
Milano-Londra a 10 euro. Ma in alcuni casi si può ottenere un biglietto anche a zero euro, pagando soltanto le tasse aeroportuali. Senza la compagnia low-cost sarebbe stato impossibile. Prenoti il volo online, e se lo fai con un congruo anticipo e hai un po’ di flessibilità sulle date, puoi fare un vero affare. Potere della deregulation ma… C’è un ma, e il libro della giornalista irlandese Siobhan Creaton, Ryanair. Il prezzo del low-cost, edito da Egea, lo racconta molto bene.
Aeroporti lontani anche centinaia di chilometri dalle città che promettono di farti raggiungere e niente fronzoli (in inglese no-frills, un credo incrollabile per compagnie che devono tenere bassi i costi). Quindi non ti danno gratis neanche un bicchiere d’acqua se ti stai strozzando. Con Ryanair il biglietto se hai fortuna costa poco, ma puoi star certo che ti faranno pagare caro tutto il resto e cercheranno di venderti per tutto il viaggio ogni possibile bene superfluo. Un po’ come i “viaggi delle pentole” che facevano le nostre nonne: portavano un gruppo di signore anziane in gita in qualche luogo d’interesse per pochi spiccioli e a metà tragitto cominciava la dimostrazione di padelle e utensili da cucina, che si era caldamente invitati ad acquistare. In questo caso tagliandi della lotteria gratta e vinci, biglietti per il treno da Stansted (nel mezzo del nulla) a Londra città , alcolici, snack, profumi, giocattoli, sconti sul noleggio auto, offerte promozionali per l’albergo e chi più ne ha…
Il libro racconta la storia di Ryanair dai primordi, quando il signor Ryan ci investì i lauti guadagni realizzati con un’altra compagnia, che noleggiava aeromobili, e creò l’azienda-miracolo in cui i dipendenti felici lavoravano sodo e avevano un’idea di futuro mentre gli irlandesi residenti in Inghilterra, esterrefatti e grati, approfittavano delle tariffe finalmente umane per andare a trovare i parenti in patria. Da anni ormai le redini sono passate in mano a Michael O’Leary, spregiudicato supermanager, inventore di campagne pubblicitarie di dubbio gusto, cinico ma efficace nella sua strategia di tagli forsennati e zero concessioni sindacali che ha portato l’azienda al successo in Europa e indotto molti dipendenti alla fuga. Ryan Air è l’unica compagnia che, abbassando ulteriormente tariffe già convenienti, e grazie a pubblicità sul confine del macabro, riuscì a fare utili anche nell’annus terribilis post 11 settembre.
Una recente pubblicità Ryanair che giocava sul dramma dei rifiuti a Napoli

Già ma a che prezzo, si diceva? Il cliente in pratica non esiste. Paga poco quindi non ha diritto di lamentarsi (per voli ritardati o addirittura cancellati, senza l’ombra di una scusa, di un rimborso, di una notte d’albergo pagata, nemmeno di un panino), né può sperare di avere gratuitamente qualcosa che per la compagnia rappresenta un costo o può comportare un ritardo (lo sanno bene i passeggeri disabili o con difficoltà a camminare che provano a chiedere una sedia a rotelle).
Nutrito anche il repertorio di possibili sorprese: il peso consentito per il bagaglio a mano è stato ulteriormente ridotto, la valigia da spedire costa 14 euro, ma poi fioccano le soprattasse in sterline se torni con un pinolo in più che fa scattare il peso alla categoria superiore. Tra il treno da e per Londra città , o il taxi se l’aereo parte molto presto al mattino, i bagagli calcolati extra e l’occasionale bibita (che non si può più neanche portare da casa per via delle restrizioni di sicurezza sul trasporto dei liquidi), alla fine il costo del viaggio può anche triplicare. Ma il totale resta comunque molto basso e dunque competitivo. Ed è qui che, spiega il libro, O’ Leary ha avuto ragione: le persone disposte a essere maltrattate e perfino raggirate pur di spendere poco per volare costituiscono una clientela sterminata e in continua crescita. E il futuro di Ryanair, diversamente da quello di Alitalia, è rosa.
