
Guglielmo Scilla, 23 anni, in arte «WillWoosh»
Guglielmo Scilla, 23 anni, solo «WillWoosh» per il popolo della rete, è un po’ il Justin Bieber italiano. E non per le doti canore precoci o il ciuffo che si nota (quello di Guglielmo non è stirato), ma perché entrambi devono la loro fortuna a YouTube. È lì che le cover di canzoni celebri pubblicate dal piccolo talento canadese sono state notate ed è da lì che è iniziata la sua rincorsa alle vette delle classifiche mondiali; è grazie ai 50 milioni di visualizzazioni totali delle sue parodie di film e ai suoi sketch che Scilla oggi conduce un divertente programma su Radio Deejay (A tu per Gu, dal martedì al giovedì alle 21) e recita al cinema accanto a icone della comicità tricolore come Massimo Boldi o, a marzo dell’anno prossimo, Vincenzo Salemme in 10 regole per farla innamorare. Continua

La signora Cesira (Foto Ansa/Claudio Peri)
“Quanti anni ha?”, le chiedono. “Ce n’ho 26″, risponde lei suscitando dolci risate attorno, nel video su YouTube pubblicato da ReporterMarco.
In realtà la signora Cesira ha 100 anni, a maggio ne compirà 101, e da un po’ è costretta a letto da una disabilità . Ma tra poco, il 16 febbraio, alla sua porta suoneranno gli ufficiali giudiziari per farle lasciare l’abitazione in cui vive perché sulla donna pende uno sfratto esecutivo per finita locazione. Continua
- Tags: Angela Sugliano, blog, computer, Dist, Epict, formazione, genova, Giovanni Adorni, informatica, interrogazione, professori, università , web, Youtube
-

(Foto Angela Sugliano)
Scene da un futuro possibile (tagli ai fondi permettendo) per la scuola italiana: il compito in classe “postato” su un blog (a sorpresa, ovviamente). La versione di greco sullo smartphone, il lavoro di gruppo su Wikipedia. E la cara vecchia lavagna d’ardesia? Pronta alla pensione, per fare posto a uno dispositivo touch-screen su cui visualizzare grafici, video, mappe. Continua

Arriva alle 10 e mezzo puntuale: capelli corti, un po’ di barba, orecchino al lobo sinistro, polo verde e jeans, scarpe da barca. Saluta come i più giovani, con la mano che si chiude a pugno sull’altra all’altezza del petto. Sale in macchina, una Volvo, accende la radio. È Radio popolare. “Sì, ascolto molto anche Radio 24, e Radio Padania naturalmente”. Si sintonizza subito sulle frequenze dell’emittente leghista. Poi preme il tasto che passa al compact disc. È Fabrizio De André. “Non vorrete mica chiedermi perché ascolto De André, spero”.
Inizia così la giornata di Panorama in compagnia di Matteo Salvini (qui il sito ufficiale). Un sabato qualunque alle calcagna di un politico non qualunque. Uno che divide come pochi: ogni volta che apre bocca, specialmente in questi ultimi tempi, viene fuori un quarantotto. Suscita simpatia, ammirazione, empatia. Ma in egual misura genera astio, biasimo, malevolenza. Come, per esempio, quando ha proposto vagoni delle metropolitane riservati ai milanesi. Oppure, da ultimo, quando su Youtube è comparso un filmato (qui il VIDEO incriminato) in cui intonava coretti da stadio contro i tifosi napoletani. Tanti hanno chiesto il suo scalpo. Lui si è dimesso dal Parlamento, ma solo perché è stato eletto a Strasburgo. Doveva scegliere e ha scelto.
Il resto è questo racconto dietro le quinte per provare a capire qualcosa di più di un uomo di 37 anni con due passioni viscerali: la politica e il Milan. Per toccare con mano, al di là del personaggio, il fenomeno Lega nord sul territorio. Un radicamento che si è cementato nel corso di questi ultimi anni e che rappresenta la vera essenza del partito. Le recenti elezioni amministrative ed europee lo hanno detto chiaro: la forza del Carroccio sta in tutti quegli amministratori locali, sindaci, consiglieri provinciali e regionali che fanno politica porta a porta. Che curano personalmente anche l’ultimo dei loro potenziali elettori.
