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Il mito di Jesse James sta per essere rilanciato a livello planetario da un film dal titolo L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, in uscita in questi giorni nelle sale italiane. Il bandito più famoso d’America - vissuto in Missouri tra il 1847 e il 1882 - in questo film, tratto dall’omonimo romanzo di Ron Hansen, verrà interpretato da Brad Pitt.
Ecco il trailer del film in lingua originale:
Forse a qualcuno, dopo aver visto o sentito parlare del film, verrà la curiosità di approfondire la storia di questo personaggio, leggendario per gli americani ma non così conosciuto in Europa. E allora vale la pena di citare un libro che racconta il “Jesse James privato”, scritto nel 1899 dal figlio Jesse James Jr detto “Tim”: La vera storia di Jesse James (Newton Compton).
Una biografia in cui vengono celebrati il coraggio, la buonafede e addirittura il ravvedimento finale di Jesse James (che, poco prima della morte, pare volesse costituirsi: “Mio padre moriva dalla voglia di farla finita con la sua vita da fuggitivo. La sua volontà, ormai, era quella di consegnarsi alle autorità competenti”, racconta il figlio nelle ultime pagine del libro).
Tra gli aneddoti, c’è roba da far venire la pelle d’oca ad animalisti e pacifisti. Si racconta della volta in cui, per dare prova alla madre della sua mira fuori dal comune, sparò a un uccellino. Il figlio la racconta così: “Un tenero picchio dalla testa rossa si posò su un ramo a una cinquantina di metri di distanza. Mio padre prese la mira e tirò il grilletto. L’uccellino cadde a terra come fulminato. Era un tiratore fantastico, mio padre”. Oppure quando, per far giocare i figli, metteva loro in mano le sue armi. Per fortuna il figlio scrittore, in un impeto di politically correctness degno dei giorni nostri, specifica sempre che le armi erano state preventivamente scaricate dal previdente genitore.
Ma chi era davvero Jesse James? Forse la descrizione più calzante è quella del maggiore John N. Edwards, autore di Noted Guerrillas, un’opera che Jesse James Jr. cita molto spesso nel suo libro: “Inseguito, braccato, circondato, colpito, ferito, reso vittima di agguati, sorpreso, controllato, tradito, proscritto, bandito, portato da stato a stato, messo nel mirino di infallibili investigatori: e tuttavia ha sempre trionfato. Da alcune persone intelligenti è considerato un mito; da altre una specie di adepto del demonio. Non è nessuna delle due cose, ma certamente è un uomo fuori dal comune”.
Edwards regala anche al lettore una descrizione fisica del bandito, che sembra tratteggiare alla perfezione le fattezze dell’attore che, oltre un secolo dopo, sarà chiamato a interpretarlo sul grande schermo: “Gli occhi blu, chiarissimi e penetranti, il corpo alto e raffinato, le dita lunghe e affusolate”. Il bandito Jesse James o la superstar Brad Pitt? Giudicate voi.
- Venerdì 21 Dicembre 2007
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