
Non c’è Premio Strega che si rispetti senza che uno degli scrittori finalisti non polemizzi sull’esito. Un po’ come avviene in tutte le competizioni nessuno è disposto a perdere e anche quest’anno la polemica è servita. Cristina Comencini, finalista con il suo ultimo libro L’illusione del bene (ed. Feltrinelli) ha scritto sul suo blog: “Miei cari, finalmente a casa, lo Strega è finito! L’esperienza mi ha lasciato svuotata. Al di là dei libri, tutti secondo me con molte qualità è incredibile come un premio nato per volontà di un gruppo di scrittori sia diventata una gara tra editori, in cui spesso vince il più forte. Il libro di Giordano racconta molto bene i ragazzi, ma anche il libro di Rea è bello e interessanti sono i romanzi di De Silva e Ravera. Il problema è che la scrittura non mi sembra più in gioco nel premio più prestigioso d’Italia, e questa è una tristezza”.
Forse sul giudizio della scrittrice pesa la delusione di non aver vinto. Per stemperare le polemiche allora si potrebbe ricorrere alla diplomatica ma sincera dichiarazione di Umberto Eco all’annuncio dell’assegnazione del Premio Nobel, lo scorso anno, alla scrittrice Doris Lessing: “Sono felice per lei, ma non sono felice quanto lei”. Quindi è inutile discutere su come avvengono le votazioni e sulle regole della gara perché come è avvenuto in passato, quando a decidere erano solo gli scrittori, e come siamo convinti avverrà anche in futuro, nessuno accetterà la sconfitta.
- Sabato 12 Luglio 2008

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