È possibile che le serie televisive di qualità siano il vero romanzo dei nostri anni? Se ne discute su questo blog. Ma recentemente la domanda se la sono posta in molti. Ultimi, in ordine di tempo, alcuni critici americani che dopo la fine di The Sopranos non hanno esitato a definire l’autore della serie, David Chase, il Charles Dickens di oggi.
Da noi, in Italia, sposa la tesi Aldo Grasso. Che in Buona maestra (Mondadori) spiega come queste series siano diventati i feuilleton della contemporaneità, grandi narrazioni pubbliche spesso più importanti della letteratura. È il caso ad esempio di Lost, Sex and the City, Desperate Housewives e Doctor House.
E proprio da Doctor House spunta a sorpresa un nuovo autore di romanzi. È Hugh Laurie (nella foto), il protagonista della serie tv (guarda il video), ora anche autore di Il venditore di Armi: un libro d’esordio che è già diventato un best seller in Gran Bretagna e in America. E che in questi giorni arriva nelle nostre librerie, pubblicato da Marsilio. La storia non ha nulla a che vedere con il cinico medico interpretato da Laurie in Tv. Anzi, è la vicenda di un ex militare diventato mercenario che però non ha perso i propri solidi principi etici. E che proprio a causa di questi incappa in una serie di avventure per salvare l’uomo che era stato incaricato di assassinare.
Il merito del successo di vendite del romanzo è forse dovuto alla celebrità televisiva raggiunta negli ultimi anni dallo scorbutico medico di Doctor House. Ma la qualità letteraria del Venditore di armi ha comunque convinto i critici del Daily Telegraph e del New York Times Book Review.
Fra gli scaffali delle librerie, poi - tra chi da attore si inventa romanziere e chi definisce i serial tv come nuovi romanzi - c’è anche chi eleva i telefilm a quiz. O meglio I telefilm a test, come recita il titolo di un libretto scritto da Igor Vazzaz, illustrato dalle vignette di Giovanni Vannini, introdotto da Aldo Grasso e pubblicato da Alpha Test. Protagonisti del volume sono gli antesignani degli odierni feuilletons di dottori e casalinghe. Ovvero: Ralph supermaxieroe, Hazzard, Strega per amore, i Robinson… 252 pagine di quesiti e curiosità su tutti quei telefilm che hanno nutrito la generazione nata negli anni Settanta. E le cui sigle risuonano ancora nelle orecchie di molti.
- Giovedì 19 Luglio 2007

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Commenti
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Il 13 Agosto 2007 alle 11:08 Dr. House, al di là del bene e del male » Panorama.it – Libri ha scritto:
[...] La filosofia da sempre esplora i fenomeni e i noumeni in tutte le loro sfumature. La storia delle idee ha spesso incrociato il suo percorso con la letteratura, con la storia, con la scienza, con il cinema e con l’arte in generale attraverso l’estetica, la poetica e la critica. In questo il ‘900 è stato particolarmente “bravo” riuscendo a teorizzare un approccio alla realtà di stampo fenomenologico che fosse in grado di sospendere il giudizio e di ampliare l’orizzonte della speculazione. Un orizzonte da mantenere sempre e comunque fluttuante ed elastico. Può allora la metafisica misurarsi con un serial televisivo? Con una sit-com? La risposta secondo il collettivo filosofico genovese Blitris è sì, può farlo. Come per ogni indagine filosofica però non basta fermarsi a una semplice affermazione senza entrare nei dettagli e sviscerare l’argomento, per questo a settembre il collettivo darà alle stampe per i tipi della Ponte alle Grazie un libro che indaghi l’argomento. Di tutti i serial che invadono l’etere, i satelliti, i decoder, i browser peer to peer ecc., Blitris ha scelto Dr. House Medical Division. Il volume La filosofia del Dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo da settembre sarà in tutte le librerie ed è nato nel corso di un dottorato in filosofia dal sodalizio di Maria Cristina Amoretti, Daniele Porello, Simone Regazzoni e Chiara Testino che si occupavano di materie diverse (logica, epistemologia, filosofia politica, estetica) ma che si sono trovati accomunati dalla curiosità intellettuale che un personaggio come House, caustico come Cioran e ironico come Hume, può suscitare al di là dei meri meccanismi narrativo-commericiali dei serial. “Per House” spiegano “ogni malattia è una sfida, un nuovo e intrigante puzzle da risolvere con acume, spirito di osservazione, abilità analitiche e intelligenza. E la sfida, per noi, è House” continuano gli autori “Come ragiona? Come fa a indovinare la diagnosi? Come fa a sapere che è corretta? È buono o cattivo? O è al di là del bene e del male? E perché, in fondo, ci affascina tanto? Ecco perché abbiamo deciso di discutere di filosofia con Gregory House” concludono “Perché oltre a mostrarci qualcosa di assolutamente originale ha anche qualcosa di appassionante da dirci”. [...]
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