Certo: il titolo non brilla per la modestia. Ma è vero che - come scrive Giuseppe De Rita nella prefazione - si legge “tutto d’un fiato, in totale lontananza dalla noia cui di solito ci condannano i libri dei politici”. Giancarlo Galan, da quattrodici anni presidente della Regione del Veneto, ha deciso di raccontarsi in un pamphlet-intervista pubblicato da Marsilio e firmato da Paolo Passomai, direttore della Nuova di Venezia e Mestre.
Il Nordest sono io - ecco il titolo che non pecca affatto di immodestia - è una specie di rullo compressore che travolge tutto. Anche perchè Galan non risparmia nessuno. Si parte dai parlamentari romani, Pdl compreso: “sarà meglio che io a Roma non ci sia, al governo o in parlamento, perché non potrei mai votare un altro indulto. Se i miei non capiscono tutto questo, se non capiscono che il federalismo viene prima della soluzione della raccolta rifiuti a Napoli, temo che la volta prossima voterò Lega pure io”.
Si continua con il movimento di Bossi: “Penso che l’euroregione non gli piaccia solo perché gli è stata raccontata in modo bislacco da Roberto Calderoli o qualcun altro”. Si va avanti con vere e proprie confessioni di stima nei confronti del campo avversario: “Cacciari mi ha sempre davvero affascinato. Ho sempre pensato che fosse un vero leader, anche quando polemizzavo con lui tutti i giorni”. E si conlude con uno sgarbo che Galan non è riuscito proprio a mandare giù: “Quando sono arrivato a Lorenzago di Cadore nell’agosto 2007, mi hanno consegnato il “buono” per il baciamano al Papa. Come si fa per evitare i bagarinaggi. Sono stato trattato come uno che scocciava, dopo che mi era stato promesso esattamente un incontro privato, allargato a Sandra (la compagna, n.d.r.) e alla sua famiglia”.
Alla fine, c’è spazio pure per qualche riflessione sul futuro: “mi piacerebbe spendermi alla presidenza dell’Enel, piuttosto che delle Poste o di una banca. Mi piacerebbe pure Sviluppo Italia, certo concepita in modo del tutto differente dall’attuale. Ma potrei fare pure l’agricoltura”. Si vedrà. Nel frattempo, gli restano altri due anni alla presidenza della Regione veneta: guai a dimenticarsi - ricorda Galan - che “il Nordest sono io”.
- Martedì 3 Giugno 2008

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Il 29 Luglio 2009 alle 13:47 Silvio tra tre fuochi: pretese sudiste, provocazioni leghiste e un’opposizione ko » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] 2) A più lunga scadenza c’è la questione delle elezioni regionali del 2010. Bossi ha già chiesto la presidenza di almeno due delle tre grandi regioni del Nord: Lombardia, Veneto e Piemonte. Molto probabilmente si accontenterà di una candidatura blindata. Ed ancora più probabilmente, visto che il Piemonte è in bilico tra destra e sinistra, e Berlusconi ha appena designato Roberto Formigoni “presidente a vita della Lombardia”, la scelta cadrà sul Veneto. Ipotesi per nulla indolore. La manovre sono già iniziate, il governatore Giancarlo Galan, del Pdl, minaccia di denunciare Tremonti per avere inserito il Veneto tra le regioni con i conti della Sanità non in regola. Maurizio Sacconi, ministro del Welfare ed anche lui, esponente Pdl, dà ragione a Galan. Superfluo dire che Tremonti viene sempre più percepito da molti esponenti del Popolo della Libertà come una quinta colonna di Bossi. La questione è complessa. Anche perché ci sono in ballo due poltrone di sindaco: quello di Venezia, dove il Pd Massimo Cacciari scade nel 2010 e dove vorrebbe candidarsi il ministro antifannulloni Renato Brunetta (che proprio nei giorni scorsi ha tuonato contro “Venezia mercificata e svenduta”), e quello di Milano, dove Letizia Moratti è in scadenza nel 2011. Si profilano tortuosi negoziati, scambi e rimpasti. [...]
Il 27 Agosto 2009 alle 13:44 L’agenda d’autunno del Cavaliere: fitta di impegni da bollino rosso » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Gioco di matrioske Ma, come in un gioco di matrioske, questi aspetti ne contengono altri ancora, potenzialmente assai più pericolosi per il Cavaliere e per il governo. La questione immigrati è stato uno dei due veri cavalli di battaglia cavalcati da Umberto Bossi in questo agosto; l’altro sono i salari differenziati tra Nord e Sud. Il resto - la bandiera, l’inno di Mameli, il dialetto nelle scuole e in tv- fa parte del folklore. Sui clandestini, così come sugli stipendi ed in generale sulla “manica larga” dello Stato verso il Mezzogiorno, il capo della Lega sa invece di avere dalla sua parte gran parte degli elettori. A cominciare da quelli di centrodestra. Una carta potenzialmente decisiva da giocare da qui alle Regionali del 2010, vero appuntamento strategico per il Pdl, per i suoi alleati e per Berlusconi stesso. Chiunque abbia seguito Bossi nei suoi spostamenti estivi ha notato che il leader del Carroccio ha concentrato la presenza in Veneto: Ferragosto a Calalzo, all’hotel Ferrovia, un posto da gitanti qualsiasi, con l’immancabile cena assieme a Calderoli e Tremonti. Passeggiate in manica di camicia in lungo e in largo per Pieve di Cadore e per altri paesi minori del bellunese e del trevigiano, trascurati dai vip ma fondamentali per conquistare una regione da 15 anni nelle mani del berlusconiano Giancarlo Galan. [...]
Il 17 Dicembre 2009 alle 17:28 Regionali, la Lega ha già vinto: in Piemonte e Veneto sceglie Bossi - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] il sindaco di Treviso, Giancarlo Gobbo. A rimanerci male, invece, è stato il governatore uscente Giancarlo Galan: “Considero quanto avvenuto peggio di un tradimento e cioè un errore“, ha detto ai [...]
Il 10 Agosto 2010 alle 14:48 Galan Vs Zaia: la battaglia continua di due galli nel pollaio - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] La passione di Galan per le iperboli è nota: vedere alla voce Il Nordest sono io, titolo della sua biografia pubblicata qualche anno fa. Sullo scranno di governatore questo 54enne padovano, laurea in Bocconi e onorata carriera in [...]
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