Ricolfi: “Gli italiani sono Ostaggi dello Stato”

Onorevoli italiani in Aula | Ansa

L’Italia frena, anzi frana, lentamente. A un mese esatto dalle elezioni, Ostaggi dello Stato (Guerini e Associati), il nuovo libro di Luca Ricolfi, scende come una spada di Damocle sulla testa dell’ultimo governo.
Il sociologo torinese analizza le origini politiche del declino e dell’insicurezza del Paese attraverso una raccolta di analisi effettuata da sette ricercatori, esperti in sociologia, psicologia, comunicazione ed economia. La diagnosi è impietosa. Per Ricolfi “i dati dicono che è toccato al governo dell’Unione contribuire a rendere più vero che mai lo slogan che le ha fatto vincere le elezioni: non riesco ad arrivare alla fine del mese”.
Secondo l’Osservatorio del Nord Ovest, fondato dal sociologo, tra gennaio 2007 e febbraio 2008 il numero di famiglie in difficoltà economiche è aumentato del 50 per cento. Ciò vuol dire che “due milioni di famiglie, ovvero cinque milioni di persone, nell’ultimo anno, sono entrate nella povertà”. Il motivo? “Se in due anni sottrai 95 miliardi di euro dalle tasche degli italiani, è evidente che ci sono questi problemi” spiega amareggiato.
Ecco allora perché il cittadino si sente ostaggio dello Stato che, se è troppo presente dove non dovrebbe: istituzioni e sanità, è assente dove invece dovrebbe esserci: criminalità organizzata, sistema giudiziario. I delitti fanno crescere l’insicurezza dei cittadini “Siamo al massimo storico dal dopoguerra, stiamo sfiorando i tre milioni di delitti”. Ma non solo. La somma delle spese e delle tasse è in aumento, dal 2003 cresce a un ritmo superiore rispetto a quello di crescita europeo. “La mia critica alla Finanziaria 2007 del governo Prodi è che ha ridotto il tasso di crescita intenzionalmente” spiega Ricolfi “Hanno scritto nel D.P.E.F che ci avrebbero massacrati di tasse, ecco quindi la limitazione della libertà: meno risorse, più adempimenti e tasso di crescita più lento”.
Ricolfi, uomo di sinistra, non difende nessuno, né “la casta”, né chi l’ha votata. “La classe politica avrebbe bisogno di meno coraggio se ne avessimo più noi”, commenta lapidario. Il sociologo si limita a leggere i dati degli ultimi due anni e questi sono i risultati. E le soluzioni? “Bisogna rendersi conto che ci sono dei problemi, come in matematica, che non hanno soluzione e per me il rebus italiano fa parte di questa famiglia di problemi. Ma ovviamente la speranza” coclude “è l’ultima a morire”.

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Il 15 Marzo 2008 alle 08:52 MicUni Blog » Blog Archive » Ricolfi: “Gli italiani sono Ostaggi dello Stato” ha scritto:

[...] Thomas Gilardi: [...]

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