Lulu.com: editori fai da te

[i](Credits: [url=http://www.flickr.com/photos/ricephotos/]IRRI Images[/url] by Flickr)[/i]
Il procedimento è facile, veloce e gratuito. Basta registrarsi sul sito, caricare il proprio testo e creare la veste complessiva del libro: impaginazione, copertina, formato e prezzo. Qualche minuto, e il gioco è fatto. Il volume è pronto per essere venduto, sia in digitale che in formato stampa. In quest’ultimo caso il libro arriva dritto dritto a casa del cliente.
Benvenuti su Lulu.com, il sito di print on demand che molti indicano come la nuova frontiera dell’editoria on line. Nato dal genio di Bob Young (nella foto), co-fondatore della Red Hat, la più famosa società open source al mondo, quella di Linux per capirci, Lulu è un sistema editoriale che sfida il mondo dell’editoria classica attraverso una formula che permette di (auto) pubblicare libri, e-book, musica, video, immagini e altri contenuti multimediali.

Cris Anderson, direttore di Wired e autore di un popolare libro sui consumi culturali (La coda lunga. Da un mercato di massa a una massa di mercati, Codice Edizioni, 2007) spiega il fenomeno così: “Pubblicarsi un libro autonomamente con servizi come Lulu.com è un po’ come scrivere il proprio blog. Nessuno pensa di raggiungere milioni di persone con il blog, ci basta il nostro pubblico, interessato proprio a quel che scriviamo. Lo stesso vale per questo tipo di libri” (leggi l’intervista completa).
Nessuna barriera editoriale né tirature minime da rispettare, con pochi click del mouse chiunque può mettere in vendita le proprie opere intellettuali mantenendo il completo controllo dei diritti (o almeno così dovrebbe essere, anche se in materia ci sono state delle polemiche). Editori di se stessi con l’aiuto di un partner tecnologico: si pubblica quel che si crede in completa libertà, dal libro di cucina alla raccolta di poesie. Nella libreria di Lulu c’è veramente spazio per tutti perché, come ha spiegato Bob Young in diverse occasioni, “per noi il successo non è fatto da 100 libri che vendono 100 mila copie, ma da 100 mila libri che vendono 100 copie ognuno”. Il sito è nato in America nel 2002 dove attualmente è una realtà nota e consolidata. In Italia, secondo i dati forniti dall’azienda, il sito ha avuto un grande seguito e una settimana dopo il lancio, nell’ottobre 2006, contava già 630 nuovi autori (nel nostro paese ci sono poi altre società che offrono servizi simili). A livello mondiale Lulu si sviluppa ad una media di 5-10 mila registrazioni a settimana, conta una community di oltre un milione di utenti e le sue pubblicazioni hanno raggiunto e superato le 200 mila.
Leader di mercato nell’ambito del self-publishing, vincitore del Premio web 2.0 come miglior sito di libri, Lulu si appresta a diventare un enorme libreria multimediale esplorabile comodamente dalla poltrona di casa propria. Attraverso l’acquisto di un codice di registrazione (90$) è possibile anche promuovere il proprio libro su vetrine di grande rilievo come Barnes and Nobles e Amazon.

Commenti

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Il 1 Giugno 2007 alle 16:46 sanvito ha scritto:

A me questa sembra solo una gran furbata che sfrutta il desiderio un po’ narcisista di certi scrittori dilettanti che vogliono solo vedersi “stampati” a tutti i costi per poi regalare le copie ai parenti.
E al signor Anderson vorrei ricordare che Lulu non è come un blog perchè i blog sono gratis e i servizi di Lulu non lo sono affatto. Peraltro il “print on demand” esiste da oramai un decennio, e anche la copisteria sotto casa è in grado di tirare numeri di copie limitate: basta che paghi. Io vedo poca differenza tra questa Lulu e i malvagi editori che si fanno pagare dai loro scrittori per pubblicare il romanzo. Anzi, almeno quegli editori poi ti portano sugli scaffali delle librerie. Lulu no, ti lascia su Internet, e vuole pure 90 dollari. Troppo facile, caro Lulu, troppo.

