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	<title>Libri &#187; Chris Anderson: senza il web, non troverete mai i libri che vi interessano</title>
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	<description>Il canale libri di Panorama.it</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 18:27:04 +0000</pubDate>
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		<title>Chris Anderson: senza il web, non troverete mai i libri che vi interessano</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2007 14:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi.gavazzi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Alla vigilia del varo di <em>Booktour</em>, la sua nuova iniziativa legata al mondo dei libri, il direttore di <em>Wired</em> parla con <em>Panorama.it</em> di Internet, del futuro (molto prossimo) dei consumi culturali, e del destino dei lettori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-5111"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_chris_anderson.jpg" border="0" /></a></p>
<p>Il mercato dei libri è al centro dell&#8217;interesse di Chris Anderson e della sua analisi in <em><span>The Long Tail</span></em> (Hyperion, 2006; in Italia: <em><a href="http://bol.it/libri/scheda/ea978887578063.html" title="La coda lunga" target="_blank">La coda lunga</a><span>. Da un mercato di massa a una massa di mercati</span></em>, <a href="http://www.codiceedizioni.it/view.php?folder=3&amp;table=catalog_pubblicazione&amp;ID=67" target="_blank">Codice Edizioni</a>, 2007), il famoso libro (<a href="http://www.codiceedizioni.it/admin/media/8b8ebb8f3167289e8adcf281538d7cd0090203.pdf" target="_blank">qui le prime pagine</a>, in formato <em>pdf</em>) dedicato alla nuova economia dei consumi culturali (anche se non solo): nato da una serie di riflessioni pubblicate prima in un celeberrimo <a href="http://www.wired.com/wired/archive/12.10/tail_pr.html" title="articolo" target="_blank">articolo</a> su <em><span>Wired</span></em> (rivista che dirige), poi accompagnate da raccolta di dati e spunti sul suo <a href="http://www.thelongtail.com/" title="blog" target="_blank">blog</a>.</p>
<p>Per semplificare: la <em>long tail</em> è la curva di domanda di prodotti culturali in un mercato dove, rimossi alcuni vincoli di scarsità, è facile per i consumatori arrivare a beni che soddisfino bisogni e interessi di nicchia; un mercato nel quale soddisfare questi interessi di nicchia sia conveniente per i produttori e i distributori.<br />
In questa curva di domanda,  alla &#8220;testa&#8221; (la parte alta della curva) ci sono i bestseller (pochi titoli che vendono molto) mentre nella coda (appunto) ci sono i prodotti di nicchia (molti titoli che vendono poche copie ciascuno). In un mercato <em>long tail</em>, la somma delle nicchie tende ad assumere un peso paragonabile al valore della &#8220;testa&#8221;, dei bestseller.</p>
<p><img src="http://longtail.typepad.com/the_long_tail/images/rawtail.jpg" align="middle" height="191" width="350" /></p>
<p><em>La parte gialla della curva è la coda che diventa &#8220;lunga&#8221; e piatta via via che le nicchie si fanno più piccole (Il grafico è tratto dal <a href="http://www.thelongtail.com/the_long_tail/2005/09/long_tail_101.html" target="_blank">blog</a> di Anderson)</em></p>
<p>Domani (31 maggio 2007) al <a href="http://bookexpoamerica.com/App/homepage.cfm?moduleid=42&amp;appname=288" title="BookExpo" target="_blank">BookExpo</a> di New York Anderson presenterà anche una nuova creatura dedicata proprio al mondo/mercato dei libri: <a href="http://booktour.com/" title="Booktour" target="_blank">Booktour</a> (lo slogan recita: <em><span>Where authors and audiences meet</span></em>). È una startup alla quale <a href="http://www.longtail.com/the_long_tail/2007/05/my_new_startup_.html" title="si dedicherà" target="_blank">si dedicherà</a> a tempo parziale (rimane a <em><span>Wired</span></em>, niente paura). Prima che  venisse annnunciata l&#8217;iniziativa di Booktour, che ha sottolineato ancora una volta quanto Anderson consideri questo mercato, gli abbiamo fatto qualche domanda in tema.</p>
<p><strong><span>Ma siamo sicuri che </span><a href="http://gruppodilettura.wordpress.com/2007/03/18/cosi-tanti-titoli-pubblicati-ma-se-questo-diventasse-un-fattore-di-cui-essere-felici/" title="i lettori apprezzino la long tail" target="_blank">i lettori apprezzino la long tail</a><span>? Forse hanno l&#8217;impressione che tutta questa possibilità di scelta di libri sia più teorica che altro? La quantità, viene detto, rischia di nascondere la varietà e la capacità di soddisfare <a href="http://gruppodilettura.wordpress.com/2007/01/02/la-vecchia-long-tail-della-lettura/" target="_blank">esigenze differenti</a>&#8230;</span></strong><br />
La scelta quasi &#8220;infinita&#8221;, tipica di un mercato <span>long tail</span>, è una straordinaria opportunità per i lettori.<br />
Il fatto che Amazon abbia in catalogo un numero di libri decine di volte superiore a qualsiasi grande catena di librerie tradizionali, fatta di muri e pavimenti e vetrine, è una dimostrazione inequivocabile, difficile negarlo.<br />