- Venerdì 25 Aprile 2008

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Commenti
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Il 25 Aprile 2008 alle 11:20 Ryanair, business a tutti i (low) cost. Dipendenti alle strette, passeggeri a terra » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Da molto tempo oramai i sindacati di tutta Europa si sono uniti per combattere gli abusi da parte della compagnia nei confronti dei lavoratori. Creaton parla di forti pressioni anti-sindacali ma non è l’unico aspetto. “Ryanair non segue nessuna regola -spiega Claudio Genovesi, segretario nazionale di Fit-Cisl“. Non sono bastate le “reiterate sollecitazioni” né “una sentenza del tribunale di Velletri”. L’azienda, in sostanza, non ascolta i sindacati e sceglie autonomamente le regole per i propri dipendenti. Per esempio orari, spiega Genovesi, oltre i limiti consentiti dalla legge con “turni anche di 19 ore”. Dipendenti alle prime armi che vengono mandati via non appena si avvicina il momento della qualifica, impossibilità da parte dei sindacati di controllare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Addirittura le telecamere di sorveglianza nei locali di sosta proibite per legge (e da poco oscurate) e l’assenza di servizi minimi in caso di sciopero. L’Enac dovrebbe vigilare ma per ora, dice Genovesi, “i controlli sono troppo pochi”. E poi “c’è la concorrenza sleale”. Le compagnie aeree low cost godono di finanziamenti pubblici da parte delle camere di commercio, degli enti turistici e delle società aeroportuali. “Aiuti ingiustificati - conclude Genovesi - in presenza di queste problematiche. Se per esempio Alitalia paga 100, Ryanair la metà . A Roma poi sono ancora più avvantaggiati visto che Ciampino è più in centro di Fiumicino”. Per ora però ad un cambio di rotta la compagnia non ci pensa proprio. Semmai a dimezzare le spese. Dura la legge del low cost. Leggi anche: La vera storia di Ryanair, il prezzo del low cost [...]
Il 25 Aprile 2008 alle 11:56 HotelScout Blog ha scritto:
Il prezzo del low-cost, la vera storia del successo di Ryanair…
Milano-Londra a 10 euro.
Ma in alcuni casi si può anche ottenere un biglietto a zero euro, pagando soltanto le tasse aeroportuali. Senza la compagnia low-cost sarebbe stato impossibile.
Prenoti il volo online, e se lo fai con un congruo anticipo e h…
Il 19 Maggio 2008 alle 09:56 Ryanair: low cost a danno dei clienti su Clyde.it ha scritto:
[...] -Una volta finalmente imbarcati, cosa ci può succedere ancora? Basta leggere l’articolo di Panorama e il libro recentemente pubblicato: “Ryanair. Il prezzo del low cost” di Siobhà n Creaton (Egea), una giornalista irlandese corrispondente dell’Irish Times. Oltre al trattamento normalmente scortese a cui ci si fa un po’ il callo, vengono citati alcuni casi inquietanti: un medico sassarese è stato costretto ad abbandonare il velivolo perché non ascoltava le informazioni di sicurezza impartite dalla hostess prima del decollo, un musicista cieco e quattro colleghi sono stati fatti scendere da un volo dalla Sardegna a Londra perché erano stati scambiati per terroristi, una passeggera è restata a terra perché non voleva abbandonare il suo peluche a forma di coccodrillo. No comment. [...]
Il 19 Maggio 2008 alle 13:09 » Giornalismo Low Cost (and Low Quality) Schininà .it - LogBook » Blog Archive ha scritto:
[...] E rimango basito perchè citano, per rafforzare la loro posizione, uno dei peggiori articoli che io abbia mai letto sull’argomento. [...]
Il 19 Agosto 2008 alle 11:56 Ryanair e le tariffe minime. Tutto grazie agli “aiutini” » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] “L’Alitalia è continuamente sovvenzionata dal governo italiano. Questa storia deve finire” ha intimato alcuni giorni fa Michael O’Leary, amministratore della compagnia aerea irlandese low-cost Ryanair, erigendosi a campione della libera concorrenza e autoproclamandosi censore delle pessime abitudini dei soliti italiani. Ma O’Leary e la sua società dei voli a prezzi imbattibili hanno davvero le carte in regola per fare la morale ai concorrenti e per tirare le orecchie all’esecutivo di Roma? Si direbbe proprio di no a giudicare dalle agevolazioni pubbliche e dagli sconti ottenuti grazie a contratti vantaggiosi con le società aeroportuali tenuti gelosamente segreti e di cui Panorama è entrato in possesso. Proprio sul contenuto di quei contratti da un po’ di tempo in tutta Europa si moltiplicano sospetti e inchieste. La Ryanair è già stata condannata quattro anni fa dalla Commissione europea alla restituzione di parte degli aiuti ricevuti dalla regione vallona per l’aeroporto di Charleroi. L’8 luglio la stessa Commissione è tornata alla carica aprendo un’istruttoria per l’accordo stipulato dalla compagnia irlandese con l’aeroporto