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	<title>Libri &#187; Fruttero- Venezia: se la tv mette lo zampino nei libri</title>
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	<description>Il canale libri di Panorama.it</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 18:27:04 +0000</pubDate>
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		<title>Fruttero- Venezia: se la tv mette lo zampino nei libri</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2007 16:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippomaria_battaglia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L'autore di <em>Donne informate sui fatti</em> arriva ultimo al Campiello. E snobba la vincitrice perché è anche un'autrice televisiva. Lei ribatte a <em>Panorama.it</em> che la tv non c'entra e che conta soltanto il gusto del pubblico. Solo che poi a vedere  le vendite...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-10565"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10024/normal_frutterovenezia.jpg" border="0" /></a></p>
<p>A sollevare la questione è stato un inedito Carlo Fruttero, che a commento della vittoria del premio Campiello, attribuito quest’anno al libro <a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880618474&amp;ed=87" target="_blank"><em>Mille anni che sto qui</em></a> di Mariolina Venezia ha detto: &#8220;Non ho letto il suo libro, ma quando ho saputo che la vincitrice scrive fiction per la televisione, credo di aver capito il genere.&#8221; E poi, a giustificazione del quinto posto ottenuto nella stessa competizione dal suo romanzo, <a href="http://www.centolibri.it/search/risultato_cat.jsp" target="_blank"><em>Donne informate su fatti</em></a> ha aggiunto: &#8220;<a href="http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/2007/09/co_9_070903059.xml" target="_blank">La giuria popolare è orientata verso un certo tipo di narrativa, diversa dalla mia</a>.  Sono lettori medi, o medio bassi. Il pubblico popolare preferisce quello, non sto a tormentarmi troppo.&#8221;<br />
Ma esiste davvero un registro narrativo che si può definire televisivo? A sentire Mariolina Venezia, no. “Per un romanzo, e in generale per la letteratura, parlare di linguaggio televisivo&#8221; dice la vincitrice del Campiello a <em>Panorama.it</em> &#8220;è improprio. È vero, sono anche una scrittrice di fiction, ma quando scrivo romanzi faccio un’altra cosa. I due ambiti sono distinti, anche se non necessariamente impermeabili. Anzi, a volte si possono influenzare. La nascita della fotografia ha di certo cambiato il modo di fare pittura, ma ciò non vuol dire che l’abbia sostituita o snaturata”.<br />
Opinione diversa  da quella di Gian Luigi Beccaria, uno dei giurati che selezionano i finalisti, che ha commentato: “Il pubblico di oggi è abituato dalla tv alle saghe familiari, versione contemporanea dei romanzi che attraversano il tempo: amori, furori, fortune e rovine. E la proposta narrativa della Venezia è tutt’altro che nuova. Fruttero è troppo sottile per i lettori di bocca buona”.<br />
Due tipi di letterature quindi, una colta ed elitaria, l’altra più passionale e popolare? Per Philippe Daverio, un altro dei giurati, nulla di tutto questo, è solo una questione di libertà di giudizio: “All’inizio la bocciatura di Fruttero mi ha lasciato a bocca aperta. Poi ho capito: i critici leggono avendo bene in mente chi sia l’autore del libro, i lettori no. Valutano semplicemente i romanzi sulla base del piacere che gli dà la lettura”. L’interrogativo resta, ma finora le vendite danno ragione allo scrittore piemontese: il libro di Fruttero ha infatti venduto dieci volte di più di quello della Venezia.</p>
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