Narratori d’Italia. Ecco quelli bravi e quelli da buttare

[i](Foto: edizioni nottetempo)[/i]

Di Sandra Pertignani

“I saggi che si pubblicano in Italia sono quasi sempre scritti meglio, più motivati e avvincenti dei romanzi”: così decretava Filippo La Porta qualche settimana fa sul Corriere della sera. E La Porta è affermato rappresentante di una combattiva generazione di critici militanti e saggisti che ha occupato, negli ultimi anni, la ribalta delle faccende letterarie.
In effetti, se il 2007 è considerato un anno fiacco quanto a produzione creativa, ha invece imposto una serie impressionante di libri critici di ottimo e buon livello, che hanno regolarmente suscitato dibattito. Basti solo ricordare i due saggi sul secolo appena concluso, Stile Novecento di Giorgio Ficara (Marsilio) ed Exit Novecento di Raffaele Manica (Gaffi), o La vocazione di Iago di Giuseppe Leonelli (Gaffi).
Ultimi della corposa serie sono i recenti Casi critici. Dal postmoderno alla mutazione di Alfonso Berardinelli (Quodlibet), ambiziosa inaugurazione di una nuova epoca storico-letteraria. E La ragione in contumacia. La critica ai tempi del fondamentalismo (Donzelli), appassionato elogio del lavoro critico come chiave d’interpretazione dell’universo mondo di Massimo Onofri, che porta in libreria anche Tre scrittori borghesi (Gaffi), dedicato a Mario Soldati, Alberto Moravia e Guido Piovene.
E i Maestri irregolari (Bollati Boringhieri) di La Porta, che parlando di Nicola Chiaromonte e di Simone Weil, di Ignazio Silone come di Hannah Arendt, impone dichiaratamente “una lezione per il nostro presente” e intanto suscita polemiche per le scelte fatte (provocatoriamente?) nel Dizionario della critica militante (Bompiani) redatto insieme a Leonelli.
Sicuri di sé, forti delle proprie argomentazioni, incuranti di offendere suscettibilità o di inimicarsi il potere editoriale, i critici si espongono, stroncano senza complimenti, abbattono mostri sacri e icone della contemporaneità (è famoso il ridimensionamento di Italo Calvino a opera di Berardinelli, quello di Alessandro Baricco per mano di La Porta, di Erri De Luca da parte di Onofri). Così, se Panorama chiede di pronunciarsi sull’anno che si è chiuso e su quello che si apre, rispondono senza reticenze compilando bilanci e pronostici sorprendenti.
“Un anno narrativamente da dimenticare” è la pietra tombale che fa cadere sul 2007 Leonelli. “L’impressione è che la narrativa viva una sorta di appannamento della professionalità. Si frequentano scuole di scrittura e s’improvvisa qualcosa portandosi dietro carenze tecniche inaccettabili”.
E non lesina esempi fra i più presenti in classifica: Niccolò Ammaniti “una delusione”, Gianrico Carofiglio “debole e ripetitivo”, Alessandro Piperno “mi lascia atterrito”. Per il 2008 spera negli scrittori più solidi della generazione matura: “Una Dacia Maraini o una Rosetta Loy, sì, potrebbe tirar fuori un grande romanzo”.
Per fortuna (per gli scrittori) non sempre i critici sono d’accordo. Così La Porta, che pure si dice deluso dai suoi amati Ammaniti e Simona Vinci, continua a sperarci, “perché possono sbagliare un libro, ma sanno rischiare maneggiando gerghi e fantasmi della contemporaneità”.
E dell’anno passato vuole segnalare almeno un nuovissimo autore, Giordano Tedoldi con Io odio John Updike (Fazi), accanto ad Antonio Pascale con L’isola nave e la memoria degli ultimi marconisti (La Riflessione) per il suo stile a cavallo fra narrativa e reportage nel sociale.
Massimo Onofri vorrebbe nel 2008 “leggere un libro misteriosissimo come L’isola riflessa, pubblicato da Fabrizia Ramondino nel ‘98, autrice capace di scrivere al di là dei generi”, mentre è rimasto colpito dall’ecumenico apprezzamento che ha riscosso Milena Agus con Mal di pietre (Nottetempo), “un romanzetto modesto nella scrittura e nella forza conoscitiva”.
Berardinelli traghetta nel nuovo anno “un romanzo sgradevole su cui non si è riflettuto abbastanza, Troppi paradisi (Einaudi) di Walter Siti, ma la questione non è chiusa visto che ne uscirà uno nuovo fra poco dalla Mondadori”. Scommette, poi, sulla poesia di Bianca Tarozzi, di cui è uscito adesso Teatro vivente (Scheiwiller).
Giudizi palesemente in contrasto con le scelte consumistiche imposte dai battage pubblicitari, dalle pagine culturali dei giornali troppo influenzate dagli uffici stampa più potenti e dagli “eventi” che piovono indiscussi e pilotati dall’estero. Per non parlare del “gusto popolare” riflesso nelle classifiche, che ha ormai ben poca autonomia e peso culturale. Ma i critici possono, in questa situazione, riappropriarsi del ruolo, esercitare una funzione? E perché bisognerebbe fidarsi di loro?
“Perché sono coraggiosi e originali” risponde Onofri. “I critici e i saggisti” sostiene Berardinelli “hanno un background culturale più robusto di giornalisti e scrittori. Soprattutto se pensiamo ai narratori delle ultime generazioni, che non hanno il senso del passato letterario”.
E se una volta si sospettava che il critico fosse uno scrittore fallito, oggi sembra vero il contrario, sostiene La Porta: “Mentre il romanzo sta vivendo una strana febbre e tende a esistere per esistere, quasi fosse dimostrazione in sé di creatività, mentre rivela una sostanziale carenza di motivazioni, nelle pagine dei saggisti si sente urgenza morale e conoscitiva, una relazione più stretta con la lingua, il corpo a corpo con i demoni personali e un bisogno di riflettere non solo di letteratura, ma della propria esperienza nel mondo”.
Ecco un altro aspetto che dovrebbe avvicinare il pubblico alla parola del critico: l’essere questo non solo un tecnico specialista della materia che si rivolge ad altri esperti, ma un “critico-filosofo” come lo definisce (definendo se stesso) Berardinelli, “più interessato al viaggio che alla meta” come dice Onofri, un “critico-scrittore” più vicino a Cesare Garboli che a Cesare Segre.
Uno che non si ferma a giudicare i libri, ma che alza lo sguardo sulla società che lo circonda. Come ha sempre fatto l’appartato outsider Piergiorgio Bellocchio, del quale è appena apparsa dalla Scheiwiller la raccolta di saggi non solo letterari Al di sotto della mischia.

