Tra meno di un mese sarà noto il vincitore del prestigioso Booker Prize ma intanto la rosa dei papabili si sfoltisce sempre più. E se Ian McEwan, con il suo On Chesil Beach è nella top list deve adesso abituarsi all’idea di stare in compagnia con un libro che già fa parlare di sé, anche per le dichiarazioni del suo autore. “Questo libro è una frode” dice, infatti, lui stesso della sua opera. Si tratta di Animal’s People, romanzo numero due dell’indiano Indra Sinha, una storia completamente ambientata ai tempi della tragedia di Bhopal nel 1984, il più grande incidente chimico-industriale della storia, causato dal rilascio di 40 tonnellate di isocianato di metile dalla multinazionale americana della Union Carbide, nello stato indiano del Madya Pradesh. Morirono nell’immediato più di 3000 persone, e più avanti 15 mila, mentre ne rimasero contaminate circa 600 mila. Questo libro è una frode, ammette lo stesso Indra Sinha perché, nonostante il forte impegno civile e l’appoggio dato a tutti i risvolti giuridici della tragedia, lui con al momento della tragedia non c’era. E non ha vissito la disperazione dei primi momenti. Come poterne scrivere dunque? A quietare le ansie, forse eccessive, di uno scrittore pieno di talento, da noi è conosciuto per La morte di Mister Love, per fortuna è arrivato Animal, il protagonista del romanzo. Che alla fine salverà tutti, Sinha compreso. Orfano, vittima sì ma con un forte senso dell’umorismo, nel libro il giovane racconta al lettore la tragedia della sua gente attraverso un giornalista che nella finzione letteraria lo intervista. “Animal per me è una persona in carne ed ossa” ammette Sinha “una persona che posso dire di aver conosciuto e non di aver inventato”.
- Lunedì 17 Settembre 2007

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