Elliot Edizioni: ecco chi c’è dietro il Metodo Antistronzi


Lavoravano a vario titolo nel mondo dell’editoria, si sono radunati intorno a una rivista letteraria, poi sono passati a fare gli editori tout-court e in pochi mesi hanno fatto il botto. Pubblicano romanzi a cavallo tra l’horror e il comico, l’ultimo è Un lavoro sporco, graphic novel e saggi. Sono quelli di Elliot Edizioni, giovanissima casa editrice romana che ha più di una peculiarità. Tanto per cominciare non c’è un solo direttore editoriale - ma un team composto da Giovanni Arduino, Felice di Basilio e Loretta Santini, tutti provenienti da case editrici (rispettivamente Sperling & Kupfer, Arcana e Fazi) - che sceglie i libri da “pubblicare seguendo esclusivamente il proprio gusto”. Lo racconta Giovanni Arduino, editor, scrittore (molto prolifico e sotto numerosi pseudonimi) e adesso parte dello staff editoriale di Elliot.

Ci vuole coraggio per fondare una nuova casa editrice in un mercato come quello italiano?
Il bello dell’editoria, come mi hanno detto molte delle persone che ho incontrato sul mio cammino, consiste nel fatto che è per il 30 per cento fiuto e per il 70 per cento puro culo. Si possono fare tutti i calcoli del mondo ma arriva sempre qualcosa che scombina le carte.
È stato il caso, per voi, del Metodo Antistronzi, saggio di un professore di Stanford su come sopravvivere in un ambiente di lavoro ostile: ottimo successo di vendite.
Il metodo antistronzi ci ha dato grande visibilità e ottime vendite. Nel viaggio che abbiamo fatto negli Stati Uniti nell’autunno del 2006, quando stavamo creando la casa editrice, abbiamo incontrato un agente a New York che ci ha proposto questo titolo, ci è piaciuto e lo abbiamo preso. È andata bene.
Quanto conta la pubblicità? Voi ne fate parecchia sui giornali.
Cerchiamo di essere presenti, le proviamo tutte. La pubblicità sui giornali è ancora relativamente abbordabile. Riusciamo a strappare buoni prezzi perché ci appoggiamo a Vivalibri, che possiede varie case editrici e quindi acquista pacchetti pubblicitari. Poi abbiamo una buona presenza sul web, con il nostro sito e anche con una pagina su MySpace, che contribuiscono a creare uno zoccolo duro di lettori che ci seguono. Gli spot tv sono invece troppo cari. La pubblicità comunque serve sopratutto per singoli titoli da evidenziare. Avremmo voluto fare della pubblicità al Metodo Antistronzi nelle stazioni della metropolitana di Roma e di Milano, ma non abbiamo trovato l’accordo per via del titolo, considerato troppo esplicito. Del resto è la traduzione del titolo americano, forse un editore generalista italiano lo avrebbe smorzato in Manuale no mobbing…
Gli italiani sono lettori difficili da conquistare?
Ogni tanto si sente dire che gli italiani leggono di più. A parte il fatto che si tratta sempre di cifre vergognose, la verità è che c’è un maggior numero di persone che legge meno titoli. Insomma i grandi best-seller vendono di più, mentre un tempo la lettura era spalmata su più titoli. E la durata media di un volume in libreria è di una settimana.
Quanto conta il rapporto con gli autori e perché non pubblicate autori italiani?
Il rapporto che vogliamo instaurare con gli autori è di lunga durata. Noi ci siamo a sostenere il libro, non solo quando esce ma anche nel tempo. E se un libro ci piace vogliamo pubblicare anche gli altri dello stesso autore. Il rapporto è molto personale. Li facciamo venire in Italia, li facciamo conoscere. Autori italiani ancora non ne prendiamo perché faremmo loro un cattivo servizio: l’autore italiano va seguito e curato, dalla stesura all’editing al lancio. Magari all’inizio costa meno accaparrarselo ma sul lungo periodo è un investimento molto più oneroso. Troppe case editrici pubblicano 10 esordienti all’anno, li buttano fuori e poi vedono chi sopravvive. Non è quello che interessa a noi.
Puntate su libri che hanno già avuto un buon successo in America?
C’era una volta il libro che era andato benissimo in America e vendeva anche in Italia. Ora il fenomeno è ridimensionato. Il Metodo antistronzi ha venduto oltre 200 mila copie, ma non è detto che funzioni con tutti i titoli che hanno avuto successo negli Usa. Secondo noi molti libri trasversali, di economia e psicologia del lavoro, se sono scritti bene, sono tra i migliori saggi che ci possano essere perché trattano molte discipline (sociologia, psicologia ecc). Ci abbiamo puntato molto e abbiamo ottenuto risultati al di là delle nostre aspettative.
Infine i booktrailer, video che presentano i libri. Funzionano?

Il booktrailer va in posti in cui il libro non arriva. Negli aggregatori di video su Internet come MySpace tv, ad esempio, ma anche MTV e All music li passano ogni tanto. Il senso è quello di trovare nuove strade per far parlare di libri. Quale funzioni ancora non lo so…

Il book trailer di Un lavoro sporco

Commenti

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Il 16 Dicembre 2007 alle 11:08 nhico ha scritto:

Quasi tutte le nostrane case editrici, indipendentemente dall’orientamento editoriale, trovano più facile puntare su un prodotto già passato al vaglio del mercato che direttamente confezionarlo con materiale domestico. Insomma, sono ancora troppo pochi i capitani coraggiosi che affrontano il mare aperto dell’editoria senza il conforto di una barca calafata oltre confine.

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