Il Matteo Salvini che emerge da questa giornata è prevalentemente questo. Potrebbe guidare a occhi chiusi tra le vie della zona ovest di Milano. Conosce ogni angolo, ogni negozio. Indica uno per uno quelli che votano per il suo partito. In via Paravia c’è una vecchia cascina del Comune in ristrutturazione. “Mi ha chiamato un gruppo di cittadini, sono imbufaliti. Vedono entrare e uscire da lì figuri di ogni genere”. Siamo vicino a San Siro: “Zona tranquilla, anche se qui comincia l’enclave islamica. C’è una scuola con 110 bambini di cui solo tre sono italiani” dice. C’è un gruppo di donne del quartiere, raccontano di gente che va e che viene, che scavalca la sera tardi ed esce la mattina presto.
Salvini chiama la Digos e insieme a sei agenti in borghese si butta dentro. Fra macerie e spazzatura di ogni genere trova un paio di romeni e di egiziani. Alla fine saluta gli abitanti della zona: “Lunedì farò un’interrogazione al ministro Altero Matteoli. Se non butti giù e ricostruisci, hai voglia a cacciare la gente. Il progetto è bloccato a Roma. Se non ci mandano i dané c’è poco da fare”.
Si va in via Rubens, negozio di articoli sportivi. Antonio, il proprietario, lo abbraccia: “Perché ti sei dimesso? Ho parlato con tutti, la Lega ci rimette almeno 10 mila voti. Stamattina mi chiedevano: ma è vero che se ne va? Uno mi ha detto: se se ne va lui, noi ci ritroviamo gli zingari dentro casa”. Salvini gli spiega la scelta. E l’uomo: “Però hai dato l’8 per mille ai preti”. “No, allo Stato”. “Ma va’ che sei diventato culo e camicia coi preti!”.
Salvini ha bisogno di una maglietta. “Una del Milan con scritto il mio nome dietro. La devo regalare a un tizio del Napoli club”. Il proprietario chiede se non sia meglio allora mettere il nome “Bossi”. “No, lascia perdere, il capo ogni tanto dice che è interista, poi milanista, poi atalantino. Mi sa che ha un po’ le idee confuse”. Antonio, il proprietario, se lo mangia con gli occhi. “Lui è così, pane al pane, vino al vino. E noi vogliamo questo. Tranquillizza la gente”.
Si va in un’autofficina, c’è da cambiare gli anabbaglianti che non funzionano. Un uomo gli mette un giornale sotto il naso, Cronaca qui. Lo apre, c’è un pezzo dal titolo “Separati e divorziati, le colpe dei politici”, con sotto una decina di foto formato tessera. Salvini scuote la testa: “Mi hanno messo tra Bondi e Frattini, compagnia poco edificante”. Ancora: “Ci manca solo che dicano che mi drogo e picchio gli anziani. Non se ne può più”.
Eccola dunque la trincea politica del giovane Salvini: Milano. La scelta di lasciare il Parlamento italiano per Strasburgo è stata fatta perché è lì che si giocheranno partite importanti per la sua città e per la Lega. “Il no alla Turchia è grande come una casa. Andremo a fare i guastatori di un ponte che qualcuno vorrebbe costruire tra l’Europa e quella che per noi è la morte dell’Europa”.
Poi c’è la grana Malpensa: “Combatteremo la lobby delle compagnie che hanno interesse a che non cambi nulla. Alla Sea il presidente Giuseppe Bonomi è fuori dalla grazia di Dio. Lui è uno tosto, anche se forse è juventino”.
Poche ore con Salvini e si capisce come almeno 11 mila milanesi (tante sono le preferenze raccolte in città alle elezioni europee) sentano forte la presenza di questo giovane cresciuto e tutt’altro che sprovveduto. Quando non è al Parlamento europeo è qui, fra la sua gente. Probabilmente li conosce tutti (o quasi) per nome e cognome. “Tanti mi dicono che quando hanno dovuto votare Letizia Moratti si sono turati il naso. Che ha in testa quella donna? Almeno poteva circondarsi di gente che sappia dov’è piazzale Corvetto o Loreto. Ma sia chiaro, se sarà il nostro candidato sindaco la voterò”.