Il 1 Giugno 2007 alle 16:55 Corrado Buccieri ha scritto:

Caro Lulu,hai buttato la rete,qualche pesciolino
sempre abbocca. Ma siamo più seri.

Il 1 Giugno 2007 alle 17:40 Chris Anderson: senza il web, non troverete mai i libri che vi interessano » Panorama.it – Libri ha scritto:

[...] Ma quella che lei definisce la prima forza della long tail, la democratizzazione dei mezzi di produzione culturale, nel caso dei libri, potrebbe avere conseguenze disastrose… almeno sulla qualità del pubblicato, che già oggi riempie i banchi delle librerie di titoli quasi invendibili e soprattutto illeggibili? Non credo. Non la metterei così. La long tail in effetti è così lunga che oltre ai bestseller e oltre ai titoli che vendono poco ma sono a tutti gli effetti commerciali, ci sono anche libri che ridefiniscono il concetto stesso di libro. E che si collocano al fondo della coda. Fino a oggi chi si pubblicava i libri da sé veniva giudicato eccentrico, insomma era in qualche modo stigmatizzato. Ora le cose cambiano. Pubblicarsi un libro autonomamente con servizi come Lulu.com (leggi l’articolo, ndr) è un po’ come scrivere il proprio blog. Nessuno pensa di raggiungere milioni di persone con il blog, ci basta il nostro pubblico, interessato proprio a quel che scriviamo. Lo stesso vale per questo tipo di “libri”. Tutto dipende da quale si ritenga sia pubblico cui si ambisce: negli Usa sta diventando popolare la pubblicazione di memorie da parte di reduci della seconda guerra mondiale, i loro lettori son ovviamente pochissimi, la famiglia, gli amici. Vogliono lasciare testimonianze dirette di alcuni eventi straordinari che hanno vissuto. La democratizzazione dei mezzi di produzione culturale sigifica anche contemplare l’idea che non tutti coloro che pubblicano lo facciano per motivi commerciali, via via che si scende lungo la long tail, avremo motivazioni come il prestigio, la reputazione, il piacere e l’orgoglio di avere solo qualche lettore. [...]

Il 1 Giugno 2007 alle 20:02 zep ha scritto:

Secondo me qualcuno ha le idee poco chiare. Chiariamo una cosa: l’iscrizione e la pubblicazione del libro è assolutamente gratuita. Conosco diversi autori che pagano fior di quattrini per vedersi pubblicare il loro libro da qualche illustre e sconosciuta casa editrice. Lulu segue invece lo stesso concetto del web: ti do gli strumenti e, se vali qualcosa, saranno i lettori a premiarti e comprare il tuo libro. Il bello in tutto questo è che finalmente vediamo traghettare nella vita reale (ovvero quella al di fuori dei confini di internet) un prodotto pur offrendo la stessa tipologia di accesso di internet, ovvero tutto gratis! è importante chiarire che l’iscrizione e la pubblicazione del libro sono gratuiti. La copisteria sotto cassa certo non offre come potenziale mercato il globo, nè tantomeno si preoccupa di fornire agli scrittori in erba gli strumenti (acquisto tramite carta di credito) indispensabili per potersi proporre a tutti e senza limiti. Un’ultima considerazione: qualcuno ha idea di quanti libri invenduti (leggi foreste decimate) vengono mandati al rogo ogni anno perchè invenduti? Non ci si stupisce se i guru dell’informazione sostengono che il modello di business di lulu sarà l’unico in un futuro troppo lontano…

Il 2 Giugno 2007 alle 10:16 throor ha scritto:

