Dal blog al libro: Beppe Grillo dà voce ai precari

[i](Credits: Ansa)[/i]

“Col blog ho ricevuto 20mila lettere da giovani precari in italia. Sono lettere che sembrano scritte da Fantozzi solo che sono vere, ti viene un cuore così”: Beppe Grillo nei suoi spettacoli presenta il libro Schiavi moderni che raccoglie le testimonianze di lavoratori d’ogni tipo: tantissimi nei call center, divenuti ormai il maggior ricettacolo per disoccupati. Poi nelle aziende e, cosa più incredibile, nel pubblico impiego.
Come B.B.: “Ho una laurea in una disciplina scientifica e lavoro presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Facciamo attività di ricerca nel settore della biodiversità forestale. I risultati scientifici non mancano, peccato che l’unico inquadramento previsto sia quello di operaio agricolo a tempo determinato. Questo significa uno “stipendio” sui 1.000 euro, malattia pagata al 50% dal terzo giorno, niente ferie, mancato riconoscimento del titolo di studio e altre amenità del genere. Grazie a questa legge capestro i nostri contratti sono fissati di durata trimestrale, in pratica questi tre mesi lavoro, i prossimi tre… chissà. La legge Biagi è purtroppo diventata una scappatoia per le aziende per fare ancora più soldi a scapito dei dipendenti ma nel mio caso è lo Stato italiano che si comporta esattamente allo stesso modo”.
Sono lettere di persone che “si ridono addosso” per non piangere.
Quel che emerge è il quadro sconsolante che cominciamo a conoscere: alla laurea o anche al master non segue il lavoro per cui si è studiato, anzi sono qualifiche spesso da tener nascoste perché altrimenti si è “troppo qualificati” e non si viene assunti. Tra le tante truffe ai danni dei finanziamenti europei c’è anche questa, in Italia: l’Ue finanzia corsi e master che poi portano a contratti a progetto ridicoli, quindi alla fine è come non averli fatti. Lo dice perfino il premio nobel per l’economia Stiglitz nella prefazione del libro (disponibile anche in versione digitale gratuita): “In Italia un precario ha una probabilità di esser licenziato nove volte maggiore di un lavoratore regolare, una probabilità di trovare un nuovo impiego, dopo la fine del contratto, cinque volte minore e fino al 40% dei lavoratori precari è laureato. Ma se li mettete a servire patatine fritte o nei call-center, perché spendere tanto per istruirli?”

Commenti

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Il 14 Settembre 2007 alle 11:15 Blogger, precario e deluso da Bertinotti: ecco il V-boy » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Ma chi è il V-boy? Elio Veltri (qui il suo intervento al V-Day di Milano), che sta organizzando la discesa in campo della Lista civica nazionale per il 6 ottobre a Roma e che si sente un po’ la chioccia di questo movimento, sostiene che sono giovani dai 20 ai 35 anni, spesso con un lavoro precario, o cinquantenni che “sperano che l’Italia non sia ancora morta”. “Non ho raccomandazioni” dice ancora Palamara. “Mi cercherò un lavoro in una ditta di pulizie”. Il V-boy è contro la legge Biagi. E ha due bibbie: il libro-testimonianza di Grillo Schiavi moderni, che in agosto ha ricevuto il plauso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (chissà se è pentito?), e quello di Michela Murgia, una giovane 34enne sarda, che in un best-seller agrodolce, Il mondo deve sapere, ha raccontato il dramma quotidiano, non privo di elementi grotteschi, di un lavoratore di un call center. [...]

