi 20 magazzini distribuiti sul territorio nazionale le eccedenze alimentari di oltre 400 grandi aziende come Barilla e Ferrero. Prodotti con difetti (etichette e confezioni sbagliate) o prossimi alla scadenza che non potrebbero essere messi in commercio. “Arrivano anche tir dall’Unione Europea carichi di riso, latte, formaggi e scatolame: eccedenze produttive ridistribuite fra gli stati membri” prosegue don Inzoli. “In più ogni anno organizziamo quella che noi chiamiamo Colletta alimentare, che quest’anno è giunta alla 11ª edizione”.
Sabato 24 novembre, davanti a oltre 6.800 supermercati, 100 mila volontari del Banco distribuiranno all’ingresso sacchetti di plastica vuoti ai clienti, che poi ritireranno all’uscita, si spera pieni. In prima fila a riempire i sacchetti e caricare i camion anche testimonial come Marcello Lippi, allenatore della Nazionale di calcio che ha vinto i Mondiali in Germania, e il pilota di formula uno Giancarlo Fisichella. “Confidiamo nel senso di carità di chi va a fare la spesa e può permetterselo” aggiunge don Inzoli. “Lo scorso anno è andata bene. Abbiamo raccolto 8.422 tonnellate di generi alimentari, per un totale di 26,2 milioni di euro”.
Pasta, olio, tonno in scatola, zucchero, farina, sugo che tramite i volontari arrivano a famiglie e anziani, comunità per minorenni e ragazze madri, mense per i poveri, comunità di recupero per tossicodipendenti e malati di aids e case per disabili.
La locandina della Colletta del 2007. Questi i numeri del Banco Alimentare: 8.422 tonnellate di cibo sono state raccolte durante la Colletta alimentare 2006 per un valore di 26,2 milioni di euro. 65.976 tonnellate di cibo raccolte in totale nel 2006 dal Banco alimentare. 1,3 milioni di persone, in Italia, ogni giorno mangiano grazie al Banco. 7.122 enti ricevono e distribuiscono gli aiuti del Banco
Un progetto, quello gestito dall’intraprendente sacerdote, che ha le sue radici negli Stati Uniti. La prima food bank nasce a Phoenix in Arizona alla fine degli anni Sessanta con lo scopo di valorizzare socialmente le eccedenze alimentari attraverso la selezione, lo stoccaggio e la distribuzione a titolo gratuito alle strutture di assistenza. Oggi sono oltre 200 negli Usa e più di 150 i banchi in Europa, aderenti alla Fédération européenne des banques alimentaires.
Ma il Banco alimentare non è soltanto un servizio impersonale: “Si tratta di un’esperienza di vita, di amicizia e di condivisione” assicura don Inzoli. “Un’esperienza che è più forte della diversità di idee e che rende a tutti una convivenza più umana, dove a prevalere è l’essere, l’uomo”.

No profit, no web: i siti del terzo settore non superano la prova

La home del sito di Banca Etica
Il mondo del volontariato sul web non è efficace e non riesce a dialogare con i giovani. Lo dice una ricerca del gruppo di lavoro della dell’Università degli studi di Udine, coordinato da Francesco Pira, docente di Comunicazione sociale e pubblica e Relazioni pubbliche. Il rapporto ha preso in considerazione 23 siti, divisi per otto aree tematiche: pubblica assistenza, volontariato, tutela dell’ambiente, protezione animali, donazione del sangue, economia sociale, tutela dei minori e diritti umani. Di questi soltanto sei sono risultati accessibili: Wwf, Fare Verde, Altro Mercato, Banca Etica, Unicef, Emergency e Telefono Azzurro, che però ha soltanto la possibilità dell’ascolto audio di alcuni contenuti.

“Rispetto alla rilevazione del 2006″, spiega il professor Pira, “è cambiato pochissimo e le critiche che avevamo mosso non sono state raccolte. Non sono aumentati gli investimenti”. Alcuni miglioramenti ci sono stati, soprattutto nelle pagine di Wwf, Altro Mercato, Nessuno Tocchi Caino ed Emergency. Ma l’unica novità viene da Green Peace che trasferisce su You Tube le immagini di alcune attività importanti. Emercgency ha mantenuto alti gli standard dei contenuti, mentre Avis, Fratres e Caritas hanno compiuto piccoli passi in avanti. Nell’insieme, però, il lavoro svolto non è soddisfacente. Secondo Pira questo accade perché “il mondo del volontariato non si fida della rete e forse preferisce concentrarsi in attività sui territori. Ma le due cose non sono incompatibili. C’è un forte bisogno di trovare sul web risposte a quesiti che magari tantissime donne e uomini, ragazze e ragazzi mai riuscirebbero a porre di persona ma potrebbero invece farlo attraverso una mail o un sms”. Scarsa anche l’attenzione per le fasce deboli: “L’accessibilità per i non vedenti, gli ipovedenti e le persone che non fanno uso degli arti è quasi nulla. Non c’è, come abbiamo già detto in passato, nessun obbligo di legge al contrario che per i portali pubblici, ma rimane quello etico-morale”, sottolinea Pira.

