Sono 110 i libri che compongono la biblioteca ideale, e tra questi ci sono anche quattro classici italiani. Il Sunday Telegraph ha riempito gli immaginari scaffali di questa biblioteca con i testi giudicati essenziali - con un ovvio punti di vista anglocentrico, e con alcune scelte davvero discutibili - e tra questi ha infilato la Divina Commedia di Dante, il Principe di Machiavelli, Le vite degli artisti del Vasari, e, unico tra i contemporanei, Se questo è un uomo di Primo Levi.
La biblioteca ideale si divide in varie categorie, che vanno dai gialli, alle biografie, dai libri per ragazzi alla fantascienza, dai classici ai libri che per i compilatori “hanno cambiato il mondo”, quindi quelli che “hanno cambiato il tuo mondo”. All’interno di queste categorie, poi, ci sono i “must read” quelli da leggere obbligatoriamente: è il caso, nella sezione Biografie, delle Vite di Giorgio Vasari, “la storia dell’arte del Rinascimento raccontata attraverso le biografie dei suoi pesi massimi”, nella definizione del domenicale. Dante, nella sezione Poesia, viene definito “l’export letterario più bello dell’Italia”; mentre Il principe - giustamente inserito tra i libri che hanno cambiato il mondo - viene così descritto: “Scritto durante il suo esilio dalla repubblica fiorentina, la bibbia della realpolitik di Machiavelli offre il mandato definitivo per quei politici (ancora troppi) che mettono la conservazione del potere sopra alla promozione della giustizia”. E su Primo Levi e il suo Se questo è un uomo, i compilatori osservano: “Il suo retroterra di perito chimico di Torino può non apparire degno di nota, ma il pacato racconto che Levi fa della sua esperienza dell’inferno sulla terra come prigioniero di Auschwitz lo è senza dubbi”.
Il resto della biblioteca ideale contiene molti libri inglesi ed americani (com’è noto, i lettori anglosassoni, specie negli Usa, leggono pochi titoli che non siano originariamente in inglese), con molte presenze ovvie (I sonetti di William Shakespeare, indicati come ‘must read’ della poesia), assenze assurde: tra i classici per bambini essenziali non c’è Pinocchio, ma compare Le sue materie oscure di Philip Pullman.
Qui la classifica del Telegrah. Qual è invece la vostra top ten? Ditelo nel FORUM
- Lunedì 7 Aprile 2008
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Commenti
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Il 7 Aprile 2008 alle 20:56 testadipietra ha scritto:
ma sant’Agostino? Non é ” italiano “?
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