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Mentre il Tibet brucia, e bruciano i diritti della popolazione delle montagne più alte del mondo, la Cina corre verso le Olimpiadi dei record che però sono a rischio boicottaggio o comunque a rischio figuraccia in mondovisione.
Ma la stessa Cina è leader assoluta per quello che riguarda la crescita economica. Che schizza di oltre tre volte rispetto a quella Usa e anche 5 rispetto all’Europa, con punte che toccano l’11 per cento del Pil. E se il paese più popoloso del mondo è noto per le grandi città, i grandi agglomerati urbani dove il capitalismo di stato la fa da padrone, esiste pure una Cina lontana. Una Cina profonda e da conquistare. Un vero Far West che corre lungo l’autostrada 312 per circa cinquemila chilometri da Shangai fino al deserto del Gobi, e da lì fino alla vecchia Via della Seta al confine con il Kazakistan. Un viaggio che è stato fatto e raccontato dal corrispondente della radio pubblica Usa (National Public Radio), Rob Gifford. E il cui libro Cina. Viaggio nell’impero del futuro (pubblicato da Neri Pozza, 380 pag, 20 euro) esce ora anche in Italia.
Il percorso di Gifford attraverso le sconfinate province cinesi disegna la nuova frontiera dello sviluppo, in cui tra steppe e deserti ci possono scorgere innumerevoli tecnici e operai che lavorano per espandere la civiltà e il progresso: che innalzano strade, ferrovie, costruiscono tralicci per l’elettricità e ripetitori per i cellulari. Un po’ come succedeva agli americani nell’Ottocento, che varcavano la frontiera del West seguendo la costruzione della ferrovia.
Lungo l’autostrada 312 sorgono decine di grandi città – basti pensare, scrive Gifford nel libro, che in Cina le città con oltre un milione di abitanti sono più di cinquanta – che sono crocevia di flussi migratori che vanno in due direzioni opposte: chi fugge (sono quasi 15 milioni di cinesi l’anno) dalle campagne e dalle sterminate steppe asiatiche e chi, viceversa, va alla conquista del west cinese.
Il viaggio, raccontato dal giornalista americano, si è svolto sugli autobus di linea dove avvengono incontri come quello con una ginecologa che, inviata dallo Stato, fa il giro dei villaggi per obbligare le donne che hanno già dei figli ad abortire. Ma nel lunghissimo viaggio Gifford trova e descrive di tutto: dai venditori porta a porta di prodotti domestici di una multinazionale americana, all’uomo in bicicletta che gira con una bandiera per protestare contro la corruzione cinese, fino ai lavoratori dell’oleodotto che trasporta energia dall’Asia centrale. Per arrivare ai minatori che lavorano per estrarre gli immensi giacimenti di rame, ferro, oro del deserto del Gobi.
- Venerdì 28 Marzo 2008


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