Io ho pubblicato con Lulu una raccolta di poesie, dal titolo “Amore, poi risorto”. Devo dire che offre delle possibilità che altri non ti danno, come l’isbn e un mercato che potenzialmente si estende a tutto il globo. La parte a carico dell’autore consiste nell’editing di ciò che scrive, nella preparazione adeguata del testo e nel farsi pubblicità. Quindi credo che, a seconda delle capacità dell’autore a sfruttare possibilità di collegamenti esterni e conoscenze, Lulu possa offrire un punto di partenza valido.
Ad esempio io sto pubblicando su un blog un mio romanzo fantasy, dal titolo “Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde”. Una volta terminata la pubblicazione sul blog passerò a fornire la possibilità di averne una copia cartacea stampata proprio tramite Lulu.com. Secondo me è un sistema che va sfruttato in modo nuovo, non come i tradizionali metodi di commercializzazione della carta stampata. Si tratta di un nuovo tipo di editoria e di mercato che ora è in espansione, sebbene appena agli inizi. Poi è ovvio che sarà il pubblico a determinare il successo di queste iniziative.
Fabrizio Valenza

Il 4 Giugno 2007 alle 12:18 eleonora_lulu.com ha scritto:

Ciao a tutti,
sono Eleonora Gandini, PR Manager in Italia per Lulu.com. Mi permetto di intervenire perchè ho letto dei commenti con informazioni non corrette.

Mi riferisco in particolare al commento di sanvito, dove dice che Lulu chiede 90 euro all’autore.
Vorrei specificare e confermare quanto già scritto da zep:

 Lulu.com è gratuito. Ti iscrivi al sito, pubblichi e non ti obblighiamo a comprare niente. Se vuoi acquistare delle copie del tuo libro, puoi farlo al prezzo di costo, altrimenti potrai anche pubblicare senza acquistare nulla. A differenza di alcuni POD, che invece richiedono un acquisto minimo di 50-100 copie, Lulu è totalmente gratuito.

I 90 euro citati, null’altro sono che la cifra richiesta per l’acquisto del codice ISBN, che, una volta acquistato dall’autore, permetterà al libro di entrare nella distribuzione globale.
E non è obbligatorio acquistare quel codice. Si tratta di una scelta dell’autore. In assenza di esso il libro rimarrà in vendita sui siti di Lulu ma non nella distribuzione globale.

Per quanto riguarda gli autori, basta dare un’occhiata ai contenuti pubblicati, sia in Italia che nel mondo. Ci sono autori famosi o meno (Giuseppe Genna in Italia è il primo che mi viene in mente): bisogna però ricordarsi che la “coda lunga” cambia il concetto di best seller (e Anderson lo conferma, cifre alla mano).

Ciao! :)

Il 4 Giugno 2007 alle 15:55 United Stories of America: cercasi nuovo Carver » Panorama.it – Libri ha scritto:

[...] Quanto è difficile essere pubblicati se si è giovani scrittori? Lo sanno le migliaia di speranzosi autori che inviano il proprio manoscritto a piccole e grandi case editrici in tutto il mondo, oppure a concorsi, riviste e agenzie letterarie. E la scelta è davvero ardua anche per chi questi manoscritti li deve giudicare. Lo sanno gli editori del magazine Granta, a Londra, che hanno scelto 21 racconti americani per una nuova antologia, dal titolo Granta 97: Best of Young American Novelists 2. [...]

Il 4 Giugno 2007 alle 17:10 Corrado Buccieri ha scritto:

Bene Eleonora,aboliamo tutti i dubbi,la spesa è
di solo 90 E. mi pare di aver capito.
A questo punto come si fa a pubblicare il libro?
Io ne tengo uno già pronto e stampato,bisogna
mandare le fotocopie o come si procede?
M’illumini.

Il 4 Giugno 2007 alle 18:12 sanvito ha scritto:

Ringrazio tutti del chiarimento, se è così in effetti leggendo l’articolo avevo frainteso alcuni aspetti dell’iniziativa che invece adesso mi pare buona. Auguri a Lulu e a chi pubblica con lui.

Il 4 Giugno 2007 alle 19:41 Corrado Buccieri ha scritto:

Discutere su un argomento serve sempre a qualcosa
ma come funziona questa iniziativa io non l’ho
ancora capito.

