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	<title>Libri &#187; Andrea De Carlo racconta il suo Durante, uomo senza regole che non sa mentire</title>
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	<description>Il canale libri di Panorama.it</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 18:27:04 +0000</pubDate>
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		<title>Andrea De Carlo racconta il suo Durante, uomo senza regole che non sa mentire</title>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2008 22:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona.santoni</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dal 30 aprile è in libreria il quindicesimo romanzo dello scrittore milanese che vive nel Montefeltro. Ed è proprio qui che è ambientata la sua nuova storia. Con un personaggio strano che irrompe all'improvviso, sconvolgendo la vita della gente del posto. <em>Panorama.it</em> incontra l'autore. <strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="http://blog.panorama.it/libri/2008/04/24/andrea-de-carlo-presenta-il-suo-durante-in-anteprima/">Un estratto del romanzo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-29403"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10024/normal_decarlo~1.jpg" border="0" /> </a></p>
<p>Dal 30 aprile è in libreria il quindicesimo romanzo di <a href="http://www.andreadecarlo.com/home.html" target="_blank">Andrea De Carlo</a>, <a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978884526103.html" target="_blank"><em>Durante</em></a> (edizioni Bompiani, 440 pagine). Un libro ambientato nelle colline marchigiane, nel Montefeltro, dove lo scrittore di origini milanesi ha scelto di vivere da anni. Nel &#8220;versante est della dorsale appenninica, dove il clima è molto più duro che dall&#8217;altro lato, con vento forte in ogni stagione, neve e freddo d&#8217;inverno, caldo d&#8217;estate, terreno argilloso che si trasforma in fango alla prima pioggia e diventa compatto come il cemento sotto il sole&#8221;, come scrive. Qui, nella piccola comunità sparsa sui colli, in case &#8220;appese su un lato o sull&#8217;altro di ogni crinale&#8221;, irrompe Durante, un uomo che ha superato la quarantina, alto e magro, capelli neri con qualche filo bianco,  zigomi angolosi e occhi grigi. Un personaggio strano che sembra piovuto da Marte, senza concezione delle normali regole della società; pare ignorare &#8220;i codici per la comprensione e la descrizione del mondo che ognuno di noi impara fin da bambino&#8221;. Non sa mentire e vive di niente, scolvongendo le esistenze degli abitanti della zona.</p>
<p><em>Panorama.it</em> incontra l&#8217;autore, per parlare del suo nuovo lavoro.</p>
<p><strong>Andrea De Carlo, com&#8217;è nato <em>Durante</em>? E in quanto tempo?</strong><br />
Ho impiegato un anno e mezzo di lavoro. È nato da un&#8217;immagine iniziale, come sempre mi capita. Mi immaginavo qualcuno che vive e lavora lì, nella campagna del Montefeltro, e si vede arrivare un personaggio strano, con una macchina scassata. E poi la storia si è sviluppata da sé. Ogni volta, e questa volta ancor più del solito, le storie si sviluppano man mano, da sole, in modo sorprendente. C&#8217;è sempre l&#8217;elemento non aspettato, che poi è il più bello. Le storie sono lì, e tu che le scrivi sei il tramite per raccontarle.</p>
<p><strong>Ma chi è Durante, questo personaggio singolare, che è intenso ma distante, che non conosce le regole della società, che seduce tutte le donne perché sa capirle, che non sa mentire e travolge le vite altrui portando ad altre verità? È un po&#8217; una sua proiezione, o è come le piacerebbe essere?</strong><br />
Durante è un ibrido, ha delle parti di me, e anche delle parti di quello che vorrei essere. Ma ha anche echi di figure di film, di canzoni, di persone incontrate e conosciute. Ogni personaggio è sempre un cocktail di tanti elementi e ricordi, e Durante di certo è un ideale.</p>
<p><strong>Come mai questo nome strano, Durante, che è anche una preposizione e un partecipio presente?</strong><br />
Mi piaceva che questa figura avesse un nome che si presta a tante interpretazioni. Durante è un nome di quelle zone marchigiane, la città di Urbania in origine si chiamava Casteldurante, ci sono le ceramiche durantine&#8230; E poi Durante è anche un nome antico, da cui deriva Dante. E può essere sia un nome di battesimo che un cognome.</p>
<p><strong>Il libro è ambientato nelle Marche, nell&#8217;urbinate, dove lei ha scelto di vivere. E sembra che anche il paesaggio sia protagonista: ne scrive con un misto di amore e senso critico. Perché ha scelto questa regione per se stesso, e anche per Pietro, il narratore di <em>Durante</em>?</strong><br />
Le Marche mi piacciono perché sono molto meno conosciute di altri posti, come la Toscana, la Liguria o anche l&#8217;Umbria. Sono anche più difficili da raggiungere, meno vicine alle rotte tradizionali. Mi capita spesso di scoprire gente che non sa dove sia Urbino, o che pensa che Pesaro sia in Romagna, o Ascoli in Abruzzo. E mi piace lo spirito schivo ma non chiuso dei marchigiani: bisogna conoscerli per entrare in comunicazione. Lo stesso vale per i luoghi, che non sono quelli &#8220;facili&#8221; e &#8220;ideali&#8221; del Chianti. Volevo rappresentare un posto più vero e faticoso, che mi corrisponde molto.</p>