Insomma, a fronte di una richiesta sempre maggiore degli utenti (soprattutto giovanissimi), le associazioni italiane non riescono a dare risposte soddisfacenti e non sanno utilizzare il mezzo più immediato a loro disposizione: internet. “Anche perché”, dicono dall’università di Udine, “il volontariato a differenza della politica, delle istituzioni e delle imprese non ha utilizzato e non utilizza per implementare i contenuti i laureati in Relazioni pubbliche o Scienze della comunicazione che hanno il giusto know how per lavorare a questi progetti”.

Anziani, tutte le dritte per sopravvivere nelle città vuote e roventi

[i](Credits: Ansa)[/i]
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L’estate astronomica è iniziata solo da pochi giorni ma già si affronta l’emergenza del grande caldo. Soprattutto al sud, dove l’afa ha causato le prime vittime, la chiusura di alcune aziende e i black out di energia. A farne le spese sono soprattutto gli over 65 che insieme ai bambini soffrono più degli altri temperature tropicali, afa e umidità alle stelle. Come tutti gli anni l’Onlus Auser ha messo online uno speciale dedicato all’emergenza caldo per aiutarli a superare una torrida estate in città, quando i figli si allontano per le vacanze e anche le piccole esigenze quotidiane diventano un problema. Possono bastare semplici accorgimenti di stile di vita e alimentazione, come sintetizzato nel decalogo dell’associazione. “Online c’è una guida scaricabile gratuitamente con i suggerimenti per affrontare il caldo; in più abbiamo potenziato il numero verde Filo d’argento 800.99.59.88, senza scatto alla risposta, per combattere la solitudine e offrire servizi fondamentali” spiega Giusy Colmo, portavoce Auser. Sì, perché se alcuni, con i figli in ferie, possono contare su badanti o spesa online (Esselunga, Volendo, Coop, Basko e altri consegnano a domicilio con un sovrapprezzo tra i 5 e gli 8 euro, ma spesso gratis per i disabili e gli anziani), secondo Auser l’identikit di chi corre i rischi maggiori è quello di “una persona anziana che vive sola, in un appartamento piccolo ai piani alti, privo di condizionamento, con un basso livello socio-economico”.
In questi casi con una chiamata al numero verde 800.99.59.88 (attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20 e in Lombardia 24 ore su 24) gli anziani rimasti soli in città potranno chiedere la consegna a casa di spesa e medicinali, il trasporto verso strutture sanitarie nel caso di visite o terapie e avere informazioni su iniziative di svago e intrattenimento vicino a loro. Ma anche fare due chiacchiere perché, insieme all’afa, il problema dell’estate si chiama solitudine ed emarginazione. Proprio per questo i volontari Auser monitorano i servizi per gli anziani offerti dai Comuni di tutta Italia, come ad esempio quelli dell’Associazione Nonna Roma nella capitale, e li raggruppano sul sito, aggiornandoli quotidianamente.
Un altro numero da tenere a portata di mano è il 1500, call center del Ministero della Salute attivo tutti i giorni fino al 31 agosto dalle 8 alle 20. Fornisce consulenza telefonica e orientamento ai servizi socio sanitari aperti per ferie; l’estate scorsa le chiamate sono state più di 6.000. Inoltre il Ministero ha messo online una guida per prevenire e limitare i problemi di salute e suggerisce di tenere d’occhio la segnalazione delle ondate di calore a cura della Protezione Civile, che può prevedere l’innalzamento della colonnina di mercurio fino a 72 ore prima in 17 città italiane (Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Pescara, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Verona).
Il 118 resta infine il numero fondamentale da digitare per le emergenze, gli incidenti, la richiesta di ambulanze, il reperimento del Medico della Continuità Assistenziale (la vecchia Guardia Medica) e anche per conoscere le farmacie di turno.

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