- Tags: cecenia, grozny, guerra, Milana-Terloeva, Russia, Urss
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Una terra di fuoco e di violenze. Peggio: “un caos di morti e di menzogne, dove delle ombre umane lottano per sopravvivere”. Ecco cosa sono oggi Groznyj e la Cecenia oggi, o almeno ecco come appaiono a Milana Terloeva, giornalista nata ventisette anni fa nell’allora Repubblica autonoma dell’Urss.
Ho danzato sulle rovine (Corbaccio 2008, pp. 188, euro 14,00), da mercoledì 20 febbraio in libreria, è un diario dove tragedia geopolitica e privazioni indiscriminate si intrecciano nella storia (autobiografica) di una giovane donna che emigra a Parigi per poi decidere di fare ritorno in terra cecena e fondare così un giornale indipendente.
“In Cecenia sopravvivere è già resistere” scrive la Terloeva in una delle pagine più belle di questo diario pubblico, che passa in rassegna dodici anni di conflitti, ormai sprofondati nel silenzio di quasi tutti mass media occidentali.
Per la giovane giornalista, le responsabilità sono collettive, e difatti nessuno è risparmiato: “noi, i ceceni, eravamo soli al mondo e così saremmo rimasti. Nessuno, proprio nessuno, sarebbe mai venuto in nostro aiuto. Questa sensazione non mi ha più abbandonata, malgrado i miei amici ripetessero continuamente che l’Europa, la comunità internazionale, gli Stati Uniti, i nostri ‘fratelli musulmani’ o ‘ i democratici russi’ avrebbero messo fine al nostro calvario”.
Una cronaca puntuale e sconcertante, ma anche una secca frustata al linguaggio politicamente corretto che anima le buone intenzioni della parte più paludata delle diplomazie internazionali.
- Venerdì 15 Febbraio 2008

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