- Tags: Amok, Krystian-Bala, Polonia, romanzo, thriller
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“La vita imita l’arte” declamava Oscar Wilde, ma nel caso di Krystian Bala, 36 anni, scrittore polacco di successo grazie al romanzo Amok, la vita ha fatto molto di più. Attraverso l’arte ha fatto giustizia. E così Krystian è stato appena condannato a 25 anni di carcere proprio per il suo libro, pubblicato nel 2003. L’accusa è quella di aver ucciso a Breslavia, nel 2000, un imprenditore, Dariusz Janiszewski, che avrebbe avuto una relazione con sua moglie. Ma il bello è che ad inchiodare il giovane talento della scena letteraria polacca è stato proprio il romanzo che ha scritto, in cui ha raccontato una storia analoga.
In questo Basic Instinct made in Polonia, insomma, gli ingredienti ci sono tutti. L’omicidio efferato e irrisolto; la vittima che è stata trovata incastrata in una chiusa sul fiume Oder, torturata e incaprettata; la lettera anonima nel 2003 al commissariato cittadino con il suggerimento di leggere il libro; e infine il libro stesso. Già perché Amok è un thriller, ambientato tra Parigi e il Messico, mescolato a buone dosi pulp, dove personaggi con vene intellettuali galleggiano in un mondo dove si fugge sempre, possibilmente grazie a meravigliosi cocktail di sesso e droga. La sfortuna per Krystian è stata quella di incappare in un commissario con la passione per la lettura che ha apprezzato a tal punto il suo romanzo da divorarlo in poche ore e da arrivare subito alla conclusione: lo schema della trama è lo stesso schema dell’omicidio che chiedeva una soluzione. Le indagini ripartono, si scoprono i tasselli decisivi, come il fatto che lo scrittore conoscesse la vittima, e si arriva dunque all’arresto. Per la cronaca comunque nel romanzo ad essere uccisa è una donna, Mary, anche se le modalità sono identiche a quelle del delitto reale. Tra finzione e realtà c’è però un’altra differneza tutt’altro che irrilevante: nel romanzo l’omicida riesce a farla franca.
Krystian Bala, comunque, ha continuato a professarsi innocente fino all’ultimo ed è nato perfino un comitato per supportarlo. Ma al momento del verdetto si è chiuso in un lungo silenzio. Le parole, ha imparato, alla fine si possono pagare care.
- Venerdì 7 Settembre 2007

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