Un romanzo sospeso. Al confine tra materia ed essenza. Con Déjà-vu (ISBN edizioni, 208 pp., 17,50 €) Tom McCarthy mette in scena la realtà e la sua irritante capacità di rivelarsi finzione. L’io narrante è “sbalorditivamente” antipatico e stupido, eppure riesce a condurre il lettore per mano attraverso le pagine accompagnadolo in una spirale di follia calibrata, armoniosa, eletta a sistema.
Un oggetto misterioso, e tale rimarrà per tutto il romanzo, cade dal cielo, colpisce il protagonista e lo priva quasi del tutto dei ricordi. Durante la riabilitazione la realtà rivelerà nuovi contorni. Anche i meccanismi fisici più semplici, come portare una carota alla bocca, fare un passo, inciampare, assumeranno una valenza ontologica. Da quel momento in poi, il mondo sembra dischiudere i propri segreti, i fenomeni sbiadiscono, lasciando intravedere la loro vera forma. L’ossessione comincerà ben presto a scavare nella mente del nostro, che risarcito di otto milioni e mezzo di sterline per l’incidente da una compagnia aerea, comincia a mettere in scena i frammenti di ricordi che a tratti emergono nelle pieghe della sua memoria. Passato, presente e futuro andranno così via via dilatandosi e accartocciondosi su loro stessi. Con l’aiuto di un “facilitatore” (una sorta di organizzatore professionista) e impiegando tutte le risorse economiche acquisite, vengono messi in scena e reinterpretati fin nei dettagli più insignificanti, i ricordi, i ricordi dei ricordi, le reinterpretazioni delle reinterpretazioni, in un corto circuito che porterà inevitabilmente oltre il limite.
La scrittura di McCarthy è fluida, ricercata - la traduzione di Anna Mioni riesce a renderla alla perfezione - anche se a tratti è un po’ troppo autocompiaciuta e indugia eccessivamente sul versante della speculazione (di maniera). Qualche pagina in meno non gli avrebbe fatto male. Déjà-vu rimane comunque una lettura interessante, per certi versi affascinante, con meccanismi narrativi ben orchestrati e una storia celebrale, a regola d’arte, congegnata come un orologio. Il New York Times lo ha inserito tra i cento libri del 2007, e sempre nello stesso anno è stato vincitore del Believer Book Award.
- Lunedì 21 Luglio 2008

Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus
l libri per la giornata della memoria
Libri sul comodino
Letture per i più piccoli
Perché il pallone è ben altro
Le nostre scelte: le letture da non perdere
Sei video per amare gli ebook
Ebook: come scegliere il reader giusto
VAI ALLO SPECIALE







LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Iran, c’era una volta il grande lago salato di Urmia
REPORTAGE - Gli ultimi giorni dei soldati canadesi in Afghanistan
Rishi, cercatore d’acqua a Kathmandu
REPORTAGE - Afghanistan: scene di guerra
Lombardia, la Vita in fattoria (didattica): gli scatti in concorso
ANIMALI, le foto più belle
Lahore, l’antica lotta Kushti tra allenamenti e ascesi
Negli occhi e nei giochi dei bambini rom
I colori del cervello, da Mirò a Dalì
L’altra metà dell’Unità, le donne del Risorgimento in mostra
Quirinale, il restauro della Galleria Alessandro VII
Sorvolando Marjah: foto aeree dall’Afghanistan
A Buenos Aires una nuova Torre di Babele, di libri
Birmania, le danze di guerra dei Naga per l’anno nuovo
Wildlife Photographer of the Year: le migliori foto naturalistiche del 2010
Cuba, la vita quotidiana all’Avana
Farologia che passione: I FARI nelle foto più belle






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.