Il mostro di Firenze fa impazzire gli americani

“È il 7 giugno 1981, una splendida mattina per Firenze. Era una tranquilla domenica con il cielo azzurro e una leggera brezza faceva ondeggiare le cime dei cipressi sulle colline che circondano la città. Mario Spezi si trovava alla sua scrivania nella sede del quotidiano La Nazione, dove lavorava come reporter da alcuni anni, mentre tranquillamente fumava una sigaretta e sfogliava il giornale.”
Questo è l’inizio del primo capitolo del libro che in questi giorni sta spopolando in America. Si tratta di The Monster of Florence (ed. Grand Central Publishing), il best seller scritto a quattro mani dallo specialista americano di trame gialle Douglas Preston e dal giornalista toscano Mario Spezi che per anni ha seguito il caso del mostro di Firenze e che si è fatto anche 23 giorni di carcere, di cui cinque in isolamento, perché accusato di depistaggio nelle indagini sulla la morte del medico di Perugia Francesco Narducci. La storia del serial killer italiano ha da sempre affascinato gli americani tanto che lo scrittore Tomas Harris, l’autore di Hannibal, volle assistere alle udienze del processo a Pietro Pacciani, il principale indagato, insieme ai compagni di merende, dei delitti che per una decina d’anni sconvolsero la tranquillità della campagna toscana. Il thriller che prende spunto dal libro uscito in Italia nel 2006 per Sonzogno e intitolato Dolci colline di sangue, nel giro di pochi giorni ha scalato le classifiche di vendite raggiungendo la terza posizione della classifica del New York Times; il sito internet Amazon lo ha scelto come libro del mese di giugno e come se non bastasse occupa la prima posizione della classifica True Crimes della celebre catena di librerie Barnes & Noble che ne aveva acquistato 50.000 copie. The MOF, come viene chiamato dai lettori americani dopo essere stato presentato ufficialmente l’11 giugno nello spazio aperto del Bryant Park, ha ricevuto ottime recensioni da parte delle più importanti testate e adesso i diritti sono stati venduti in numerosi paesi per la traduzione e in futuro si prospetta anche una trasposizione cinematografica. Lo sceneggiatore Chris McQuarry, premio Oscar per I Soliti sospetti, ha già firmato una prelazione per un eventuale film.

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