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	<title>Libri &#187; Lessico alimentare, ecco i libri di buon gusto</title>
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	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 18:27:04 +0000</pubDate>
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		<title>Lessico alimentare, ecco i libri di buon gusto</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 10:19:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scrittori ispirati dai piaceri del cibo e chef che pubblicano best seller. In libreria arriva la nuova narrativa gastronomica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-17660"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_maiale.jpg" border="0" /></a></p>
<p><em>Di Manuela Grassi</em></p>
<p>Un venerdì sera, al bar di un grande albergo milanese, si incrociano una scrittrice, un gastronomo, un industriale-enologo, una bella ricca e sfaticata. Un po&#8217; per celia, un po&#8217; per non morir di noia al primo incontro, la narratrice golosa lancia l&#8217;idea di una eccezionale sfida culinaria, post <em>Pranzo di Babette</em>: organizzare per il martedì successivo, quindi in pochissimo tempo, una cena per dieci creando un menu memorabile, accompagnato da vini squisiti, messo in scena come un&#8217;opera d&#8217;arte. Un avvenimento effimero, consumato in poche ore, da ricordare in un libro. <a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880749060.html" target="_blank"><em>La cena delle meraviglie</em></a> di Camilla Baresani e Allan Bay (la scrittrice e il gastronomo), appena pubblicato dalla <a href="http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home.html" target="_blank">Feltrinelli</a>, narra le gesta di quell&#8217;epica serata, i cavalier, le schiumarole, gli amori, e alimenta un genere piuttosto nuovo in Italia: la narrativa gastronomica.<br />
Baresani, autrice di romanzi come <a href="http://www.bol.it/remainders/scheda/ea978880451767.html" target="_blank"><em>Sbadatamente ho fatto l&#8217;amore</em></a> e originale critica di ristoranti sul Sole 24 ore, si schermisce: &#8220;Non pensavo a <em>La cena delle meraviglie</em> come a un libro di narrativa, ma come a un reportage raccontato, anche se ci sono diverse invenzioni&#8221;. Tra i commensali c&#8217;era Roberta Schira, gastronoma e autrice del romanzo culinario <em>Piazza Gourmand</em> (<a href="http://www.ponteallegrazie.it" target="_blank">Ponte alle Grazie</a>), che rivendica come il primo nel suo genere in Italia (sta già scrivendo il secondo), ma poi fa ammenda ricordando <em>Casalinghitudine</em> di Clara Sereni. &#8220;Il cibo è l&#8217;argomento più interdisciplinare che esista&#8221; sostiene la vulcanica Schira, che riconosce in Ruth Reichl, l&#8217;ex critica del <em>New York Times</em>, autrice di gustosissimi libri autobiografici, la sua maestra. &#8220;Parla di storia, economia, geografia, psicoanalisi. La gente inoltre adora sentir parlare di cibo perché difficilmente ne padroneggia il lessico pieno di sfumature&#8221;.<br />
Nel mercato anglosassone la letteratura sul cibo è fiorente. Pur essendo stato fondato nel 1923 da un intellettuale ulceroso e inappetente, Harold Ross, il settimanale americano <em>The New Yorker </em>vanta alcune delle più prestigiose firme. In <a href="http://www.amazon.com/Secret-Ingredients-Yorker-Book-Drink/dp/140006547X" target="_blank"><em>Secret Ingredients. The New Yorker book of food and drinks</em></a>, il curatore David Remnick definisce gli autori presenti nell&#8217;antologia &#8220;scrittori per i quali il cibo e il vino sono fonte di piacere, nutrimento, metafora, arte del ritratto, avventura, comicità e narrativa&#8221;. Spiriti per i quali la gastronomia è una sfida, come lo era per l&#8217;inventore della gastrosofia Jean-Anthelme Brillat-Savarin, che così si rivolse ad Adamo ed Eva: &#8220;Primi genitori dell&#8217;umanità&#8230; voi che perdeste tutto per una mela, che cosa non avreste fatto per un tacchino al tartufo?&#8221;.<br />
