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Pd in cerca di leader? Per El Pais la nuova stella è Debora Serracchiani

Serracchiani a Udine
“Una stella nascente della sinistra italiana”. Così l’ha battezzata il quotidiano spagnolo El Pais, che non ha usato giri di parole per lanciarla, dalla quinta pagina, quale nuova protagonista della politica italiana.
Chi pensa però che dietro di lei ci possa essere una figura giovane sì eppure già nota all’elettorato nostrano (un nome su tutti, il citatissimo candidato a sindaco di Firenze Matteo Renzi) si sbaglia di grosso.Lei di nome fa Debora Serracchiani, ha 38 anni, è un avvocato di Udine, dove è segretaria comunale del Pd e consigliere provinciale. A motivo di una simile incoronazione ci sarebbe proprio un “discorso forte e commovente” che ha spinto “alcuni ottimisti” a dire che “sarà la Obama del centrosinistra italiano”.
“Il discorso forte”, scaricato migliaia di volte da Youtube, è in realtà una durissima requisitoria (sullo stile del Moretti in piazza Navona nel 2002, quando il regista bocciò l’intera dirigenza ulivista: “Con questi non vinceremo mai”), contro un partito colpevole di “Non avere mai una parola chiara, mai una linea netta, mai una linea unica”.
Un atteggiamento, questo, che non ha nulla a che spartire con il pluralismo: la diversità del Pd, ha detto la Serracchiani “è la sua ricchezza, però bisogna imparare a parlare con una voce sola, a rispettare le maggioranza e, se necessario, a lasciare a casa qualcuno”.

Critiche quantomai realistiche dopo l’ennesimo braccio di ferro andato in scena in casa democratica dopo la decisione di astenersi sul disegno di legge del federalismo fiscale. “Ne ho per tutti” ha aggiunto fra gli applausi la Serracchiani, lanciandosi poi in un gragnuola di attacchi ai mille personalismi dei dirigenti democratici.
La dirigenza del Pd non sembra essersi entusiasmata della trovata. “Abbiamo bisogno di gente che dice cose chiare e con passione”, ha commentato il segretario del Pd dopo quel discorso.

Certo è presto per capire se la Serracchiani sia destinata a divenire una stella o a restare una meteora del firmamento democratico (sulla scia della veltroniana Marianna Madia, voluta dall’ex segretario capolista alla Camera nel Lazio per il Pd alle elezioni di aprile 2008). Ma è significativo che sia bastato un intervento per scaldare la stampa internazionale e farle scommetere su una un futuro di primo piano nella sinistra italiana. Perché se alcuni tra i colonnelli Democrats arricciano il naso, a testimonianza che la “base” si riconosce nelle parole di Daniela ci sono i numeri, neanche tanto virtuali, della Rete: sul sito della tv del Pd, youdem.tv, il suo intervento è il più cliccato del mese di marzo e su Facebook fioriscono i gruppi dei suoi fan.
E forse anche su questo, Franceschini dovrà rispondere nel suo imminente incontro coi leader del riformismo mondiale che si riuniranno a Santiago de Compostela a fine mese.
Già Franceschini: “Non è facile per te, perché non sei un volto nuovo”, lo ha apostrofatto Daniela. “Però hai il compito di dare al partito una nuova credibilità e lo stai facendo”.

Il VIDEO dell’intervento di Daniela Serracchiani all’assemblea dei circoli del Pd:

Ritardi in Vaticano: ora scatta l’operazione web

Vaticano e web

Nella stagione di Facebook, Twitter e Youtube il Vaticano prepara un documento sui “social network”. Nella sua lettera sui lefebvriani, Benedetto XVI ha sottolineato la necessità di “prestare più attenzione” a internet per non commettere più le disattenzioni all’origine del caso Williamson. Ma la Chiesa punta anche a evangelizzare i nuovi spazi di comunicazione virtuale.

Riuniti in Vaticano su iniziativa del Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali, guidato da Claudio Maria Celli, i vescovi di tutto il mondo hanno cominciato a discutere i contenuti del nuovo testo sulla cultura digitale. E potrebbe nascere persino il Facebook cattolico: “Ero a Dallas poco tempo fa” ha annunciato Celli “dove c’è un gruppo di persone che cerca di promuovere un social network cattolico per difendere le giovani generazioni”.

Si danno fuoco per andare su YouTube, ragazzini in ospedale

Un folle gioco, che poteva finire in tragedia. Tutto per farsi filmare col telefonino da un amico e postare tutto su YouTube. Due ragazzini si sono dati fuoco a vicenda, mentre un terzo riprendeva la scena con l’idea di mostrare il video su Internet. È lo scenario su cui stanno lavorando i carabinieri nell’indagine che dovrà fare chiarezza su quanto avvenuto ieri in una strada di Pianezza, vicino a Torino.

