- Tags: Blaze, Richard-Bachman, Stephen-King
- Un commento
Il nome di Richard Bachman sicuramente non evoca alcun interesse nei
lettori di tutto il mondo. Ma se a questo scrittore semisconosciuto si associa la figura del re dell’horror Stephen King, allora qualche brivido comincia a circolare nelle vene degli appassionati del genere.
Richard Bachman è infatti lo pseudonimo con cui King firmò alcuni libri tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, quando la sua carriera era agli esordi, non riscuotendo però quel successo che opere come Shining e Carrie avrebbero ottenuto. Adesso a distanza di oltre vent’anni, ritorna nelle librerie americane, il prossimo 12 giugno per i tipi della Scribner, il romanzo postumo di Bachman/King, Blaze. Postumo perché lo stesso Stephen King, visto lo scarso successo del suo alter ego, aveva deciso di farlo morire per un “cancro allo pseudonimo”, come lui stesso aveva comunicato ironicamente. Sulla trama della storia l’autore è stato molto vago, di sicuro paura e brividi non mancheranno di sconvolgere i fans.
- Venerdì 1 Giugno 2007

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Commenti
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Il 10 Gennaio 2011 alle 12:31 elisabetta.lelli ha scritto:
E’ indubbio che io ami leggere. Ed è indubbio che amo quasi tutta la produzione letteraria di Stephen King, manchevolmente assurto solamente a Re del Brivido. Vi sono libri che possiedono la chiave d’oro che apre il cuore. Blaze ha quella chiave. Le prime pagine, le prime parole, sono difficili da amare; il preludio alla storia è contorto, quasi cervellotico, e zeppo di parolacce. Ma, andando avanti nella lettura, ecco, conosci Clayton Blaisdell Jr., detto Blaze, un omone la cui meravigliosa fanciullezza è stata distrutta da un padre tiranno, deculturato e bestiale, incapace però di annullare la natura di Blaze, non meramente quella di un balordo ed ancor meno quella di un delinquente, ma quella, sconcertante ed al contempo umanissima, di un uomo dall’animo veramente puro, che non soltanto tocca il cuore, ma lo commuove, tant’è che lo stesso King definisce Blaze un “inzuppatore di fazzoletti”, nella speranza che leggere della sua storia non susciti “lacrime d’ilarità”.
Ho iniziato la lettura di Blaze con la normale curiosità a voler conoscerne la storia.
Ho chiuso il libro con la normale malinconia che si prova quando hai concluso la lettura di una bella, struggente storia.
Elisabetta lelli
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