Giallo storico: un’alternativa al noir

La statua del poeta in piazza Dante a Napoli

Il 2007 è stato l’anno del noir per la narrativa italiana. Come il 2006, il 2005, il 2004… Su cosa sia esattamente il noir, il dibattito, questione di lana caprina, è ancora aperto. Il meccanismo di base però è assodato. Ha a che fare con la cattiva coscienza di questo paese. Anche il giallo, quello classico, con tanto di detection e cadavere chiuso a chiave dall’interno, comincia a tingersi di noir fino a ribaltare le proporzioni dei due colori. Il corpo nella stanza chiusa è quello di un ex-terrorista (nero, rosso), il punto di vista è quello di un commissario (corrotto, politicizzato, disilluso), di un cane sciolto o di un criminale. Il noir è sovversivo, politicamente scorretto, senza compromessi, crudo ma, c’è sempre un ma, sta facendo la fine del punk. Ha fatto piazza pulita dei dinosauri del mistery, come il punk lo ha fatto con le cervellotiche e lambiccate architetture del progressive, ma alla fine si è ripiegato su se stesso, reiterando un cliché all’infinito. Il verdetto, dopo e con i Sex Pistols, è stato uno e uno solo: punk is dead.
Il giallo che si tinge di noir che ripete se stesso. Ma c’è dell’altro? Il panorama della letteratura di genere ha proposto un’alternativa durante l’anno?
Esiste una branca del giallo che da tempo riscuote successo, anche se con fortune alterne. Un mix di ambientazioni storiche e investigazione. I nomi, stranieri, sono quelli di B. Akunin, Jason Goodwin, Dale Furutani, Candace Robb. In questa particolare branca del giallo si può individuare un sottoinsieme, che sembra affascinare scrittori e lettori, quello in cui, il protagonista è un personaggio storico. Ed ecco allora un florilegio di filosofi, letterati, uomini di scienza, pensatori e spiriti liberi vari che indagano, e in qualche caso vestono più o meno i panni dell’antagonista o del mentore. Siamo sul filo del rasoio. Il romanziere deve fare i conti con due “brutte bestie”: la Storia e la storia. Deve essere preciso al millimetro, sia per quanto riguarda il contesto, sia per quanto riguarda la biografia del protagonista. E deve contemporaneamente mantenere in rotta un romanzo giallo con tutti i crismi senza mai annoiare il lettore. Nella maggior parte dei casi, siamo sotto l’egida dell’evasione pura e semplice, anche se c’è spazio per diverse eccezioni in cui è possibile scorgere il lato oscuro e perturbante della natura umana.
Giulio Leoni, Leonardo Gori e Michael Gregorio sono i nomi italiani del 2007. Dante, Machiavelli e Kant (anche se non direttamente) indagano.
La crociata delle Tenebre (Mondaori pp. 295, € 17) , Le ossa di Dio (Rizzoli, pp. 302) e I giorni dell’espiazione (Einaudi Stile Libero, pp. 482, € 17) hanno in comune, oltre all’ottima ricostruzione storica, anche un fondo di inquietudine che fa del passato un bacino torbido e melmoso in cui pescare frammenti di presente. In fondo, secondo le sacre scritture indiane, il Kali Yuga, l’età oscura, è iniziata nel 3102 a.C. e si concluderà nel 428899 d.C. e quindi il fiume della storia che scorre tra queste due date non può che restituirci un’immagine universale buia dell’uomo e delle sue vicende terrene, qualsiasi sia l’epoca in cui decidiamo di raccontarle - potremmo allora forse parlare di noir storico, in ogni caso - che sia noir o che sia giallo, il quid che fa vibrare le corde giuste, sta tutto qui.

Commenti

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Il 24 Gennaio 2008 alle 15:31 nhico ha scritto:

Dal Parnaso con licenza investigativa.

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