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Tra gli eventi in programma a “Mare di Libri”, primo festival di letterature per adolescenti in programma dal 20 al 22 giugno a Rimini, c’è un incontro speciale: “La Palestina ha due facce”. Ovvero, una di fronte all’altra due scrittrici tanto giovani quanto intriganti, Randa Ghazy e Marta Barone, le autrici, rispettivamente, di Oggi forse non ammazzo nessuno, storia divertente di integrazione di una ragazza mussulmana in Italia, e Miriam delle cose perdute, l’infanzia di Maria, la mamma di Gesù, che diventa romanzo. Ad unirle anche un curioso caso: entrambe hanno scritto la loro opera prima a… quindici anni!
Panorama.it incontra Randa Ghazy.
Randa Ghazy ha ventidue anni e studia Relazioni Internazionali. Nata a Saronno da genitori di origini egiziane, ha esordito quindicenne con Sognando Palestina, amicizie e amori di un gruppo di ragazzi israeliani e palestinesi. Ora è alla sua terza pubblicazione.
Randa, come nasce il suo ultimo libro Oggi non ammazzo nessuno e per chi è?
Quando l’ho scritto era un periodo particolare, in cui in Italia si parlava molto di Islam, su giornali, nei talk-show, ma in una versione un po’ mistificata della realtà. Si verteva soprattutto sul velo delle donne, soffermandosi sul nikab, il velo che copre tutto il viso rendendo quindi non riconoscibile chi lo indossa… Ma non si parlava di ciò che c’è dietro a tutto questo, della necessità di svecchiare la struttura patriarcale araba come pure l’interpretazione del Corano, testo che risale a quattordici secoli fa, non si parlava di tante tematiche ben più profonde. Per questo ho scritto il mio romanzo, per sdrammatizzare e per dare voce alla categoria delle seconde generazioni di immigrati, trascurate dalle istituzioni e dalla cittadinanza mancata.
C’è diffidenza in Italia verso persone di origini arabe, anche di seconda generazione e quindi teoricamente più integrate?
Sulla mia pelle non la noto. Tutto però dipende da come appari. Se indossassi il velo sarebbe di sicuro diverso: una ragazza con il velo difficilmente trova lavoro. Ma io ho uno stile occidentale, vesto da occidentale, quindi non ho mai avuto discriminazioni. Non escludo comunque che ci siano.
L’incontro di “Mare di Libri” di cui è protagonista si chiama “La Palestina ha due facce”. Cos’è per lei la Palestina?
La Palestina rappresenta un ideale. Tra le mie aspirazioni c’è fare la giornalista e occuparmi di fenomeni immigratori, ma anche di situazioni conflittuali, profughi, rivolgendomi soprattutto ai più deboli. Per me parlare di Palestina è il sogno di giustizia, ma non solo in quella terra. La Palestina rappresenta tutte le situazioni di ingiustizia nel mondo. Decenni fa c’era chi credeva fortemente nel panarabismo, un sentimento di legame profondo tra arabi. Io lo sento ancora, e mi sento anche palestinese.
Conosce l’opera di Marta Barone, insieme a cui anima l’incontro riminese?
Sì, ero curiosa e l’ho letta: è un bel libro, con un’idea interessante. Sono incuriosita anche dalla struttura dell’incontro di “Mare di Libri”. Il libro di Marta Barone non parla di Israele oggi ed è in forma romanzesca, mentre il mio lavoro è direttamente schierato pro-palestinese. E io sono molto politicizzata.
Poco più che ventenne e già scrittrice di successo: era nei suoi sogni? E cosa vede nel suo futuro?
Fare la scrittrice era un grandissimo sogno. Con il passare del tempo è stato però destabilizzante raggiungerlo a quindici anni: devi poi crearti un altro sogno, e stare con i piedi per terra. Oggi ho quasi ventidue anni e mi sento come una quarantenne, ma so che devo ancora imparare tanto. Ho una forte propensione politica e vorrei analizzare la realtà che ci circonda, l’interazione tra mondo occidentale, di cui faccio parte visto che sono cittadina italiana, e il mondo arabo, visto che sono molto legata alle mie origini e alla mia religione. Mi piacerebbe fare la giornalista. Il periodo storico che stiamo vivendo non ci esime da un’analisi, anzi, ci dovrebbe far indignare, e il fatto che ciò non accade è significativo.
Una curiosità: quanto tempo ha impiegato per scrivere il suo primo libro?
La storia è nata come racconto per un concorso. Poi Beatrice Masini della Fabbri mi ha contattato perché ne realizzassi un romanzo e mi ha chiesto di ampliarlo in due settimane, così da pubblicarlo in tempo per la Fiera del libro di Bologna. Ora che sono più adulta, rileggendolo, lo modificherei, ma rimane comunque bello per la sua spontaneità.
- Venerdì 20 Giugno 2008

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Il 10 Luglio 2009 alle 11:31 La scrittrice Randa Ghazy: “Troppi episodi di razzismo in Italia” - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Randa Ghazy è una scrittrice italiana di ventidue anni. Nata a Saronno da genitori di origini egiziane, ha esordito quindicenne con Sognando Palestina e la sua ultima pubblicazione è Oggi forse non ammazzo nessuno. Storie minime di una giovane musulmana stranamente non terrorista. Panorama.it l’aveva già incontrata parlando di integrazione lo scorso anno. Alcune settimane fa suo padre è stato aggredito a Limbiate (Mi), per un parcheggio, da una famiglia brianzola che gli ha urlato “tornatene al tuo paese”. Con l’amarezza ancora in corpo, Randa sottolinea la preoccupante deriva xenofoba verso cui l’Italia sembra andare. [...]
Il 10 Luglio 2009 alle 11:31 La scrittrice Randa Ghazy: “Troppi episodi di razzismo in Italia” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Randa Ghazy è una scrittrice italiana di ventidue anni. Nata a Saronno da genitori di origini egiziane, ha esordito quindicenne con Sognando Palestina e la sua ultima pubblicazione è Oggi forse non ammazzo nessuno. Storie minime di una giovane musulmana stranamente non terrorista. Panorama.it l’aveva già incontrata parlando di integrazione lo scorso anno. Alcune settimane fa suo padre è stato aggredito a Limbiate (Mi), per un parcheggio, da una famiglia brianzola che gli ha urlato “tornatene al tuo paese”. Con l’amarezza ancora in corpo, Randa sottolinea la preoccupante deriva xenofoba verso cui l’Italia sembra andare. [...]
Il 10 Luglio 2009 alle 12:42 Il grido della scrittrice Randa Ghazy: “Troppi casi di razzismo in Italia. Ignorati dai media” - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Randa Ghazy è una scrittrice italiana di ventidue anni. Nata a Saronno da genitori di origini egiziane, ha esordito quindicenne con Sognando Palestina e la sua ultima pubblicazione è Oggi forse non ammazzo nessuno. Storie minime di una giovane musulmana stranamente non terrorista. Panorama.it l’aveva già incontrata parlando di integrazione lo scorso anno. Alcune settimane fa suo padre è stato aggredito a Limbiate (MI), per un parcheggio, da una famiglia brianzola che gli ha urlato “tornatene al tuo paese”. Con l’amarezza ancora in corpo, Randa sottolinea la preoccupante deriva xenofoba verso cui l’Italia sembra andare. [...]
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