Il Maestrale, un vento di libri soffia nel cuore della Barbagia

Dentro una libreria nuorese, Peppe Podda e Raffaele Casula vendevano i romanzi di Grazia Deledda, Giuseppe Dessì, Salvatore Satta e non solo. Un giorno decisero che anzichè vendere, sarebbe stato più divertente pubblicare, magari partendo proprio dalla riedizione delle novelle deleddiane. I due librai si trasformano in editori, Giancarlo Porcu da autore diventa editor, e nasce così, nel 1992, la casa editrice Il Maestrale (oggi 67 autori, 20 titoli all’anno e 120 libri in catalogo).

Il vero successo arriva però con i romanzi di Marcello Fois, Giorgio Todde e Salvatore Niffoi, che tradotti in Spagna, Francia, Inghilterra e Giappone, fanno librare nell’aria una specie di “nouvelle vague sarda”, così definita per la prima volta da Goffredo Fofi proprio su Panorama.
Per Marcello Fois, oggi autore Einaudi, ma ancora legato all’editrice sarda, “le nouvelle vague sono sempre il frutto di qualcosa, e la scrittura è quel frutto che Il Maestrale ha saputo cogliere”. Fois, dopo aver vinto il premio Italo Calvino 1992 con Picta, arriva al Maestrale con Nulla. Era il 1997. Un anno dopo Sempre caro, in coedizione con Frassinelli, diventa un caso letterario tradotto in venti paesi e fa conoscere al mondo l’editrice nuorese, che inizia a cercare nuovi talenti. Nel 1998 Salvatore Niffoi (oggi campione di incassi con Adelphi) e nel 2001 Giorgio Todde diventano gli esordienti più promettenti. Come Alessandro De Roma, l’ultimo fortunato acquisto dell’editrice che oltre a scoprire nuove penne continua a seguire quelle già collaudate: a fine ottobre pubblicherà il nuovo libro di Francesco Abate, I ragazzi di città, e farà conoscere un’altra esordiente: Annalena Manca con L’accademia degli scrittori muti.

Per Il Maestrale, che è riuscita a varcare i confini isolani grazie alla presenza in 2500 punti vendita in tutta Italia (distribuzione Rcs), il segreto contro la bonaccia è proprio la ricerca di ciò che non è mai stato pubblicato. Niffoi (nel 1997 aveva fatto stampare a spese proprie Colorado da edizioni Solinas, ma è stato scoperto e pubblicato per la prima volta da Il Maestrale con Il viaggio degli inganni), De Roma e Alessandra Neri hanno mandato i loro manoscritti e la stampa ha iniziato a girare, grazie a “un grande lavoro di editing”, racconta Porcu, “con una redazione di cinque persone e una squadra di lettori esterni”. Dei circa 400 manoscritti che ogni anno arrivano, solo l’uno per cento vede la luce. “Lo scrittore deve saper usare la parola” spiega ancora Porcu “ma anche narrare e impressionare, come Niffoi, che nella lingua usa dal sublime all’infimo”.

A gennaio uscirà un saggio sulla letteratura che si è occupata degli anni di piombo, Una tragedia negata di Demetrio Paolini. Con Corpi estranei di Pierpaolo Giannubilo debutterà invece la narrazione ispirata alla cronaca. Oltre alla ricerca del nuovo si aggiunge ora la sperimentazione di nuovi generi letterari.

 

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