Sfide vissute ad alto tasso di maniacalità. Bill Buford, già redattore del <em>New Yorker</em>, ha scritto <em>Calore</em> (Fandango), best-seller negli Stati Uniti e in Gran Bretagna: racconto epico delle sue avventure come schiavo di cucina dello chef Mario Batali. Nelle ultime pagine Buford minaccia di indagare al di là delle Alpi e chiarire se è vero che la cucina francese non esisteva prima che Caterina de&#8217; Medici portasse in Francia i suoi cuochi.<br />
L&#8217;amore per i vigneti della California, e in particolare per il Pinot nero, ha ispirato a Rex Pickett il romanzo <a href="http://www.hacca.it/" target="_blank"><em>Sideways</em> (Hacca edizioni)</a>, che è stato un film di grande successo. Due amici on the road nella Santa Ynez Valley: &#8220;Non mi considero un connoisseur&#8221; dice Pickett a <em>Panorama</em>. &#8220;Ho cominciato a frequentare le degustazioni di vino il sabato pomeriggio nel mio quartiere a Santa Monica. All&#8217;epoca ero solo e senza un soldo e quella era una delle mie poche attività sociali. Così il vino è diventato parte della mia vita&#8221;.<br />
On the road è anche <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788850215003/oliver-jamie/mio-giro-italia.html" target="_blank"><em>Il mio giro d&#8217;Italia</em></a> (Tea) dello chef inglese Jamie Oliver, calato sulla Penisola in furgoncino, a caccia di ricette ed esperienze antropologiche: il volumetto è pieno di &#8220;riflessioni sulla porchetta&#8221; piuttosto che &#8220;sul minestrone&#8221;. Un naso da formaggio, Edward Trencom, è invece protagonista del romanzo <em>Delitti e formaggi</em> di Giles Milton (a gennaio da Ponte alle Grazie).<br />
Dice Camilla: &#8220;Dagli anglosassoni abbiamo appreso che si può parlare di cibo. Ma ricordiamoci che <a href="http://www.liberliber.it/biblioteca/a/artusi/la_scienza_in_cucina_e_l_arte_di_mangiar_bene/html/indice.htm" target="_blank"><em>La scienza in cucina</em> <em>e</em> <em>l&#8217;arte di mangiare</em></a> bene dell&#8217;italianissimo Pellegrino Artusi è uno dei libri più belli che ci siano anche dal punto di vista linguistico&#8221;.<br />
Scritto a fine Ottocento, quando la cucina angloamericana non era certo rinomata: &#8220;È vero&#8221; dice Allan Bay, autore di libri come <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788807490255/bay-allan/cuochi-diventa-ricette.html" target="_blank"><em>Cuochi si diventa</em></a> (Feltrinelli) e direttore della collana Il lettore goloso (Ponte alle Grazie), che unisce rigore e amore del racconto. &#8220;Il mensile americano Gourmet è nato solo nel 1940, ma Dio mio se hanno corso. In Italia la situazione è diversa, gli italiani hanno raggiunto il numero di calorie quotidiane necessarie pro capite soltanto nel 1962. E quando si è poveri sul cibo non si scherza. Il pranzo di Babette da noi non sarebbe stato concepibile&#8221;. Ricordiamoci che i golosi danteschi sono battuti da una &#8220;piova/ etterna, maladetta, fredda e greve&#8230;&#8221;.<br />
C&#8217;è voluto il lavoro di persone come Peppino Cantarelli o Gualtiero Marchesi per divulgare l&#8217;idea che il cibo è una scelta culturale. E la gastronomia una scienza, dice oggi il fondatore di Slow food Carlo Petrini.  &#8220;I piatti devono essere proposti seguendo una logica che è nella tradizione dell&#8217;alta cucina. Dobbiamo pensare a una specie di scala ascensionale dei sapori, dei pesi&#8221; asserisce Bay nella Cena delle meraviglie.<br />
Nel linguaggio del menu, significa, per citare solo alcune delle 14 voci, aprire con ostriche crude e al gorgonzola; ascendere con un timballo di tagliatelle con ragù di pesce e carciofi (una versione principesca con maccheroni viene descritta nel <em>Gattopardo</em>), culminare con un &#8220;pollo farcito di Mastro Martino (padre quattrocentesco di tutti i gastronomi italiani) con salsa di fichi, cuori e fegatini&#8221;. &#8220;Ho scelto piatti della grande tradizione borghese ormai dimenticata dai cuochi moderni perché richiede lunga preparazione&#8221; spiega Bay. E calma, pazienza, nonché molti aiuti in cucina. &#8220;Una cena da Wwf&#8221; chiosa. Camilla Baresani ha apprezzato ogni cosa, avrebbe perfino fatto il bis di timballo, ma era finito, come tutto il resto. Non restava che scrivere: &#8220;Era stata proprio una cena delle meraviglie, persino nel ricordo&#8221;.</p>
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