<p><strong>Il narratore, Pietro, scopre in sé una dualità: è dibattuto tra la sensazione confortante di aver trovato la sua dimensione, in campagna, radicato a una sua quotidianità programmata, e la voglia di vagabondare e di andare alla scoperta, come fa Durante. La stessa dualità che c&#8217;era anche in <a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978884523442.html" target="_blank"><em>Due di Due</em></a>. La stessa che avverte lei?</strong><br />
Sì, anch&#8217;io vivo questa dualità. Mi piace molto avere un luogo che sia una base, ma ho anche bisogno di incontrare gente. E la storia di Durante è anche un modo di esplorare due modi diversi di essere, quello di Pietro, legato a un lavoro manuale, ben radicato, e quello di Durante, che non ha nulla e va per il mondo apparentemente senza rimpianti. Un po&#8217; lo stesso gioco di contrasti e attrazioni di <em>Due di Due</em>, individui molto diversi di fronte, e ognuno che vede nell&#8217;altro ciò che a lui manca. Due opposti che si attraggono.</p>
<p><strong>In copertina c&#8217;è la foto, scattata da lei, di un cielo arancio-violaceo. Lei ama la fotografia, così come la musica, che scandisce le varie parti del libro: che diverse capacità espressive trova in questi due mezzi, rispetto alla scrittura?</strong><br />
La foto della copertina rappresenta un tramonto milanese, incredibilmente. A Milano il cielo non c&#8217;è, c&#8217;è sempre una specie di cupola, e invece due-tre volte all&#8217;anno ecco che esplode, luminoso. E una sera, nel periodo in cui stavo scrivendo il libro, uscendo mi sono trovato di fronte questo incendio coloratissimo, e l&#8217;ho immortalato con la mia macchina fotografica digitale, che ho sempre in tasca. Della fotografia mi affascina la sua capacità di sintesi estrema. Se è significativa, concentra molti significati, e questa capacità un po&#8217; gliela invidio visto che quello che si racconta in tante pagine può essere raccolto semplicemente in uno scatto. Anche la musica mi affascina molto perché non ha bisogno di parole, è irrazionale. Invece la prosa è un lavoro di costruzione meticolosa, devi mettere insieme tanti elementi, e non basta prendere uno strumento in mano e tirar fuori note che fluiscono. Certo, anche la musica è ricerca, ma di tipo diverso rispetto alla scrittura.</p>
<p><strong>Arrivato al quindicesimo libro, guardandosi alle spalle, qual è il bilancio della sua carriera letteraria?</strong><br />
Vedo il percorso letterario come un cammino che faccio attraverso la vita, che man mano presenta questi romanzi, che raccontano come e dove sono io. Ogni volta è un riflettere sul momento che vivo. È come un viaggio, durante il quale si tiene un diario.</p>
<p><strong>Ha mai paura di trovarsi di fronte al foglio bianco e non aver nulla da dire?</strong><br />
Lo metto in conto. Inizio a scrivere solo quando sento di avere qualcosa da raccontare, quando avverto l&#8217;urgenza. Non cerco di forzarmi. So che potrebbe capitare di non avere l&#8217;ispirazione, ma l&#8217;importante è non far lo scrittore per mestiere, per mantere il ruolo. È brutto quando uno scrive senza idee.</p>
<p><strong>Ha già nuovi progetti letterari?</strong><br />
No, ho finito da pochissimo di lavorare alle ultime bozze. Ora ho bisogno di un lungo periodo in cui fare tutt&#8217;altro. Da metà maggio farò un giro per l&#8217;Italia nei teatri, tra musica e letture, con la bella possibilità di poter conoscere i lettori. Ogni volta che si termina un libro, è poi fondamentale uscire dal tunnel della scrittura.</p>
<p><strong>Visto che ama il cinema (è stato anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_De_Carlo" target="_blank">assistente di Fellini</a> nel film <em>E la nave va)</em>, non c&#8217;è in programma l&#8217;adattamento cinematografico di qualche suo libro?</strong><br />
Ho sempre scoraggiato gli adattamenti cinematografici, anche se mi arrivano proposte. <em>Treno di panna</em>, il film che ho diretto ispirandomi al mio romanzo, mi ha confermato che un film è un po&#8217; un tradimento del libro. Preferisco che le mie storie rimangano libri. E se un giorno arriverà un&#8217;idea da un regista interessante, magari la prenderò in considerazione.</p>
<p><strong>Il suo penultimo lavoro, <a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978884860358.html" target="_blank"><em>Mare delle verità</em></a>, era una chiara presa di posizione contro alcune scelte del Vaticano, contro la sovrappopolazione del pianeta e alcune dinamiche globali. Anche in <em>Durante</em> c&#8217;è un lieve accenno al surriscaldamento globale. E lei partecipa pure alla campagna di GreenPeace <a href="http://www.greenpeace.it/scrittori/" target="_blank">&#8220;Scrittori per le foreste&#8221;</a>&#8230;</strong><br />
Credo che la problematica ambientale sia la madre di tutte le questioni, dalle mostruose disuguaglianze mondiali alle epidemie e alla fame. Mi angoscia molto che la specie umana continui ad aumentare, e che ci sia un&#8217;idea di crescita continua di fronte a risorse che invece non crescono. Io nel mio piccolo cerco di fare quello che posso. Partecipo alla campagna di GreenPeace, che sta dando risultati molto buoni. È una piccola cosa, però è la dimostrazione che ognuno, nel suo piccolo, può fare qualcosa.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="http://blog.panorama.it/libri/2008/04/24/andrea-de-carlo-presenta-il-suo-durante-in-anteprima/">un estratto del romanzo &#8220;Durante&#8221; di Andrea De Carlo</a></p>
<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-29647"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_durante_decarlo.jpg" border="0" /></a></p>
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