Milano, zona Fiera - esterno giorno. Rossella Canevari e Virginia Fiume mi hanno dato appuntamento ai giardinetti di Pagano per parlarmi del loro libro Voglio un mondo rosa shokking (edizioni Newton Compton), che proprio in questi giorni sta per tagliare il traguardo delle 30mila copie. Risultato ragguardevole per due esordienti: merito del passaparola, di una trama scanzonata e aderente alla realtà di oggi, del sito che ha funzionato da megafono.
Il libro ha anche un booktrailer:
Rossella arriva all’appuntamento indossando una t-shirt promozionale (”Donne con le tette - le palle lasciamole agli uomini”) che è già tutto un programma.
Il romanzo è ambientato a Milano: le protagoniste Camilla e Sofia, vere e proprie alter-ego delle autrici, sono due sorelle che abitano in zona Fiera. Camilla ha 23 anni e sta per laurearsi; Sofia ne ha 30 e cerca, tra mille peripezie, di farsi strada nel difficile mondo della televisione. Il libro fotografa un momento di passaggio, in cui entrambe si trovano a dover decidere del loro futuro. Le due sorelle sono diverse, ma molto unite: “Malgrado gli stili di vita completamente differenti, anche a causa della grande differenza di età, Camilla e Sofia si vogliono un gran bene: il loro legame è forte”, spiega Rossella.
Il lettore le segue nelle loro vite parallele, raccontate in prima persona, un capitolo per una: Virginia Fiume nei panni di Camilla, Rossella Canevari in quelli di Sofia.
Camilla ha la freschezza spensierata delle “pischelle”: sa però che è iniziato il conto alla rovescia, e che la laurea imminente implicherà anche la necessità di fare scelte importanti. Uno dei luoghi più significativi per lei è via Festa del Perdono, sede dell’università Statale: qui va a colloquio con i professori, incontra gli amici, si fuma qualche canna, qui discute la sua tesi e viene proclamata “dottoressa in Lettere” di fronte, come da tradizione, a tutto il parentado.
Sofia invece deve fare i conti con una vita diurna molto meno divertente: lavora in una piccola tv satellitare, con ben poche possibilità di realizzare il suo sogno di diventare un’autrice tv. Rossella Canevari ha trasferito nel libro la sua esperienza diretta, e racconta: “Le pari opportunità sono ancora un miraggio nel mondo televisivo italiano. E poi è sempre necessaria la spinta, la conoscenza: altrimenti ci si deve rassegnare a venire sfruttati con contratti da fame. La tv è lo specchio della società italiana: una casta, proprio come la politica”.
Come se non bastasse, nel libro Sofia scopre di essere incinta, e questo la mette in crisi: “Il mio personaggio ha l’età anagrafica e biologica per la maternità. Ma ha anche la consapevolezza che, nel mondo in cui sogna di poter lavorare, una donna che fa un figlio esce automaticamente dal giro. E non viene richiamata più: quando e se vorrà ricominciare, dovrà ricominciare dalla gavetta” spiega amara Rossella. Così il percorso di Sofia, nel libro, è una lunga riflessione su cosa vuol dire fare figli oggi in Italia: il personaggio si ritrova a fare la fila nel reparto di Ginecologia dell’ospedale Mangiagalli, per richiedere la procedura di interruzione volontaria di gravidanza.
Le pagine di Camilla, invece, sono meno drammatiche: il lettore la segue nelle sue scorribande notturne, nei suoi approcci più o meno fortunati con l’altro sesso, nelle sue considerazioni sulla realtà che la circonda. Ma Camilla è anche un’idealista, pronta a impegnarsi anche concretamente per le cose in cui crede: ecco perchè a un certo punto si ritrova in corso di Porta Ticinese, in uno “stanzone” che fa da quartier generale alla Lista Civica in vista delle elezioni imminenti.
Oltre a Milano, c’ un’altra città che appare nelle pagine del libro: Vancouver. Da lì arriva la cugina Nunzia, per presenziare alla laurea di Camilla, portandosi dietro coraggiosamente la sua bella fidanzata e scatenando con il suo coming out un prevedibile putiferio familiare. Ed è lì che Camilla decide di trasferirsi: “Abbiamo scelto il Canada perchè è un Paese che entrambe avevamo visitato e amato”, spiega Rossella. “E poi ha una legislazione avanzata in merito ai diritti civili e alle libertà personali” specifica Virginia “che per esempio permette il matrimonio tra omosessuali e il consumo di droghe leggere. Per questo ci è sembrato appropriato che Camilla andasse a viverci”.
Quindi il libro finisce in Canada? Non proprio. Il libro in realtà non finisce: continua nel blog, dove le autrici continuano a scrivere una sorta di diario raccontando le loro vite e costruendo ogni giorno un dibattito con il pubblico. (Ascolta Rossella e Virginia che raccontano quanto è importante la multimedialità del libro e quali progetti hanno in cantiere). Sempre con l’obiettivo di mettere le donne al centro della scena: “donne con le tette, che le palle le lasciano agli uomini”.
- Martedì 2 Ottobre 2007


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