

Il vicesegretario del Partito Democratico, Enrico Letta
Mai fidarsi di quelli che si presentano come persone miti, posate, specie se hanno la faccia da bravi ragazzi. Prendi Enrico Letta, il vicesegretario dei democratici. Quando c’era una baruffa politica in corso riportava tutti alla calma. “Niente risse, non piacciono agli elettori” diceva senza che gli occhialetti si spostassero di un millimetro. Continua

Il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo
È stato sicuramente un caso, un caso curioso, che nell’arco di 24 ore il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e uno dei manager italiani più in vista, ossia Luca Cordero di Montezemolo, abbiano deciso di intervenire sull’attuale situazione politica dicendo pressocché la stessa cosa: no al voto anticipato, la maggioranza si ricompatti, basta con i veleni e così via. Ma mentre il primo fa il Capo dello Stato, l’altro nell’agone politico non ci ha mai voluto mettere, almeno finora, nemmeno la punta del piede. Tanto che, appena pubblicata la nota sul sito di Italia Futura, la fondazione a lui vicina, diversi esponenti del Pdl hanno sottolineanto che prima di parlare di “governo deludente”, Montezemolo dovrebbe avere il coraggio di “scendere in politica esplicitamente”. Continua


Beppe Grillo durante una manifestazione
È il destino, ingrato, dei grilli parlanti quello di non essere capiti. Succedeva con Pinocchio, che invece di seguire i buoni consigli andava dietro  al Gatto e alla Volpe. Succede con Beppe che scrive il “Comunicato politico numero 34“ (un nome che neanche quelli del glorioso Partito comunista marxista-leninista si sognerebbero più di usare) e poi quei cattivoni che lo leggono lo travisano.
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Il segretario del Pd Pierluigi Bersani (Ansa)
Una volta era quello che “tre prosciutti non ci vengono fuori da un maiale”, per spiegare la finanziaria. Pierluigi Bersani, ex compagno delle campagne piacentine e superministro allo Sviluppo economico durante il Prodi bis - passato alla storia come ministro delle lenzuolate, ossia tra i più liberisti che abbia avuto il centrosinistra - non è estraneo alle metafore agricole. Continua
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I parlamentari dell'Idv protestano a Montecitorio, dopo la votazione finale sul Legittimo Impedimento
Cronaca di un’ordinaria giornata di bagarre alla Camera: tra cartelli, urla e contestazioni il testo sul legittimo impedimento ottiene il disco verde dalla Camera. Con 316 voti a favore, 239 contrari e 40 astensioni (l’Udc ed i deputati delle Minoranze linguistiche e dei Liberaldemocratici) il provvedimento, che permetterà al presidente del Consiglio ed ai ministri di non comparire per 18 mesi alle udienze giudiziarie in caso di concomitanti impegni istituzionali, ora passa all’esame del Senato. Continua
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Immagine d'archivio di una sezione elettorale (Ansa)
C’è un “terzo” polo in Italia e non è quello auspicato dai centristi: è il partito degli indecisi. Il suo peso nel panorama politico italiano? Se domani si andasse, ipoteticamente, a votare alle politiche, gli incerti sarebbero circa il 35,8% secondo l’ultimo sondaggio Ipsos - Il Sole 24 ore, a due mesi dalle elezioni regionali di fine marzo.
Una percentuale ben superiore al secondo partito in Italia, il Pd che si ferma a quota 29,5% (un punto in meno rispetto a novembre 2009), e solo tre punti sotto il primo partito, il Pdl, stabile a quota 38,1% rispetto all’ultimo sondaggio.
Robusta, invece, la quota della Lega che raggiunge il 10,5%, mentre al centro l’Udc raccoglie il 5,9% e l’Api di Francesco Rutelli e Bruno Tabacci si deve accontentare di un magrissimo 0,4%. Continua
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Fabio Granata, avvocato di Siracusa, 50 anni, deputato finiano del Pdl
Per cominciare, c’è la parola poco elegante con cui nel Pdl lo chiamano in molti: “rompicoglioni”. A seguire, c’è la percentuale delle volte che “il rompi”, in aula, ha votato in dissenso dal gruppo: 4,7 per cento. Ahi ahi. Per finire, c’è il posto: lo scranno numero 490 di Montecitorio, in alto e bene a destra, perfetto per uno che a 13 anni era già nel Msi e a 30 era il numero due del Fronte della gioventù. Ma ora Fabio Granata, avvocato di Siracusa, di anni ne ha 50 e sta nel Pdl. È vicepresidente della commissione Antimafia e capogruppo Pdl in commissione Cultura. E rompe. Continua
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Il presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi
Che cosa ha in mente Silvio Berlusconi? Punta davvero alle elezioni anticipate, come molti sostengono nel Pdl, ma non dalle parti di palazzo Chigi? È certo che quella di giovedì a Bonn, all’assise degli europarlamentari e dei leader del Ppe, non è stata una voce dal sen fuggita ma una intemerata decisa a tavolino: il premier si è infatti discostato dal testo che lo staff gli aveva predisposto, ma non ha improvvisato. I bersagli sono ovvii: la magistratura, la Corte costituzionale che dopo la bocciatura del lodo Alfano dovrà pronunciarsi sugli eventuali provvedimenti per il processo breve ed il legittimo impedimento (previsioni negative); ma anche il Quirinale ed in generale le istituzioni “di garanzia”, compreso Gianfranco Fini nonostante i recenti tentativi di ricucitura ad opera di quest’ultimo. Continua