
Più di mille anni fa, l’imperatore Taizong della dinastia Tang aveva affermato: “L’acqua sostiene la barca; ma l’acqua può anche affondare la barca”. Il viaggio dei giornalisti cinesi Chen Guidi e Wu Chuntao all’interno delle campagne dalla provincia dello Anhui, nell’est del Paese, li ha portati ad un’amara conclusione: in Cina, oggi, è la barca che rischia di affondare l’acqua. Barca ed acqua sono due metafore che simboleggiano, rispettivamente, governo e contadini.
Può la barca affondare l’acqua? (Marsilio) è, secondo il giornalista Federico Rampini che ne firma la prefazione, “un atto di accusa contro il potere politico” scritto da due autori che in tre lunghi anni hanno visitato e condotto interviste in più di 50 città dell’Anhui, scoprendo alcuni dei milioni di casi di umiliazioni, omicidi, torture e sfruttamento cui i contadini sono stati sottoposti, nei soli anni ‘90, dai funzionari pubblici dei rispettivi villaggi.
Pubblicato a fine 2003, il testo è stato tradotto in italiano solo nel 2007. Inizialmente il reportage di Chen Guidi e Wu Chintao godette di un inaspettato successo anche nella Repubblica Popolare Cinese, dove divenne oggetto di dibattiti e talk show sulla condizione contadina nel Paese. Ma solo pochi mesi dopo il libro venne censurato e ritirato dalla distribuzione. Tuttavia, si stima che nel Paese siano state vendute almeno otto milioni di copie-pirata. Gli autori non si sentono degli eroi. Ritengono di aver fatto il loro dovere di giornalisti “dando voce a chi non l’aveva”. E l’amarezza e la tragicità della situazione descritta lasciano anora spazio a una speranza: come “ogniqualvolta un villaggio oppresso è riuscito a ottenere visibilità sui mass media le sue chances di tutela sono migliorate”, ecco che la circolazione di Può la barca affondare l’acqua? potrebbe far sì che, alla fine, la risposta al particolare quesito resti negativa.
- Sabato 13 Ottobre 2007

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Commenti
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Il 13 Ottobre 2007 alle 20:21 daniele1950 ha scritto:
Ma, dove sono Amnesty, WWF, Onu, Greenpeace, Save The Children, Unesco e compagnia cantante, dove sono? Sarà che non si possono disturbare i comunisti? Sarà che si muovono (molto male) solo quando fa comodo, cioè contro Israele, USA, Berlusconi? Che schifo mi fanno gli ambientalisti vigliacchi.
Il 16 Ottobre 2007 alle 15:00 Cina: viaggio al termine della censura su Internet » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] L’obiettivo sarà pure quello di “una società armonica” con “una visione scientifica di sviluppo“, come spiegato da Hu Jintao nel discorso di apertura del Congresso del Partito Comunista Cinese. Ma, sul fronte dei diritti civili e delle libertà di espressione, la strada da percorrere resta ancora molto lunga. “Viaggio al termine della censura su Internet” è il titolo di un rapporto (disponibile qui in pdf) diffuso da Reporters sans Frontiéres alla vigilia dell’ultimo Congresso, che mette a nudo aspetti inediti della potente macchina di controllo e di costruzione del consenso del governo di Pechino. [...]
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