E non si tratta solo di quantità ma anche di varietà, capacità di soddisfare esigenze molto molto diverse. Da quelle di massa a, appunto, le nicchie, passando per l&#8217;enorme disponibilità dei cataloghi e dei libri usati. Senza dimenticare infine, che c&#8217;è quasi sempre un file digitale del libro che vorremmo e che questo, grazie alle tecnologie di <span>print-on-demand</span>, potrebbe essere stampato in una sola copia, quando lo desideriamo.</p>
<p>Certo, quantità e varietà da sole, non bastano.<br />
Il fattore decisivo è la possibilità effettiva di scegliere. La possibilità di trovare quel che vorremmo trovare e di scoprire quel che non sappiamo esistere.<br />
E qui sono fondamentali i cosiddetti &#8220;filtri&#8221;: gli strumenti tecnologici e i servizi in rete che propongono raccomandazioni esplicite, da parte di altri lettori, amplificando la pratica del passaparola; oppure i sofisticati software che ricavano suggerimenti dai comportamenti dei lettori, legandoli ai gusti di altri acquirenti, un&#8217;esperienza che chi va su Amazon a comprare conosce da anni.<br />
Insomma, senza questi filtri la long tail è inutile.</p>
<p><strong><span>Le assicuro che conosco decine di lettori accaniti che non usano né forse sono interessati a usare la rete e i filtri tecnologici, né conoscono le potenzialità di Amazon</span></strong>.<br />
In effetti, questo discorso è ragionevole per tutte le persone che usano la tecnologia e Internet. Altrimenti l&#8217;idea della long tail non ha quasi senso. In generale, senza i filtri, quel che c&#8217;è nelle nicchie è quasi irraggiungibile, semplicemente si rischia di non sapere nemmeno che esista.</p>
<p><strong><span>Eppure, il panorama del mercato editoriale non appare così sereno come sembra indicare l&#8217;idea della </span><span>long tail</span><span>. Le librerie occupano una parte eccessiva del loro costosissimo spazio con novità che spariscono dopo poche settimane, il lettore fatica spesso a trovare libri che dovrebbero essere in catalogo e non riesce a orientarsi fra novità che sembrano generar soprattutto rumore più che soddisfare le nicchie.</span></strong><br />
Non dobbiamo dimenticare che il mercato <span>long tail</span> è una tendenza più che uno stato raggiunto. Presuppone che vengano superate alcune condizioni di &#8220;scarsità&#8221;, tipiche dei mercati tradizionali, precedenti Internet: scarsità e quindi costi alti nei mezzi di produzione culturale; scarsità di spazio negli scaffali dei distributori e del punto vendita al consumatore; scarsità negli strumenti marketing per far conoscere il libro al potenziale lettore.<br />
È evidente che alcune di queste diseconomie sono state quasi superate - per esempio, nella distribuzione, le librerie online hanno dimostrato quanto possano essere ridotti i costi associati all&#8217;avere un libro in catalogo. I filtri di cui abbiamo parlato prima, dovrebbero sostituire le attività di marketing, per moltissimi libri, unendo con efficacia offerta e domanda a costi quasi nulli.<br />
Certo gli editori, specialmente i più grandi, non sembrano aver trovato il modello economico per prosperare in un mercato librario long tail. In questo senso, i piccoli editori, di nicchia o molto selettivi, dovrebbero avere una posizione migliore. Siamo in una situazione dove ancora le strategie si devono definire.</p>
<p><strong><span>Ma quella che lei definisce la prima forza della long tail, la democratizzazione dei mezzi di produzione culturale, nel caso dei libri, potrebbe avere conseguenze disastrose&#8230; almeno sulla qualità del pubblicato, che già oggi riempie i banchi delle librerie di titoli quasi invendibili e soprattutto illeggibili?</span></strong><br />
Non credo. Non la metterei così. La long tail in effetti è così lunga che oltre ai bestseller e oltre ai titoli che vendono poco ma sono a tutti gli effetti commerciali, ci sono anche libri che ridefiniscono il concetto stesso di <span>libro</span>. E che si collocano al fondo della coda.<br />
Fino a oggi chi si pubblicava i libri da sé veniva giudicato eccentrico, insomma era in qualche modo stigmatizzato.<br />
Ora le cose cambiano. Pubblicarsi un libro autonomamente con servizi come <a href="http://www.lulu.com/it" title="Lulu.com" target="_blank">Lulu.com</a> (<em>leggi l&#8217;<a href="http://blog.panorama.it/libri/2007/06/01/lulucom-editori-fai-da-te/">articolo</a>, ndr</em>) è un po&#8217; come scrivere il proprio blog. Nessuno pensa di raggiungere milioni di persone con il blog, ci basta il nostro pubblico, interessato proprio a quel che scriviamo. Lo stesso vale per questo tipo di &#8220;libri&#8221;.<br />
Tutto dipende da quale si ritenga sia pubblico cui si ambisce: negli Usa sta diventando popolare la pubblicazione di memorie da parte di reduci della seconda guerra mondiale, i loro lettori son ovviamente pochissimi, la famiglia, gli amici. Vogliono lasciare testimonianze dirette di alcuni eventi straordinari che hanno vissuto.<br />
La democratizzazione dei mezzi di produzione culturale sigifica anche contemplare l&#8217;idea che non tutti coloro che pubblicano lo facciano per motivi commerciali, via via che si scende lungo la long tail, avremo motivazioni come il prestigio, la reputazione, il piacere e l&#8217;orgoglio di avere solo qualche lettore.</p>
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