L’ottimismo di Jacques Attali: alla fine, vincerà la democrazia planetaria


Sui libri di storia abbiamo studiato l’avvicendarsi di re e principi, le guerre, i grandi eventi politici, mentre la vera storia dell’umanità, ciò che decideva le sorti e lo stile di vita delle persone, si stabiliva sui mercati. Jacques Attali, consigliere di sinistra del governo di centrodestra di Nicolas Sarkozy, chiamato a presiedere la Commissione sui Freni alla Crescita, comincia la sua Breve storia del futuro, appena pubblicato in Italia da Fazi, raccontando il passato. E in particolare tracciando una sintetica cronologia del capitalismo e dei suoi “cuori” che si sono alternati nei secoli a partire da Bruges nel 1200 per arrivare agli anni Ottanta del secolo scorso, con la relativa rivoluzione tecnologica che ha visto nascere il computer come oggetto prodotto in serie.

Cosa succede da qui in poi? Attali teorizza che aldilà dei problemi che oggi sembrano più pressanti (pace in Medio Oriente, disuguaglianze, scontro di religioni,  malattie come cancro, Aids  e obesità), e che un domani verranno risolti, “continueranno ad agire alcune grandi tendenze, quasi immutabili”. Una delle più importanti, e di cui vediamo già i segni oggi, è quella al nomadismo: delle persone, del lavoro, degli oggetti.
Da qui a 30 anni i due business in assoluto più redditizi saranno le assicurazioni e l’industria dell’intrattenimento, in risposta a una generale precarietà che spingerà a investire in un barlume di sicurezza futura ma anche a spendere per distrarsi e in qualche modo proteggersi dal presente. Si passerà, anche questa una tendenza in parte già in atto, sempre più dall’acquisto all’accesso. Secondo Attali il mondo si troverà a passare attraverso due esperienze totalizzanti e brutali, l’Iperimpero, che controllerà un nuovo mondo privo di un solo cuore, che sarà divenuto policentrico, e l’Iperconflitto, che ingloberà tutte le guerre (di penuria, di frontiera, di religione), in uno scontro bellico totalizzante e planetario.
Solo allora, di fronte alla prospettiva di un’esistenza spesa ad armarsi e difendersi, l’umanità si renderà conto che esiste un’altra via, le cui potenzialità sono evidenti già da ora, che è quella dell’Iperdemocrazia: una forma di governo mondiale fondata sull’interdipendenza e sulla cooperazione.

Le teorie di Attali sono interessanti, le previsioni sull’evoluzione di alcune tecnologie curiose e a volte geniali. Il fine del libro è convincerci che le tecnologie a disposizione già oggi possono mettere gli uomini nelle condizioni di cooperare per garantisti domani un’esistenza davvero piena e dignitosa. Nella convinzione che il cammino dell’uomo porti dritto verso la libertà e che l’unione delle potenzialità e delle intelligenze di ciascuno formi un’intelligenza universale che è di per sé qualcosa di più della semplice somma dei singoli contributi.
Nella breve post-fazione sull’Italia Attali spiega perché difficilmente sia destinata a giocare un ruolo centrale nel mondo del futuro: assenza di una vera “classe creativa”, uno dei tassi di natalità più bassi al mondo occidentale (44 pensionati su 100 attivi), investimento in tecnologie vecchie, tasso d’impiego tra i più bassi d’Europa. Le soluzioni al ristagno? Una seria politica di integrazione degli immigrati e l’innalzamento dell’età pensionabile.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 8 Febbraio 2008 alle 17:36 bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Ies, ui chen! ha scritto:

[...] Ma – dopo tutto – c’è comunque un “ma”. Solo una manciata di giorni fa, era arrivata l’ennesima bocciatura per l’immagine - sempre più incerottata - del Belpaese. L’economista francese Jacques Attali, consigliere di sinistra del governo di Nicolas Sarkozy, aveva bollato come “vecchia” la classe politica italiana. E proprio Walter Veltroni aveva detto che era venuto il tempo di stoppare le carriere politiche ultra decennali. Spiegando che il problema in effetti c’era e che esisteva “la necessità di un ricambio di classe dirigente. Non si può fare lo stesso lavoro, nello stesso posto, per 20 anni. Quando la politica diventa un mestiere, è pericoloso”. E allora? E allora viene da chiedersi: ma è mai possibile che i nostri politici continuino a fare il contrario di quello che dicono? Ma la risposta di Veltroni&Rutelli – noi bamboccioni alla riscossa – già ce la immaginiamo. Sicuramente direbbero in coro: “Iés, ui chén!”. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

segui panoramalibri-su-twitter

FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Archivi

  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!