slovacco di Bratislava. Ventuno giorni prima era toccato allo scalo tedesco di Frankfurt Hahn, mentre alla fine dell’anno passato sotto la lente era stato posto quello di Alghero su cui anche l’Enac, l’ente italiano per l’aviazione civile, nel frattempo aveva avviato un’inchiesta. E in questi giorni l’italiana AirOne ha presentato un ricorso al Tar del Lazio contro i prezzi superscontati praticati dalla Ryanair. In Francia le Chambres regionales des comtes (Crc), l’equivalente delle sedi periferiche della Corte dei conti italiana, hanno acceso i riflettori sulla società di O’Leary e sui suoi collegamenti in 22 città di provincia, da Carcassonne a Brest, da La Rochelle a Beauvais. Il giornale transalpino Le Figaro dando notizia delle inchieste ha scritto alla fine di luglio che sono state riscontrate “macroscopiche irregolarità ”. Finora Ryanair era riuscita a tenere nascosti i contratti vincolando gli aeroporti a una clausola di riservatezza, facendo passare, in pratica, quelle intese come segreti industriali. Panorama è entrato in possesso di due di quei documenti, comprese le note integrative, con la società dell’aeroporto di Alghero e con quella pugliese degli scali di Bari e di Brindisi. In entrambi i casi le aziende interessate sono pubbliche e quindi le agevolazioni e i contributi che elargiscono sono a carico dei contribuenti. Ad Alghero la società di gestione si chiama Sogeaal ed è posseduta dalla Regione Sardegna direttamente con il 18,3 per cento del capitale e indirettamente con il 30,43 attraverso la finanziaria Sfirs. Altri soci sono il Comune di Alghero (10 per cento), quello di Sassari (4,14), la Provincia e la Camera di commercio della stessa città (con il 15 e il 21,7 per cento). Nel caso degli scali pugliesi la società di gestione si chiama Seap ed è controllata dalla regione con una sfilza di soci minori: le Province di Bari, Brindisi e Foggia, i Comuni di Bari e Brindisi, le Camere di commercio di Taranto, Bari e Brindisi. Due sono i punti intorno ai quali ruota il rapporto privilegiato e sospetto tra Ryanair e le società aeroportuali: le tariffe per i servizi di handling, cioè quelle operazioni di cui gli aerei hanno bisogno a terra, dal carico e scarico dei bagagli alla pulizia a bordo, al rifornimento di carburante. L’altro punto riguarda i cosiddetti marketing contribution, cioè le somme elargite direttamente dalle società aeroportuali alla compagnia irlandese a titolo di incentivo, con lo scopo ufficiale di invogliare la stessa compagnia a trasportare più viaggiatori possibile. Ad Alghero il primo contratto tra Sogeaal e Ryanair risale a metà del 2000 con validità 10 anni. Per i servizi di handling prevedeva 250 mila lire a volo, diventati con le note aggiuntive 450 euro per ogni “toccata”, cioè per ogni atterraggio e decollo. Le tariffe ufficiali per l’handling approvate dal ministero dei Trasporti sono molto più onerose: 24,79 euro a tonnellata per i voli nazionali e 28,41 euro per gli internazionali. Considerando che, per esempio, un Boeing 737 pesa circa 67 tonnellate, la tariffa ministeriale di riferimento prevede un costo di 1.660 euro per i voli nazionali e di circa 1.900 per gli internazionali, da quasi 4 a 5 volte la tariffa praticata a Ryanair. Il contributo di marketing è commisurato al numero di passeggeri e regolato da clausole minuziose. In media ad Alghero la società aeroportuale ha pagato circa 3,4 milioni di euro all’anno e in cambio Ryanair ha trasportato circa 518 mila persone. Negli aeroporti pugliesi lo schema di contratto con la compagnia irlandese è simile a quello di Alghero. Per l’handling tra il 2003 e il 2004 la tariffa è salita da 100 a 300 euro mentre le tariffe ministeriali si aggirano intorno ai 1.800 euro. I contributi di marketing, invece, sono passati da 3,50 euro per passeggero a 4 euro e nel caso di Brindisi arrivano addirittura a 5. I bilanci delle società di gestione dell’aeroporto di Alghero e degli aeroporti pugliesi risultano ovviamente appesantiti sia dalla politica di tariffe superscontate per l’handling sia dai contributi marketing elargiti, al punto che entrambe le aziende sono costrette a ricorrere a periodiche iniezioni di capitale sottoscritte dagli azionisti pubblici con soldi dei contribuenti. Ryanair, invece, proprio grazie a queste tariffe e sovvenzioni riesce a vendere i biglietti a prezzi bassissimi facendo terra bruciata intorno alla concorrenza. Le società aeroportuali sostengono che proprio grazie alla loro politica tariffaria aumenta il traffico e quindi cresce il turismo e ne beneficia l’economia della zona. E probabilmente almeno in parte è vero, anche se manca la controprova. Per i profitti di Ryanair, invece, le controprove non occorrono. [...]
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