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Zakaria-Najib

Immigrati e aspiranti deputati. Sono pochi, soprattutto nel Pd

Una elettrice immigrata mentre depone il suo voto in un seggio a Roma il 28 marzo 2004 | Ansa
Immigrati dimenticati nelle liste per il voto politico e amministrativo di aprile? Il dubbio sorge legittimo, ora che sono state chiuse e consegnate anche le liste per le elezioni comunali e provinciali. Anche se l’assenza più evidente rimane quella, nelle liste per le politiche del Pd, di un candidato proveniente da un paese a maggioranza islamica che faccia da contraltare a Souad Sbai, presidente delle donne marocchine in Italia, candidata in Puglia nelle liste del Popolo delle Libertà.
Un’assenza che non stupisce la Sbai (”Non avevo dubbi sul Pd, vista l’indifferenza che ha mostrato verso gli immigrati, il mondo arabo e le donne immigrate”) e che ancora brucia non solo a Khaled Fouad Allam, scrittore, professore unversitario, intellettuale e
parlamentare uscente della Margherita
, ma anche ad altri esponenti dell’Islam italiano. “Farà allontanare dalla sinistra un pò di immigrati islamici - rileva Ejaz Ahmad, giornalista pachistano e membro della Consulta per l’Islam. “Il fatto è che in questa campagna elettorale, tutta centrata sulla sicurezza, non si parla di immigrazione. Come se il problema della sicurezza fosse colpa degli immigrati”. Jean Leonard Touadì, assessore capitolino della giunta Veltroni, si salva invece come numero 2, dietro a Di Pietro, nella lista dell’Idv.
Parole roventi da Fouad Allam, che ha già scritto a Prodi, quale presidente del Pd, per chiedere conto dell’esclusione. “Una decisione molto grave” dice il docente di islamistica di origine algerina “che fa scendere la fiducia degli immigrati nella sinistra”. E rallenta anche il percorso avviato nei confronti dell’Islam italiano, aggiunge, consideratl anche il suo decennale impegno proprio nello studio dell’Islam europeo. Tanto che gli è stata espressa solidarietà, sottolinea Fouad Allam, anche dal leader di An Gianfranco Fini.
Non è andata bene nemmeno a Zakaria Najib, l’operaio marocchino che si attendeva una candidatura al Senato dalla Lega Nord del Veneto: alla fine nelle liste padane non è entrato.
Mentre non è andata in porto il progetto dell’Udc, attento al dialogo interreligioso, di avere tra le sue file Yahya Pallavicini, della Comunità religiosa islamica (Coreis).
Se l’Islam italiano pare dunque un po’ trascurato soprattutto a sinistra, qualche immigrato spunta comunque tra le liste per le politiche. In particolare grazie alla Sinistra Arcobaleno, che pure ha escluso Alì Baba Faye, senegalese già nei Ds e ora esponente della Sinistra Democratica.
In Lombardia Bertinotti &Co. candidano infatti alla Camera Dijana Pavlovic, giovane rom di origine serba, attrice e mediatrice culturale, mentre il Pd propone Bertha Bayon, sociologa boliviana arrivata in Italia da La Paz nel 1984 e da allora in prima linea nella formazione interculturale. La Destra propone invece Leila Nur, animalista, figlia di madre italiana e di Taha Nur del Fronte di Liberazione Eritreo, morto di recente in un carcere del suo paese. In Piemonte corre per la Sinistra Critica l’italo-congolese Mukendi Ngandu, attivista del movimento contro la guerra. Nelle liste della Sinistra Arcobaleno figurano per la Camera la polacca Dorota Grudziadz Niescer e la somala Suad Omar, ma ai n. 19 e 20, mentre al Senato al n.3 c’è Alì Rashid, deputato uscente, volto noto al pubblico televisivo e segretario della delegazione palestinese in Italia. In Emilia Romagna Lu Jishun, presidente dell’associazione cinese regionale, è candidato dalla Sinistra Arcobaleno in Parlamento, ma in una posizione di lista che non lo rende eleggibile. La stessa formazione in Toscana candida anche Mercedes Lourdes Frias deputata uscente di Santo Domingo e il senegalese Pape Diaw, entrambi per la Camera ma a fondo lista.
Altri nomi spuntano però per le amministrative. Per il comune di Brescia, ad esempio, vi sono diversi immigrati nelle liste civiche, fra cui Khaled El Guenid e Maria De Pilar Moren, e Mabel Miguelina Rodriguez Colon di Santo Domingo. In Friuli Venezia Giulia corre per le regionali, sempre con la Sinistra Arcobaleno, Ahmed Faghi Elmi, attivo sui temi dell’immigrazione.
Per lo stesso coalizione corre per le comunali a Treviso il senegalese Moustapha Mouhamadou, mentre a sostegno di Rutelli, nella civica dei Moderati per Roma, si candida Khalid Chaouki.
A Giugliano in Campania (Napoli) infine, terza città per numero di residenti, per il Pd alle comunali si presenta Kizilats Demet, artista russa che vive nel napoletano da oltre 20 anni.