Il 17 Settembre 2007 alle 15:25 Vespa: S’avanza il qualunquismo di sinistra » Panorama.it - Opinioni ha scritto:

[...] Grillo è un comico intelligente e un furbacchione di tre cotte. Riempie i teatri facendo il verso o insultando – con indiscutibile mestiere – una fascia di politici o di potenti reali e supposti che il pubblico ama veder derisi e insultati. A questa prima fase se n’è aggiunta una seconda ancora più magistrale: quella del blog. C’è una quantità di gente largamente superiore a ogni immaginazione che passa ore davanti al computer partecipando al rito collettivo del dialogo virtuale. Il blog di Grillo è diventato un formidabile circo del qualunquismo di sinistra. E già, perché la novità è proprio questa. Il qualunquismo, da quando è nato nel 1944 con Guglielmo Giannini, ha sempre pescato a destra. Ma Grillo è un uomo di sinistra. Alla cena di gala della sua manifestazione bolognese di sabato c’erano Marco Travaglio (che nasce a destra, ma scrive sull’Unità ed è il più fiero e violento avversario di Berlusconi) e Sabina Guzzanti, che contesta da sinistra la sinistra mollacciona (a suo dire) che ci governa. Che cosa scrive Grillo nel suo libro Schiavi moderni? “Le legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori, specie in giovane età… La legge Biagi crea i nuovi schiavi moderni”. Naturalmente non è vero. Le migliaia di precari dei call center finalmente assunti con pienezza di diritti grazie alla legge Biagi sono la testimonianza vivente del contrario. Ma larga parte del popolo di sinistra, convinto della nefandezza della legge Biagi fin dall’ultima campagna elettorale, gode a sentir gridare a pieni polmoni affermazioni al tempo stesso così false e così accattivanti. Da qui nascono l’attenzione dell’Unione e la comprensione di Fausto Bertinotti per le iniziative di Grillo. “Non è colpa sua se la politica non dà risposte” ha detto il presidente della Camera. Quali risposte? Abolire la legge Biagi, per esempio. Peccato che Grillo non voglia affrontare in un pubblico dibattito Pietro Ichino, il giuslavorista (certo non di centrodestra) che vuole dimostrargli che quella legge è tutt’altro che una peste bubbonica. Le 300 mila firme per la legge d’iniziativa popolare contro l’elezione dei condannati sono un serbatoio troppo importante per essere ignorate. Non fa niente se presenta forti dubbi d’incostituzionalità, perché potrebbe violare il principio d’uguaglianza. O se è il popolo che elegge i condannati, quando sarebbe liberissimo di bocciarli. Quali condannati, poi? Anche quelli come Grillo che, riferisce Il giornale, lo furono per un brutto omicidio colposo di tanti anni fa? Il qualunquismo è di destra, ma la preoccupazione a sinistra è fortissima. Non a caso Pancho Pardi, il padre dei Girotondi, vuole allearsi con lui. Non a caso Antonio Di Pietro, che ha sempre pescato nel giustizialismo, ha plaudito all’iniziativa. Non a caso Alfonso Pecoraro Scanio esige “risposte concrete” alle invocazioni di Grillo. Il comico tribuno assicura che non farà un partito perché lui i partiti vuole distruggerli. Per sostituirli come? Intanto fa un mucchio di soldi riempiendo i teatri, mentre c’è da giurare che Schiavi moderni sarà un fantastico best-seller. Complimenti. Davvero. [...]

Il 17 Settembre 2007 alle 16:11 kico57 ha scritto:

Ciao a tutti, sono un geometra cinquantenne di rimini con una trentennale espeienza nel campo edile con mansioni di responsabile di produzione per lavori anche all’estero. Tra due settimane interrompo un lavoro con una ditta edile di rimini (impiegato da esattamente due anni e precedentemente a milano)concordando da parte unilaterle per conto del mio titolare, un mio allontanamento dall’azienda senza alcuna giustificazione, soltanto un cattivo rapporto con il suo dirrettore amministrativo. Pensate che le aziende medio e piccole sono organizzate seriamente in romagna, meglio di quelle siciliane? In sicilia in campania si dice che vi è delinquenza, che le ditte fanno quello che vogliono con i propri dipendenti! Pensate che quì sia diverso? Assolutamente è la stesa cosa, solo che in queste zone vi è più possibilità, ma lo squallore è lo stesso. Pensate che io a 50 anni ho molte più possibilità con tanta esperienza? Assolutamente no! Secondo quanlcuno come si ci dovrebbe comportare? deninciare tutto? forse se faremo tutti un passo avanti non vi sarebbero tali situazioni. In bocca al lupo a tutti.

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