
Bambini e animali. Sulla stessa barca in un mare che è spesso procelloso. A debolezza e sfruttamento di cui sono rispettivamente vittime le due categorie e alla straordinaria solidarietà che forse, proprio per questo, si forma continuamente tra di loro Marcello d’Orta, il famoso maestro di Io speriamo che me la cavo, dedica la sua ultima fatica. Nessun porco è signorina (Mondadori editore) arriva diciotto anni esatti dopo Io speriamo che me la cavo bestseller scritto a più mani con i suoi piccoli alunni di Arzano. Stavolta D’Orta ha chiesto alla Lav, Lega Anti Vivisezione, di andare in giro per le scuole elementari di Napoli e proporre delle tracce da lui preparate che avessero come tema il rapporto con gli animali. Quella che ne è venuta fuori è una fotografia esilarante del mondo animale visto dai bambini, che si trasformano a volte in feroci paladini dei diritti perduti, a volte in abili cronisti di realtà che non hanno mai conosciuto di persona, come per esempio quella della corrida. Tra i tanti piccoli camei non passa inosservato quello sull’uso di pellicce, definite “tutte stupide”. Perché, in fondo, questa è la mini morale dell’anonimo miniscrittore: se l’animale vuole uscire di casa con o senza pelliccia solo lui può deciderlo. Di fronte a una logica che non fa una grinza è disarmante il colore dei bambini in tutte le situazioni che descrivono (non senza errori di ortografia e sintassi che erano stati proprio la chiave del successo di Io speriamo che me la cavo). Dallo zoo al circo alle competizioni di pitbull gestite dalla malavita, gli scrittori in erba del maestro D’Orta alla fine dimostrano di amare gli animali, a volte purtroppo più di quanto non siano loro stessi amati dagli adulti.
- Lunedì 5 Maggio 2008

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Commenti
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Il 5 Maggio 2008 alle 20:22 edoardo.argentino ha scritto:
Padova, 5 maggio 008
Madonnadocarmine ! Maiestr’o Marcè……
M’hai fatto emozionare peggio de nù guaglione…..
Tu ed il tuo nuovo libro ” Nessun porco è signorina”
A domani….in libreria, un abbraccio,
edoardo.
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