
“Se ne sentono talmente tante sulla guerra, che sembrava fosse scoppiata in una nazione lontana e sconosciuta”. Inizia così Memorie di un soldato bambino, il romanzo edito da Neri Pozza, scritto da Ishmael Beah ricordando la sua lunga esperienza di guerra in Sierra Leone. Ishmael Beah aveva tredici anni quando ha perso tutto e si è ritrovato un fucile in mano, reclutato dalle truppe regolari per combattere contro i ribelli, in una guerra tra fratelli iniziata nel 1991 e terminata dieci anni dopo. Ma dov’è la Sierra Leone? In Africa. Giusto, ma l’Africa è grande, e a molti di noi ricchi occidentali sono serviti 100 mila morti e 2 milioni di profughi per scoprire dov’è esattamente questo paese. Il bilancio è stato tragico, come in tutte le guerre, e i racconti dei superstiti sono agghiaccianti, soprattutto se si considera che si tratta di bambini. Bambini che sono allo stesso tempo sopravvissuti ed ex guerriglieri, vittime e carnefici.
Memorie di un soldato bambino parla della fame, dei lunghi cammini da un villaggio all’altro, della dipendenza da droghe, della guerriglia notturna con la stessa semplicità con cui descrive una partita a calcio o la totale assenza di speranza. Gela il sangue di chi legge. “Una delle maggiori fonti di disagio mentale, fisico ed emotivo del mio viaggio era l’impossibilità di capire quando e dove sarebbe finito” racconta l’autore, che dedica questo libro a tutti i figli della Sierra Leone derubati della loro infanzia.
Pensando a questo ragazzo si prova un misto di compassione e ammirazione. Ma Ishmael Beah è vivo, migliaia di altri ragazzi non ce l’hanno fatta, e non solo in Sierra Leone. Nel mondo ci sono ben 29 guerre in corso.
- Mercoledì 23 Maggio 2007

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