Salvini arriva a casa della madre. Sopra, la sua cameretta ha un lettino piccolo. Ai muri collage di foto da quando era neonato a quando aveva 10 anni. Poster del Milan, soprattutto con i tre olandesi. Uno stemma delle Brigate rossonere e uno della Fossa dei leoni. Su una mensola, un libro di Giorgio Bocca: Il provinciale. “Leggo anche Tiziano Terzani e la letteratura dialettale milanese”. C’è una enciclopedia della musica. “Nella mia sfortunata carriera universitaria, ormai al 32° anno fuori corso in scienze storiche, almeno storia della musica l’avevo data”.
Squilla il cellulare: “Pronto… ciao Mario… Sì, ieri al secondo piano di via Bellerio, sai dove ci sono tutti quegli intellettuali, eri odiato. Ma questo è titolo di merito. Poi, qui lo dico e qui lo nego, Giancarlo Giorgetti rideva. Tranquillo, ci prendiamo le nostre soddisfazioni”. Mette giù. Era Borghezio? “Sì, colloquio riservato. Scazzi interni, antipatie varie”.
La giornata prosegue così, tra amici e giri per la città . Fino a sera, quando, in compagnia della sorella e della fidanzata, Salvini fa il giro delle feste della Lega in Brianza. Migliaia di persone all’aperto che ballano il liscio, bevono birra, mangiano salamelle e costine cotte sulla brace. Sembra di essere alle vecchie feste dell’Unità . Salvini è la star. Tutti lo cercano, lo abbracciano, lo incitano, gli chiedono di fare una foto insieme. Lui non si sottrae, ha una parola per ciascuno, a cominciare dai volontari impegnati nelle cucine.

Sale sul palco e parla per una decina di minuti. Prima a Brugherio poi ad Arcore. Sa toccare i tasti giusti: lavoro, sicurezza, immigrazione. Ricorda che pure il Vaticano ha nel suo codice penale il reato di immigrazione clandestina e invita il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi ad aprire le porte dell’arcivescovado per accogliere una cinquantina di rom. La gente approva e applaude.
Una giornata con Salvini e tocchi con mano quello che si legge nei manuali di scienze politiche: istanze della popolazione che nascono dal basso, un partito che le intercetta, le fa proprie e se ne fa portavoce in tutte le sedi istituzionali. E in fondo è questo che fa la Lega.
Le dichiarazioni su zingari e immigrati, ronde e quant’altro non sono sparate; sono le richieste che il popolo leghista fa ai propri rappresentanti e che loro trasformano in proposta politica. E in fondo è questo lo schema di partito che, soprattutto dopo le ultime elezioni, anche a sinistra cercano di riscoprire.
Chissà , forse anche la “Padania libera” che Salvini invoca nel chiudere il suo discorso sul palco della festa di Arcore è un’istanza della base leghista. “Non so quando, ma arriverà . Statene certi” dice Salvini e le sue parole sfumano sulle note del Va’ pensiero: “Oh mia patria, si bella è perduta…”.
- Tags: antonio-cassano, blog, burla, falso, internet, Marcello-Lippi, notizie, pesce-daprile, scherzo, video, Youtube
-

Paese che vai, pesce d’aprile che trovi. Nonostante sia ormai una “tradizione”, sono ancora molti i giornali e le agenzie di stampa che cadono nei tranelli escogitati dai buontemponi di ogni età e di ogni categoria professionale. E lo scherzo, quest’anno, si fa direttamente online.
In Inghilterra a prendersela a ridere sono addirittura i giornalisti del Guardian: accantonando 188 anni di inchiostro e rotative, hanno annunciato che il loro giornale diventerà il primo al mondo ad essere pubblicato solo su Twitter. Il passaggio è definito “epocale” da ignoti commentatori citati dal quotidiano britannico, perché tutti gli articoli saranno condensati in 140 battute.
In Svizzera ci ha pensato l’azienda municipale della nettezza urbana di Zurigo che ha informato l’Ats, l’agenzia di stampa svizzera, di un ritrovamento di due “immensi lingotti d’oro in un sacco della spazzatura”. L’agenzia è caduta nel trappolone del e ha pubblicato la news. Il falso scoop, nel giro di pochi minuti, è stato ripreso anche da molte altre agenzie di stampa e siti internet, fino a quando la fonte non ha rivelato che si è trattato solo di uno scherzo.