Gli adolescenti sono finiti in ospedale. Il primo, di 14 anni, è al Cto con ustioni di secondo e terzo grado su oltre il 50 per cento del corpo (alle gambe e alla parte inferiore del tronco); è stato sedato e intubato, ma non è il pericolo di vita. L’altro, un quindicenne figlio di un militare, è al Maria Vittoria e potrebbe riprendersi tra oggi e domani al punto da sostenere l’interrogatorio degli investigatori. I due erano vicino a una panchina in via Levi, una zona residenziale del paese della seconda cintura di Torino: pare che si fossero inzuppati con del liquido infiammabile, forse della benzina, e che poi stessero giocando a tentare di darsi fuoco con degli accendini. Si pensa che qualche loro amico li stesse riprendendo con il telefonino.

Il testamento biologico? È un video su YouTube o una nota su Facebook

Eluana Englaro

Il testamento biologico non ha valore legale, ma alcune persone lo stanno comunque pubblicando su internet. L’onda emotiva generata dalla vicenda di Eluana Englaro, in stato vegetativo da 17 anni, pone domande. Che spingono a riflettere. E, in alcuni casi, a decidere.
Le scelte sono differenti: in alcuni casi l’esplicita rinuncia alla nutrizione e all’idratazione forzata nel testamento biologico è accompagnata dalla donazione degli organi. Dice Carlo Miccio di Latina su YouTube: “Credo nel diritto di autodeterminazione. L’unica persona autorizzata a prendere decisioni sarà mia moglie”.

Prevale il desiderio di lasciare una prova della propria volontà e comunicarla agli altri: “Nell’eventualità di una malattia che danneggi irreversibilmente le mie capacità psicofisiche e mi impedisca di comunicare la mia volontà ai familiari, agli amici, al personale sanitario”.

Due amici, Aldo Santoro di Creazzo e Caterina Franchina, si affidano a vicenda il compito di “rendere edotti i medici”. Ma un utente commenta il loro video osservando: “Personalmente non saprei se l’esposizione completa dei dati personali su youtube sia imprudente o meno. Certo è che come al solito, sono le iniziative dei cittadini come loro che fanno partire la spinta verso prese di posizione concrete da parte di altri cittadini”

Su Facebook più di mille persone hanno aderito al gruppo “Lascia su Faccialibro il tuo testamento biologico: Niente macchine grazie”. E duecento iscritti hanno lasciato nei commenti le loro volontà. Spesso i testi sono ispirate dai documenti pubblicati sui siti dell’Aduc, dell’Uaar (Unione atei razionalisti agnostici) e della Fondazione Veronesi. Intanto alla Camera e al Senato i progetti di legge presentati dall’inizio della legislatura continuano il loro iter.

La Chiesa e lo sbarco online: adelante San Pietro, ma con juicio

Papa Benedetto XVI

Il diavolo si serve anche di internet? “Naturalmente. Satana sa utilizzare internet e tutti i mezzi di comunicazione molto meglio di noi” ha detto a Panorama il direttore di Radio Maria, Livio Fanzaga, l’emittente vaticana presente in 50 Paesi che, però, non rinuncia al mondo online: ha un sito web aggiornatissimo, con un ricco archivio audio delle trasmissioni e un’ampia rassegna stampa.

L’incontro della Chiesa con internet è un processo che viene da lontano, ma rivela anche orientamenti differenti. Ispirati alla cautela. Il cardinale Crescenzio Sepe è su Facebook, il social network che unisce 5 milioni di italiani: in poche settimane ha superato la soglia record di 5mila amici, oltre la quale non è più possibile aggiungere nuovi contatti. Anche il cardinale Carlo Maria Martini ha la sua pagina con 2700 fan. Eppure la Cei frena sui social network, definendoli un fenomeno di “individualismo interconnesso”.

Il mondo cattolico non resta a guardare le trasformazioni tecnologiche globali. Lo sbarco del Vaticano su YouTube è stato l’ultimo passo. Quasi l’86 per cento delle parrocchie italiane dispone di un computer: nel 70 per cento dei casi sono dotate di una connessione a internet e circa il 62 per cento ha un indirizzo di posta elettronica. Sono dati emersi nel convegno Chiesa 2.0 che apre una finestra sui luoghi in cui i fedeli si confrontano e discutono in rete. Come, per esempio, la comunità Webcattolici sulla tecnologia. Oppure piccole comunità locali che attraverso internet hanno un spazio per confrontarsi e approfondire un percorso religioso. Sono infatti due le tipologie principali dei siti Internet parrocchiali: il “sito informativo”, di carattere “turistico- identitario”, destinato “non ai fedeli ma ai visitatori”, dove dominano informazioni su bellezze e ricchezze artistiche e architettoniche della parrocchia, e il “sito comunitario”, finalizzato a “costruire una comunità”.

