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Capitano della mia anima

  • 8-03-2013
  • 14:49
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E tre punti sono stati!

Abbiamo raggiunto l’obiettivo del secondo posto avendo così, concretamente, un piccolo vantaggio nei quarti di finale ed eventualmente nelle semifinali nella corsa ai playoff.

Non è assolutamente cosa da poco, quindi siamo molto soddisfatti.

Tanta gente ci ha giudicati (spesso negativamente) in queste settimane. Personalmente credo che giudicare sia poco utile e soprattutto un enorme segno di debolezza.

Mi rendo conto come nello sport un giorno sei un campione, sei grintoso, sei un esempio per tutti, sei coraggioso… sei proprio un figo. Perdi un obiettivo, perdi un paio di partite e… bum! Sei un perdente, sei svogliato, sei un montato, sei scarso… di tutto e di più. Perfetto.

Ora, io non mi fermo su cosa sia giusto o non lo sia (è troppo soggettivo ed è anche questo un segno di debolezza, secondo me, perché spesso “giusto” e “sbagliato” sono due concetti che l’uomo si è inventato per giustificare i propri errori), cerco di andare oltre.

Noi eravamo quelli – nelle sconfitte, nelle vittorie, nelle buone prestazioni e in quelle meno buone – e lo siamo tutt’ora. Vincere sempre è impossibile, altrimenti non esisterebbe la sconfitta e non esisterebbe lo sport. I momenti belli non sono eterni, altrimenti non esisterebbero le delusioni e non esisterebbe la vita dell’essere umano.

E sono visceralmente convinto che questo sia il “bello della vita”, ma per convivere tra queste montagne russe ci vuole coraggio e passione. Non è cosa comune al giorno d’oggi.

Io non me la prendo, se qualcuno mi giudica male e non mi esalto, se qualcuno mi fa un complimento. Semplicemente perché non dipendo dai giudizi altrui. Io,  prendendo spunto da una meravigliosa poesia, cerco di essere “il capitano della mia anima”.

Mi incazzo solo quando ci dicono che “non abbiamo voglia di vincere”. In quel caso mi sento violentato come atleta e come uomo perché a quel punto sarei proprio una brutta persona e un pessimo professionista che, letteralmente parlando, vive di pallavolo.

Io, anzi, noi non siamo delle brutte persone. Siamo, oltre che delle buone persone, delle persone da rispettare.

E poi, anche giocando a carte, chi è quel pazzo che “non ha voglia di vincere”???

Forse è colui che lo dice agli altri…