In Francia il Museo dell’Aria e dello Spazio (Mae) ha annunciato sul suo sito internet che il mitico Concorde (sparito dai cieli nel 2003) riprenderà il volo il prossimo 16 giugno, ma per sole due ore. France press, che ne aveva chiesto conferma al Museo, l’aveva subito ripresa, ma poco dopo è arrivata la rettifica: “Era un pesce d’aprile. Questo scherzo fatto dal Mae potrebbe essere un’idea e fare rivivere il sogno”, ha dichiarato il direttore del Museo, Gerard Feldzer.
Negli Usa, gara di pesci d’aprile tra i motori di ricerca. Google lancia “Cadie”, il sistema avanzato di intelligenza artificiale in grado di generare una versione in 3D di Chrome e alla base di Brain Search, tecnologia che “indicizza” memoria e saperi del cervello umano. Yahoo! risponde con il motore di ricerca “ideologico”, che “consente di controllare l’ideologia cui appartengono i risultati delle proprie ricerche”. Amazon, infine, promuove a un nuovo servizio di “Cloud computing”, chiamato “Face”: dirigibili senza equipaggio in grado di comunicare con la terra via “WiMAX o laser”. Per non dimenticare la rivoluzione, a 180 gradi, di YouTube, che si è presentato ai suoi milioni di frequentatori con un nuovo layout: i video da vedersi al contrario. Basta cliccare su un filmato qualsiasi per lanciare la visualizzazione capovolta. Come mai? La decisione, scherzano sul sito, è legata al fatto che “i monitor moderni offrono una migliore qualità di immagine quando vengono capovolti, un po’ come i materassi, che è consigliabile girare ogni sei mesi”.
In Italia. E i buontemponi del Bel Paese? Sportal ha annunciato che Marcello Lippi è stato costretto a fare marcia indietro su Antonio Cassano: lo ha convocato d’urgenza per la gara di questa sera con l’Irlanda di Giovanni Trapattoni. Il viareggino, secondo il sito, ha ceduto a oltre 2000 tifosi del Bari che hanno stazionato sotto l’albergo che ospita la Nazionale urlando a gran voce il nome del calciatore della Sampdoria e impedendo di fatto ai giocatori azzurri di dormire. Lippi ha quindi buttato giù dal letto Ciro Ferrara e l’ha mandato - in pigiama e vestaglia - a placare gli animi con la promessa che il “Pibe” di Bari Vecchia sarebbe stato allertato appena possibile. Alle 8 è partita la telefonata e alle 8.40, in un’improvvisata conferenza stampa, il ct ha cercato di salvare la faccia con i giornalisti specificando di essere ricorso al barese, perché “proprio nel corso della nottata Iaquinta è stato colpito da febbre alta dopo avere mangiato del pesce lesso avariato e sarà costretto a dare forfait”. Ovviamente, tutto falso.
Non poteva mancare all’appello il Grande Fratello 9, le cui notizie sono cliccatissime dai teenager: sul sito del reality di Canale 5 è comparsa la notizia di una dichiarazione di Federica (uscita settimane fa dal gioco tv) che affermava di essere incinta del fidanzato Nicola, conosciuto nella casa di Cinecittà e anche lui fuori dal gioco da qualche settimana. Ma dopo pochi minuti è comparsa una nuova news con il disegno di un pesce e la smentita.
Stando sui numeri, è l’Osservatorio sui consumi di Telefono Blu a stimare che quest’anno saranno 50 milioni gli scherzi organizzati dagli italiani. Il veicolo di gran lunga più diffuso è la posta elettronica: sarebbero infatti 50 milioni le e-mail dedicate ai tradizionali pesci d’aprile, seguite da 10 milioni di sms e mms e 6 milioni di telefonate. Dalle stime di Telefonoblu.it emerge che gli scherzi sarebbero aumentati del 10% rispetto all’anno scorso e addirittura raddoppiati rispetto a 2 anni fa. L’osservatorio segnala inoltre che quest’anno protagoniste assolute sono le donne: 1 su 3 infatti starebbe architettando una burla ai danni del proprio coniuge o di qualche collega.