Quei best seller mondiali che gli italiani snobbano

[i](Credits: [url=http://www.flickr.com/photos/moriza/]moriza[/url] by Flickr)[/i]

Lettori di tutto il mondo unitevi. Debitamente parafrasata, la frase di Karl Marx potrebbe tornare utile come esortazione rispetto alle (molte) divergenze e le (pochissime) affinità tra italiani e stranieri nella scelta dei libri.
Perché, a parte qualche convergenza, gusti e preferenze degli avventori delle librerie occidentali sono molto, molto diversi. E per capirci, basta fare qualche nome.
Vi dice nulla ad esempio quello di Nigella Lawson, che con il suo Nigella express, un ricettario personalizzato ed ironico, spopola in quel di Londra? A meno che non siate degli accaniti lettori anglofoni, no. Anche perché i suoi libri non sono mai arrivati in Italia.
Ma pure tra gli scrittori tradotti le divergenze restano profondissime, se si eccettua ovviamente il ciclone Rowling, capace di vendere centinaia di milioni di copie in tutto il globo. Tra la perfida albione spopola, ad esempio, Philip Pulman, da noi pubblicato da Salani ma senza lo stesso successo. Successo che invece riscuote sia in Inghilterra che in Italia Patricia Cornwell: i suoi gialli vendono centinaia di migliaia di copie anche nella terra di Sua Maestà.
Entra per un soffio nella top ten inglese Mille splendidi soli di Khaled Hosseini, in Italia uno dei bestseller dell’ultimo anno. Il romanzo dello scrittore di Kabul è presente anche nella classifica dei libri più letti negli Stati Uniti.
Per il resto, nessuna convergenza tra i gusti nostrani e quelli del popolo a stelle e strisce. In quel di New York impazzano infatti saggi su Star Wars, baedeker di ogni tipo e guide sentimentali e sociali come Io sono americano (Puoi esserlo anche tu!) di Stephen Colbert.
Più raffinati ed esigenti sono invece i cugini transalpini. La Francia ama molto Philip Roth (Il suo Complotto contro l’America continua a vendere decine di migliaia di copie) e non disdegna la produzione di Fred Vargas, la ricercatrice che, per sua stessa ammissione, scrive i suoi gialli “in ventuno giorni”.
Stessa solfa per i canadesi: nel giugno del 2006, Suite française di Irène Némirovsky era il libro più letto; in Italia, arrivato grazie alle cure dell’editore Adelphi, si è dovuto invece accontentare di un pubblico molto più ristretto e di qualche entusiastica recensione.
Tra quelli europei, è la Spagna ad essere il paese più vicino alle inclinazioni nostrane. Un esempio fra tutti: la Cattedrale del Mare di Idelfonso Falcones, prima di diventare un successo editoriale Longanesi, aveva spopolato in terra iberica. Ma nonostante ciò, anche qui, le affinità non sono poi moltissime se si pensa che la giallista Alicia Gimenez Bartlett vende più in Italia che nella sua terra natia.
Comunque, i dati degli ultimi due anni parlano chiaro: a dispetto di tecniche di marketing sempre più martellanti e uniformi, il pianeta globale si è dovuto arrestare di fronte alle porte delle librerie. Almeno per il momento.

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