Leggi tutte le notizie su:
zanzara

di Giuseppe Cruciani
E dire che per anni abbiamo pensato che i problemi di Diego Armando Maradona fossero altri, non l’esattore delle tasse italiano. Una vita straordinaria sciupata dietro donne, alcol e droga, prima di un prodigioso recupero. Lo abbiamo visto meravigliosamente grasso, abbracciato a Fidel Castro, con enormi sigari in bocca, felice e malato al tempo stesso. Nei confronti di quel geniaccio abbiamo provato gioia, commozione e speranza al tempo stesso. Ci siamo incazzati, divisi, però in fondo lo abbiamo amato tutti. Continua

Leoluca Orlando (Credits: La Presse)

Per
Leoluca Orlando è sempre una liberazione, quando vince lui. Liberazione dalla mafia, dal malaffare, semplicemente da tutto quello che non è Leoluca Orlando. L’uomo è formidabile, una forza della natura. Annunciò che non si sarebbe candidato, «
e ve lo posso confermare anche in aramaico», invece pochi giorni dopo disse «
sugnu candidatu», in dialetto siculo tradotto in cinque lingue diverse.
Continua

di Giuseppe Cruciani
Siamo il paese delle seghe mentali. A parole tutti i politici si lamentano della crisi economica, e il lavoro per i giovani che manca, le imprese strangolate, la crescita che non c’è, il governo che latita, le tasse che arriveranno e quelle che già ci sono. Poi, quando si tratta di passare ai fatti, campa cavallo. Continua

di Giuseppe Cruciani
Sapete qual è la parola preferita da Pier Luigi Bersani? Populismo. Ce la mette dentro a ogni intervista, discorso, intervento. Una fissazione. E una volta dice che bisogna «ridurre i rimborsi ma basta populismo». Un’altra ancora parla del pericolo di passare «da un populismo all’altro». Quindi insiste perché restino i finanziamenti pubblici alla politica proprio per «evitare populismi». Continua

di Giuseppe Cruciani
È strabiliante ascoltare oggi Pier Ferdinando Casini, il leader del cosiddetto terzo polo. Omaggiato dalla quasi totalità dei media nazionali, sembra spuntato fuori da un altro pianeta, come se negli ultimi lustri fosse stato a un corso di aggiornamento politico a Cambridge. Invece siede alla Camera dal 1983, Continua

di Giuseppe Cruciani
«Ho capito che potevo essere più utile qui come medico che in Parlamento a farmi manovrare come una pedina». «Non mi dimetto: per sette anni ho dedicato alla politica tempo, energia, soldi». «Ricevo tre buste paga. Stipendio di 5 mila euro, poi con contributi e indennità si arriva a 11 mila». «Lo ammetto: la mia posizione non è limpida e quando ricevo lo stipendio di parlamentare non mi sento proprio a posto». Continua

di Giuseppe Cruciani
C’è un signore che ha fatto il sindaco nella sua città per una quindicina di anni, per tre volte il deputato nazionale e per una quello europeo, è stato prima nella Dc, poi nella Rete, quindi con Romano Prodi nei Democratici (successivamente nella Margherita) e infine nell’Italia dei valori di Antonio Di Pietro, senza contare candidature e trombature varie. Un politico a tutto tondo, Continua

di Giuseppe Cruciani
Immaginate, non so, un Fabrizio Del Noce che al telefono dà del «culattone», «fascista», «deficiente», «cretino», «stronzo», «servo dei pedofili» a un giornalista della Repubblica e poi minaccia di «mandare i forconi sotto la redazione del vostro giornale di merda». Sarebbe successo il finimondo: i sindacati avrebbero invocato l’intervento dell’Onu, mentre la carcassa di Del Noce già penzolava a piazzale Loreto con intorno una muta festante di scribi e pseudointellettuali sinistrati. Continua