Di Antonella Bersani
A volte basta un libro: Herman Hesse, i pensieri di Pascal. Anche Lev Tolstoj, Il gabbiano di Johnatan Livingston o Il Piccolo principe di Saint Exupéry. Opere classiche sugli scaffali delle biblioteche e nuova frontiera in Italia nella cura delle malattie psicoterapiche, ansia e depressione in particolare. Si chiama biblioterapia e comprende sia manuali di auto aiuto che romanzi. Libri insomma, che il terapeuta prescrive ai pazienti come “compito a casa” per aiutarli nel loro percorso terapeutico.
In Italia se ne parla soltanto da due o tre anni, ma nel mondo anglosassone il terreno è stato esplorato a lungo. Nata negli anni ‘30 negli Usa su impulso dello psichiatra William Menninger, oggi la biblioterapia è una prassi comune nei dipartimenti psichiatrici britannici e americani. “Negli Stati Uniti ci sono ben 3700 titoli dedicati all’autoaiuto” spiega Rosa Mininno, direttore scientifico della rete Nuove Dipendenze e fondatrice dell’unico sito italiano sul tema “In Inghilterra invece, la biblioterapia è una prassi adottata dal servizio sanitario nazionale e la lettura di manuali di auto aiuto viene prescritta come primo intervento nei casi meno gravi. Le autorità sanitarie hanno anche approvato una lista di 35 titoli ritenuti validi, con particolare riferimento alla cura di ansia, depressione, insonnia e disfunzioni sessuali”.
Anche in Italia la strada è ormai aperta: la Clinica Psichiatrica della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania adotta infatti la biblioterapia per i propri pazienti nel trattamento della depressione, si moltiplicano le Asl che organizzano gruppi di lettura, mentre L’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia ha istituito una biblioteca per offrire a pazienti e familiari aiuto e informazioni scientifiche.
Funziona davvero? A livello internazionale esistono studi condotti attraverso “gruppi di controllo”, con gli stessi criteri della sperimentazione farmaceutica: si confrontano alcuni parametri legati al miglioramento e al benessere dei soggetti prima e dopo la lettura, paragonandoli poi a quelli dei pazienti che non hanno letto un libro. Le ricerche pubblicate nel 2003 sul Journal of Clinical Psychology ad esempio, confermano l’efficacia nei casi di live ansia o depressione, ma meno nei casi di dipendenze da alcol o tabacco. “Un buon libro è strumento di conoscenza, crescita cognitiva, psicologica e sociale” conclude Rosa Mininno “Può servire dunque anche a bambini e adolescenti per curare problemi comportamentali, come la scarsa autostima o il bullismo. Attenzione però: mai fidarsi di manuali che promettono guarigioni in 24 ore”.
- Martedì 1 Luglio 2008

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Commenti
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Il 1 Luglio 2008 alle 13:12 Depressione » Biblioterapia, ansia e depressione combattute a colpi di romanzi (Panorama.it) ha scritto:
[...] In Italia se ne parla soltanto da due o tre anni, ma nel mondo anglosassone il terreno è stato esplorato a lungo. Nata negli anni ‘30, negli Usa, la cura delle malattie con i libri è oggi una prassi comune nei dipartimenti psichiatrici britannici e americani. E le ricerche dicono che funziona davveroContinua July 1st, 2008 [...]
Il 13 Luglio 2011 alle 18:19 pubblicista ha scritto:
Ho letto con particolare attenzione l’articolo sui libri di auto aiuto e scrivo infatti che
a differenza di tanti libri - anche americani - in commercio che hanno scritto auto aiuto solo in copertina questo a mio parere è un VERO LIBRO DI AUTO AIUTO.
Non è un saggio psicologico qualunque con tanta dottrina “psico” da imparare bensì una serie di capitoli anticipati e seguiti da domande a scelta multipla per capire quanto ho appreso e se l’apprendimento facendo un semplice calcolo aritmetico supera determinati livelli numerici allora inizia per il lettore la messa in pratica di quanto immagazzinato mentalmente tramite una serie di esercitazioni preordinate. Infine 13 psicotest (test psicologici con risposta immediata)servono a ciascuno per capire il suo livello attuale di benessere raggiunto. Alla fine un capitolo è dedicato a capire, con semplici calcoli aritmetici, quanto il libro (quasi 600 pagine) è stato utile come acquisto in termini numerici di confronto.
Trattasi de IL MANUALE PRATICO DEL BENESSERE, non a caso patrocinato dall’UNESCO, (edizioni Ipertesto)reperibile recentemente edito (presentato tra l’altro al Circolo della Stampa di Milano)
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