Il 5 Giugno 2007 alle 10:44 eleonora_lulu.com ha scritto:

Ciao Corrado, ecco qualche dettaglio in più.

Basta collegarti al sito http://www.lulu.com/it e registrarti (gratuitamente). Una volta seguiti gli step di registrazione, arriverai alla tua pagina personale (Il Mio Account); da lì per iniziare a pubblicare potrai cliccare su “Inizia un nuovo progetto”, scegliendo cosa pubblicare (Libri a copertina morbida o rigida, libri fotografici, calendari, opuscoli, poster, immagini, media digitali, ebook, CD, DVD).

Prendendo per ipotesi un libro: scegli il formato nel quale vuoi pubblicarlo (copertina morbida o rigida, pocket size, eccetera), e segui passo passo le opzioni date dal sito. Nella prima pagina che ti si aprirà, ci sarà anche l’opzione di inserimento dell’ISBN. Se lo vorrai acquistare, potrai inserirlo anche successivamente la pubblicazione senza codice (il famoso discorso della spesa opzionale di 90 euro).

Sempre nel processo di pubblicazione, ti verrà richiesto di caricare il tuo file (word, pdf, o altri, l’elenco dei file accettati è sul sito), la copertina (se vuoi realizzarla tu, altrimenti puoi utilizzare una delle copertine già precaricate sul sito).

Poi potrai settare tu il prezzo di vendita del libro. Il sistema ti dirà una cifra sotto la quale non potrai vendere il libro (ovvero la cifra utile a coprire i costi di stampa). Sopra a quella cifra sarà il guardagno.

Per ipotesi, voglio vendere il mio libro al prezzo di copertina di 10 euro. Se la stampa cosa (esempio) 2 euro, degli 8 euro rimanenti: su ogni copia venduta l’80% andrà a te, il 20% a Lulu come commissione. In qualsiasi caso, dal sistema, potrai settare tu le cifre e il calcolo verrà fatto in automatico.

Concluso il processo di pubblicazione, il libro sarà pronto per la stampa, e verrà stampato solo nel momento in cui qualcuno ne ordinerà una copia (print-on-demand).

Come scritto sopra, potrai acquistare il codice ISBN anche successivamente (1 mese, 2 mesi, 1 anno, a tua discrezione) e andare nella distribuzione globale.

Spero di aver chiarito qualche dubbio e di non essere stata pedante :)

Ciao
Eleonora

Il 5 Giugno 2007 alle 11:12 bigfen ha scritto:

A me sembra una conversazione tra sordi e ciechi… Sanvito parte con la polemica quando avrebbe fatto bene a leggere le prime tre righe dove scrivono che il servizio è gratuito. Corrado risponde di aver capito che si pagano 90 euro dopo l’ampia spiegazione di Eleonora e l’articolo che dicono il contrario. Ma fortunatamente ora tutti i dubbi sembrano fugati. Propongo dunque di leggere prima di parlare. E poi, senza polemica, tutti su lulu a pubblicare.

Il 5 Giugno 2007 alle 17:42 Corrado Buccieri ha scritto:

Finalmente ho dato uno sguardo al sito di lulu.
Sarà un’ottima iniziativa,ma ci vuole molto tempo per leggere tutto e capirne il meccanismo.
E come per ogni novità,occorre anche attendere il
giusto rodaggio.Grazie a tutti.

Il 10 Luglio 2007 alle 14:35 Harry Potter e il successo dei blook » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:

[...] Blook e fandom sono le due parole chiave per capire questo fenomeno. Quella dei blook è la tendenza di unire le pagine dei libri (book) con i post dei blog: per esempio, migliaia di persone hanno pubblicato sul sito Lulu.com i loro libri, e alcuni di loro li hanno anche stampati. Oppure i testi di un blog possono riversarsi in un libro: alcune volte il volume è diventato un bestseller, come nel caso della blogger Pulsatilla. Per i talent scout delle case editoriali è una vera e propia miniera di idee e di nuovi autori da proporre al pubblico. [...]

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