Anche per questo, l’anno scorso il cardinale Camillo Ruini ha invitato le suore a navigare su internet a aprirsi un blog. Proprio sul portale delle Conferenza episcopale italiana è stato pubblicato l’orientamento ufficiale verso il web: “La Chiesa” si legge “si è spesso dichiarata convinta del fatto che i mezzi di comunicazione sociale sono, come ha affermato il Concilio Vaticano II, ‘meravigliose invenzioni tecniche’ che pur facendo già molto per soddisfare le necessità umane, possono fare ancora di più”. Anzi, a preoccupare è anche la censura sul web. Monsignor Maria Celli, presidente del Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali ha dichiarato: “Mi auguro che il governo cinese comprenda che con il nuovo canale YouTube del Papa si immette una presenza di certi valori e tenga conto del fatto che Benedetto XVI è un Papa rispettoso e accogliente”.

Il Papa parla ai giovani da YouTube: “Internet, dono per l’umanità”

Papa su YouTube

C’è anche Sua Santità, da oggi. Il 2009 è l’anno in cui un Papa si apre una finestra su YouTube. Nel giorno in cui viene diffuso il messaggio di Benedetto XVI per la 43esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, il Vaticano lancia il proprio canale su YouTube, “la più grande comunità mondiale di condivisione di rete e filmati” come afferma un comunicato della Radio Vaticana diffuso oggi. Il canale offrirà brevi videonews quotidianamente aggiornate sull’attività del Papa e l’attualità vaticana, con audio e testo in inglese, spagnolo tedesco, italiano. Attualmente il canale contiene alcune videoclips di Benedetto XVI, in particolare sul Messaggio e la benedizione del giorno di Natale, sulla celebrazione della Giornata mondiale della pace il primo gennaio e sulle nuove tecnologie e comunicazioni sociali.
Che, per come le spiega il Vaticano spiega, insieme ai cellulari, al computer, allo spazio aperto di Internet “costituiscono un dono per l’umanità che viene compreso in modo particolare dai giovani”. Scrive ancora Benedetto XVI: “Dobbiamo perciò far sì che i vantaggi che esse offrono siano messi al servizio di tutti gli esseri umani e di tutte le comunità, soprattutto di chi è bisognoso e vulnerabile”. “L’accessibilità di cellulari e computer” afferma inoltre il Papa “unita alla portata globale e alla capillarità di internet, ha creato una molteplicità di vie attraverso le quali è possibile inviare, in modo istantaneo, parole ed immagini ai più lontani ed isolati angoli del mondo: è, questa, chiaramente una possibilità impensabile per le precedenti generazioni”.
Attenti però. Il messaggio di Ratzinger vuole anche essere un monito sulle amicizie on-line che potrebbero banalizzare il concetto stesso di amicizia e tolga spazio a vere relazioni; il desiderio di connessione virtuale non deve diventare un’ossessione: “Sarebbe triste se il nostro desiderio di sostenere e sviluppare on-line le amicizie si realizzasse a spese della disponibilità per la famiglia, per i vicini e per coloro che si incontrano nella realtà di ogni giorno, sul posto di lavoro, a scuola, nel tempo libero”. E iifine un riferimento attualissimo al digital divide: mentre nello spazio virtuale di internet stanno sorgendo reti digitali “che possono facilitare forme di cooperazione fra i popoli” rimane alto il rischio che i nuovi strumenti di comunicazione restino appannaggio della parte più ricca del Pianeta ed escluda i Paesi poveri e più emarginati. Secondo il Santo Padre, le “reti possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti”.
La scelta del Vaticano di sbaracre sul sito di condivisone di video più frequentato al mondo è stata molto apprezzata e subito ripagata: quasi 200 mila giovani, stando a quanto riferito da monsignor Paul Tighe, segretario del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali (insomma: il ministro dele telecomunicazioni del Vaticano), hanno già inviato dagli Stati Uniti il messaggio del Papa per la 43/esima Giornata delle comunicazioni sociali, attraverso Facebook e gli altri social network, ai loro amici virtuali. Lo ha annunciato, a presentazione del messaggio ancora in corso
“Negli Stati Uniti la conferenza episcopale cattolica è presente su Facebook” ha spiegato monsignor Tighe “mentre migliaia di giovani cattolici interagiscono su un loro sito di social network che si chiama XT3.com“.

