Sinfonia in nero con Beethoven

Donna noir

Di Sergio Altieri
“Italia al nero e non solo” è la nuova proposta editoriale del Giallo Mondadori dedicata agli autori italiani nella nuova collana “Il Giallo Mondadori presenta”. Ai primi di agosto sarà in libreria “Beethoven 27%”, una serie di racconti di Roberto Barbolini che esplorano la galassia della letteratura di massa, dal poliziesco all’horror, al sexy thriller e così via. Ecco la prefazione di Sergio Altieri, direttore editoriale del Giallo Mondadori.

Com’è riuscito uno stravagante urologo latino-americano a entrare in possesso del 27 per cento di una ciocca di capelli di Ludwig van Beethoven? E quale astrusa forza invisibile spinge due rock’n’ roller un po’ coatti ad andarsene in volo ad Amburgo alla ricerca di ciocche simili, appartenenti però a John Lennon e a Paul McCartney?
Qual è il vero significato della sorta di pellegrinaggio sentimentale, ma dalle connotazioni inequivocabilmente macabre, che due sensuali vedove allegre milanesi compiono ogni anno ai cimiteri di Los Angeles, California?
E poi, siamo davvero certi che Arthur Conan Doyle, mitico creatore del più mitico dei detective dell’Inghilterra postvittoriana, non avesse il suo di scheletro nell’armadio della colpa, a causa di un gesto tanto umanitario quanto sballato che costò la maratona olimpica a un ugualmente mitico fornaio italiano?
C’è un mucchio di polvere nel cimitero di San Cataldo, e non si tratta solo della polvere dei defunti, bensì di quelle candide nubi pronte a essere sparate dritte nelle sinapsi attraverso le narici. Un solo problema: per far posto alla cocaina si sfratta un morto più che prono alle passeggiate zombesche.
Le proposte di cui sopra sono il fulcro solamente di alcune delle storie di questa antologia. Una raccolta pressoché unica non nel suo genere ma nei suoi generi. Proposte oltraggiose e irriverenti, caustiche e corrosive, surreali e grottesche. Eppure tutte solidamente ancorate al tessuto connettivo della grande narrativa.
Giornalista e saggista, polemista e umorista ma anche, e prima di qualsiasi altra cosa, inarrivabile iconoclasta, Roberto Barbolini, classe 1951, modenese doc, rovescia l’intera equazione del giallo e dei suoi miti. Violando parametri e regole, distorcendo sfumature e componenti, con le 16 storie di Beethoven 27% Barbolini esplora la variegata quanto infida terra di mezzo che va dall’horror al mystery, dall’investigazione storiografica alla detective story, dal noir metropolitano al sexy thriller. Il risultato è una cavalcata ora divertente ora inquietante ma sempre, invariabilmente, inaspettata di un autore letterario tout-court che non aspetta altro se non di “sporcarsi le mani” con la narrativa “di controKultura” intesa nel senso più lato del termine.
Eppure, qualcosa sta cambiando. C’è sempre più noir “strano” là fuori. E c’è sempre maggiore contaminazione di generi, al punto che sull’argomento si scrivono saggi critici al massimo livello. Dell’uno aspetto e dell’altro Beethoven 27% potrebbe diventare non solo un’antologia che precorre i tempi, ma un autentico cult book.

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