Commenti

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Il 14 Gennaio 2008 alle 11:58 lushir ha scritto:

A proposito della citazione di Antonio Pascale, si vede molto bene l’”urgenza morale e conoscitiva” nel citare le migliori opere dell’anno passato.

Fatevi un giro su questo sito:

http://books.google.it/books?i.....rch_anchor

e troverete alcuni esempi della prosa di un certo…. Antonio Pascale!
Evviva la serietà!

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Tutto era alimentato da numerosi accumulatori con in più un trasformatore a banda larghissima sia sul trasmettitore, sia sul ricevitore. …
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Nel trasmettitore l’elaborazione dell’informazione da trasmettere sull’onda portante utilizzò sempre più sofisticati e funzionali sistemi. …
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In questo caso, la struttura di un trasmettitore in AM a banda laterale unica, è sensibilmente diversa dalla banda laterale doppia e ne è anche …
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… trasmettitore …
Pagina 56
Un trasmettitore ad FM indiretta (cioè a modulazione di fase) può essere costituito dallo stesso circuito che, nel caso precedente, produceva la FM diretta. …
altre »

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Guardiamo il radiotelegrafista in azione: il suo sguardo è rivolto alle manovre da eseguire per la sintonia del trasmettitore e del ricevitore. …
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In concomitanza del massimo di corrente in aereo e del minimo di corrente assorbita nello stadio finale il trasmettitore è nell’ottima condizione di …
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Nei primi anni venti era imbarcato su una nave da carico che aveva in Stazione Radio un trasmettitore a …
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… dell’equipaggio che per le ragioni più svariate avevano bisogno di sentire i loro cari rimasti a casa, dovevano affidarsi al nostro FACE, trasmettitore …
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D ABCD (3 volte) DE XYZ QSY 425 QSW 482 K. La nave passava a sintonizzare il suo trasmettitore sulla frequenza di lavoro di 425 Khz e comunicava: • I] XYZ …
Pagina 143
QRP “Devo diminuire la potenza del mio trasmettitore?” QSA “Qual è la forza, dei miei segnali?” QSB “Vi è fading nel mio segnale?” QSQ “Devo trasmettere più …
Pagina 151
… il trasmettitore sulla sua frequenza di lavoro ascoltata della Stazione Costiera. …
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Solo così era possibile poter ricevere i messaggi radio ed i meteo, senza correre il rischio di finire sbattuto contro una paratia, il trasmettitore o il …
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Mentre i filamenti delle valvole del trasmettitore si …
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Il trasmettitore, azionato da un generatore di 5 Kilowatt, a un tratto si …
Pagina 194
… non cessarono di lanciare SOS, ma il trasmettitore si fece sempre più debole. …
Pagina 206
Le batterie incorporate nell’apparecchio alimentano un trasmettitore di bassa potenza per il collegamento via satellite con la Stazione Terrestre Costiera …
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Nel Servizio NAVTEX, un trasmettitore, installato lungo la costa, irradia, ad orari definiti, le informazioni che giungono da varie fonti al Coordinatore …
Pagina 208
… al Standar A o ad altri nel segmento spaziale si può dire che si compone di un trasmettitore e ricevitore satellitare, di un Set con tastiera e Monitor. …
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Spiacenti. Il contenuto di questa pagina č ad accesso limitato..
Pagina 239
… al difetto di instabilità della frequenza generata dal trasmettitore che risultava differente da quella considerata perché cambiava di giorno in giorno. …
Pagina 247
La Stazione Radio della Caribia era moderna per quegli anni: gli apparati più significativi erano il trasmettitore …
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Il mattino successivo il trasmettitore fu riparato, ma la signora ligure non ritornò in Stazione Radio come aveva promesso. Alla sera dello stesso giorno, …
Pagina 251
Su quest’ultima nave da passeggeri era ancora in funzione un trasmettitore …
Pagina 267
… normalmente quando la frequenza era libera da segnali, e che dopo aver raggiunta la forza massima, nella sintonizzazione di un trasmettitore di chissà …
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Meravigliato per quell’improvvisa e inattesa chiamata in mezzo all’Atlantico, mentre incuriosito mi chiedevo chi stesse chiamando, accesi il trasmettitore …
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… il trasmettitore RT. e RTF HF1 ed il ricevitore AC20, oltre quello di Emergenza Salvor e l’auto allarme della IRM (Industrie Radio Marittime). …
Pagina 283
Spiacenti. Il contenuto di questa pagina č ad accesso limitato..
Pagina 341
… erano fornite di apparecchiature radio moderne, all’avanguardia con i tempi. Su ognuna di loro erano state installate in Stazione Radio un trasmettitore …
Pagina 344
Su ognuna delle tre navi erano installati in Stazione Radio gli stessi tipi di apparati radio consistenti in un trasmettitore radiotele- grafico e …
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