Il VIDEO del messaggio su YouTube di Papa Benedetto XVI:


Maturità su Youtube. Il ministro Gelmini comunica le materie online

Esame maturitÃ

Con una iniziativa a sorpresa il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini ha scelto il suo canale su Youtube per annunciare la seconda materia dell’esame di maturità dell’anno scolastico 2008-2009.
Sono, per i licei: latino per il classico; matematica per lo scientifico; ligua straniera per il linguistico; pedagogia per il pedagogico; elementi di architettura per l’artistico.
Per gli istituti tecnici e professionali, invece, sono: economia aziendale per l’indirizzo ragionieri; tecnologia delle costruzioni per l’indirizzo geometri; informatica generale e applicazioni gestionali per tecnici commerciali per programmatori; lingua straniera per periti aziendali e corrispondenti in lingue estere.
Per gli istituti tecnici e professionali tecnici industriali: sistemi elettronici automatici per l’indirizzo elettronica e telecomunicazioni; disegno, progettazione e organizzazione industriale per l’indirizzo meccanica; tecnologie chimiche industriali, principi di automazione e di organizzazione industriale per l’indirizzo chimico.
Per gli istituti tecnici e professionali: progettazione grafica per tecnico della grafica pubblicitaria; disegno professionale per tecnico dell’abbigliamento e della moda.

E insomma, pare ci abbia preso confidenza, il ministro, con il sito che ospita filmati da tutto il mondo. Ci ha aperto un canale il 3 dicembre scorso, dicendo ai ragazzi: “Voglio comunicare con voi, facciamolo qui”. Ha manenuto aspettative e promesse: in media un video a settimana. Parlando poco di politica ma cercando di spiegare la riforma che porta il suo nome, chiarendo le novità del testo (maestro prevalente, voto in condotta, tempo pieno). Ci ha preso confidenza la titolare del ministero di viale Trastevere. Tanto che il ministero della pubblica istruzione riporta l’elenco completo e gli approfondimenti per l’esame di Stato solo dalle 10,30: Gelmini ha preferito annnciare le materie con il video su Youtube (è stato postato prima delle 10).

Il ministro Gelmini su YouTube
Ma non finisce lì: attraverso il messaggio online il ministro, oltre a comunicare le materie della seconda prova, apre un confronto con gli studenti per introdurre una prova (in sostituzione dell’attuale terza prova) che sia impostata sui modelli internazionali più avanzati. “Mi piacerebbe che in un futuro molto vicino la terza prova della maturità fosse una prova valutata con criteri particolarmente oggettivi, sulla falsariga dei test internazionali” dice il ministro nei due minuti e poco più del videomessaggio. “Credo che uno dei problemi, forse delle debolezze, della nostra maturità” aggiunge il ministro “è che un compito può essere valutato in maniera molto diversa a seconda delle commissioni. Noi abbiamo la necessità di uniformare gli standard qualitativi dentro il nostro sistema scolastico. Ed allora si potrebbe pensare ad un sistema simile alla terza prova fatta quest’anno nella scuola secondaria di primo grado, la scuola media, con il test Invalsi” (Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione). “Credo che una terza prova valutata in maniera molto oggettiva e molto simile ai test internazionali” dice ancora Gelmini “potrebbe essere una buona iniziativa. Ma su questo mi piacerebbe conoscere la vostra opinione”, conclude il ministro, rivolgendosi direttamente agli studenti.

Il VIDEO servizio:

Il VIDEO su Youtube del minsitro Gelmini

Il giro del mondo in 80 Babbi Natale tutti diversi. E filmati

Pracadutisti vestiti da Babbo Natale a Sydney
Amato, snobbato, imitatissimo, tanto che quello originali non si sa più che fine abbia fatto. Babbo Natale è sbarcato anche su Youtube e le variazioni sul tema barba bianca e cappello rosso non si contano.

Il giro del mondo in 80 Babbi Natale tutti diversi:

Travestirsi da Santa Claus per far divertire i bambini è sempre gradito. Ma attenti a non scivolare…

I tre porcellini, per sbaglio, lo cuociono in pentola:

C’è anche il campo di addestramento per diventare dei perfetti allievi del vecchio vestito di rosso:

Poteva mancare la versione sexy di Santa Claus?

Infine un video (molto irriverente)…

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
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