La squadra del Pdl: da Speciale a Contini, senza rinunciare allo “straniero”


Non dite al Cavaliere che sta inseguendo Veltroni. Vi risponderà, dati alla mano, che non è vero: il recupero del Partito democratico nei sondaggi elettorali è un “artefatto”. Perché: “Noi siamo al 46,4%, il Partito democratico è al 36,4. All’Udc danno il 6%, a noi risulta il 3,8″.
Quindi Pdl avanti. Anche dal punto di vista della formazione delle liste? A dire il vero quelle che si vanno strutturando nel campo berlusconiano hanno meno impatto mediatico. Ma non è che siano meno sorprendenti. Personaggi nuovi o ben noti, imprenditori, giornalisti, generali, donne e immigrati: le candidature del centrodestra puntano su nomi che hanno anche la valenza di un simbolo.
Alcuni li annuncia Silvio Berlusconi al Tg4 di Emilio Fede: “Eugenia Roccella, organizzatrice del Family day; la bravissima giornalista Fiamma Nirenstein; Barbara Contini, nostra governatrice a Nassiryia (la 44enne milanese è stata responsabile dell’Amministrazione provvisoria della provincia irachena di Tiqar, ndr); il generale Roberto Speciale (ex-comandante della Guardia di finanza, protagonista di un memorabile scontro anche giudiziario con Vincenzo Visco, ndr) e una pattuglia di valenti imprenditori”.
Il Matteo Colaninno del Pdl sarebbe Maurizio Del Tenno: 34 anni, nato a Sondrio, imprenditore nel campo immobiliare, degli impianti elettrici, presidente nazionale dei Giovani di Confartigianato, fondatore e vicepresidente dei Circoli della libertà con Michela Brambilla. In lista entrerebbe anche Paolo Galimberti, 39 anni, che è subentrato appunto alla Brambilla nel 2007 come presidente dei Giovani di Confcommercio.
Da Confindustria, per la precisione dal vertice di Assolombarda, potrebbe arrivare Diana Bracco, presidente dell’omonimo gruppo farmaceutico.
Poi ci sono le indiscrezioni sui big. Le novità riguardano in questo caso Forza Italia, con un probabile spostamento di Sandro Bondi dalla Camera al Senato e il ritorno a Montecitorio dell’ex senatore e ministro Beppe Pisanu. Il Pdl è poi alla ricerca di un candidato della comunità musulmana. Tra i nomi Magdi Allam, Khaled Fouad Allam, ex Margherita. Poi Suad Sbau e Dounia Ettaib, entrambe esponenti dell’Associazione donne marocchine, l’ultima aggredita perché chiese di essere parte civile nel processo su Hina.
La Lega candiderà a Padova per il Senato un marocchino di religione islamica: Zakaria Najib. Un immigrato nelle liste del Carroccio sembra una contraddizione, ma lui è uno straniero molto particolare. Vive a Cadoneghe, ha sposato un’italiana, dal 1986 ha la nostra cittadinanza ed è stato consigliere comunale della Lega a Cadoneghe. A novembre ha scritto al presidente della Repubblica chiedendo, provocatoriamente, di tornare nello status di extracomunitario con tutte le facilitazioni che, secondo lui, comporta per casa e lavoro.
Insomma, con sei settimane e mezzo di campagna elettorale davanti e una dozzina alla presentazione ufficiale delle candidature è partita la girandola di nomi e contatti. Anche se le liste dei “nominati” saranno decise davvero solo all’ultimo minuto. E per trovare la difficile quadratura si dovrà - come ha spiega Paolo Bonaiuti - incrociare bene, territorio per territorio, i nomi di An con quelli di Forza Italia. Magari secondo lo schema 60-30-10: il sessanta per cento dei nomi legati a Forza Italia; il 30 ad An e il 10 ai piccoli partiti.

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